Vivere in un limbo da oltre sei mesi, con le auto bloccate nei garage, il gas staccato in diversi appartamenti, i liquami fognari a cielo aperto e il terrore costante che, alle prime piogge autunnali oramai alle porte, la situazione si possa aggravare.
La realtà quotidiana dei cittadini di Passo Caporale Pietro Barsanti e delle vie limitrofe, a Castelletto, è una realtà di allerta e vigilanza costante.
Una situazione di grave disagio diventata una vera e propria emergenza dopo la frana dello scorso 20 febbraio 2026, quando un imponente muro di contenimento in pietra è crollato travolgendo gli spazi sottostanti.
Da quel giorno per i residenti è iniziata una vera e propria tribolazione che sta facendo i conti con il groviglio burocratico e un continuo rimbalzo di responsabilità tra enti pubblici e soggetti privati.
Gli effetti di quel 20 febbraio sono una costante con cui i residenti stanno continuando a convivere, persino nei gesti più elementari della vita quotidiana. Il crollo ha strappato le tubature, lasciando da oltre sei mesi quattro-cinque famiglie completamente prive dell'erogazione di gas. Ma a rendere la situazione ancora più critica è il recente quadro igienico-sanitario, aggravato dallo “sversamento di liquami a cielo aperto a causa della rottura delle condotte fognarie causata dalla frana”.
A questo si aggiunge la paralisi dei trasporti privati: l'accesso alla galleria demaniale sottostante, un ex rifugio antiaereo adibito a rimessa, e ai box è interrotto, con circa quindici vetture rimaste letteralmente intrappolate e impossibilitate a uscire. “All'interno del Condominio vivono persone anziane e bambini, che da mesi convivono con appartamenti privi di gas e con l'impossibilità di utilizzare i propri box e le proprie automobili. Non è più tollerabile”, hanno denunciato con fermezza i cittadini portando le loro istanze anche davanti alle istituzioni.
“Ci sentiamo abbandonati - raccontano - sembra di essere di fronte a un muro” e tra lo sconforto e la rabbia continuano le perizie tecniche richieste dai condomini per tracciare un complesso perimetro di pertinenze pubbliche e private.
Nonostante la disponibilità degli abitanti “a sostenere anche oneri non di propria pertinenza pur di accelerare i tempi”, il percorso rischia di imporre ai privati l'avvio autonomo di complessi e lunghi contenziosi legali per stabilire le singole quote di responsabilità.
“Nessuno è rimasto a guardare - continuano - fin da subito abbiamo iniziato a chiedere perizie, pagandole di tasca nostra, così come è stato per le messe in sicurezza d’urgenza con tecniche alpinistiche e per tutti gli accertamenti richiesti e necessari. Ma oggi, dopo sei mesi, siamo ancora nella stessa situazione e i disagi si moltiplicano”.
Con la fine dell'estate, l'ansia tra gli abitanti di Passo Barsanti cresce di giorno in giorno. L'arrivo delle piogge e la minaccia sempre più frequente di fenomeni intensi come le bombe d’acqua, provocano enorme preoccupazione per la tenuta del versante, che presenta anche un secondo muro di contenimento visibilmente degradato e a rischio crollo.
“Siamo di fronte a un bene che non può restare ostaggio del rimpallo di competenze”, continuano.
La richiesta della comunità è semplice: un tavolo di confronto urgente tra Comune e Demanio per avviare subito la messa in sicurezza e ripristinare i servizi minimi ed essenziali. “I condomini non chiedono un favore: chiedono che sia esercitato un dovere, giuridico e morale, di protezione dei cittadini”.














