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Attualità | 21 settembre 2026, 08:00

Castelletto, tra creuze sbarrate, muri a picco ed erbacce: passeggiata nella città transennata

Tra Rampa Carbonara, Salita della Torretta e Passo Barsanti cresce la protesta per i percorsi pedonali chiusi da anni e la mancanza di manutenzione. I cittadini: “Viviamo tra cantieri e rimpalli burocratici”. Intanto il Municipio avvia sopralluoghi e perizie sulle criticità

Camminamenti di pietra spaccati dalle radici degli ailanti, transenne arroccate lungo le antiche creuze pedonali, muri di contenimento segnati da crepe profonde e percorsi scolastici sbarrati da mesi, se non da anni. 

È la fotografia del quartiere di Castelletto dove la vita quotidiana di famiglie, studenti e anziani si scontra con una manutenzione urbana a singhiozzo e una burocrazia che sembra muoversi a passo di lumaca.

A raccontare cosa sta accadendo sulle prime alture di Genova sono i residenti, esasperati da una situazione che ogni giorno genera malcontento e disagi.

Una passeggiata che ha come filo conduttore il divieto: transenne, strade chiuse, passi bloccati.

Tra i punti più critici spicca Rampa Carbonara, lo storico collegamento pedonale utilizzato da centinaia di studenti per raggiungere le scuole medie Don Milani - Colombo e i licei sottostanti. La rampa risulta sbarrata da tempo per ragioni di sicurezza a causa del pericolo di cedimento di elementi murari sovrastanti. Tuttavia, la mancanza di interventi risolutivi ha trasformato la chiusura formale in un groviglio di degrado: l'assenza di pulizia ordinaria, assente per il pericolo del crollo, favorisce la crescita incontrollata di vegetazione infestante le cui radici insinuano le strutture murarie, mentre molti ragazzini e ragazzine finiscono per scavalcare le barriere pur di non allungare il tragitto.

Salendo da via Pertinace e raggiungendo l’ingresso di villa Piaggio, l’esito è lo stesso: la strada sbarrata, un crollo per maltempo e un cancello che per i più giovani è solo un piccolo ostacolo da superare per raggiungere l’area dove potersi ritrovare.

Camminando ancora per Salita della Torretta, che da Salita San Girolamo conduce a Spianata Castelletto, transenne e crepe non mancano. Il caso più tristemente noto è certamente quello di passo Barsanti, crollato nel febbraio scorso, e ancora senza nessun esito (ne abbiamo parlato qui).

“Non si tratta di semplici disguidi estetici - spiegano tra le stradine del quartiere - ma di percorsi storici che garantivano la fruibilità pedonale di Castelletto. Se un passaggio viene chiuso 'in via precauzionale' per due anni senza che si muova una pietra, il risultato è l'abbandono totale, con grave rischio per chi vi transita o per chi risiede nei palazzi a valle".

Il nodo centrale dei ritardi sembra risiedere spesso nei complessi rilievi tecnici ed idrogeologici e nella sovrapposizione tra proprietà pubbliche e pertinenze private. In diverse zone del quartiere, la presenza di antichi cunicoli per lo smaltimento delle acque meteoriche e risorgive, in alcuni casi mai del tutto mappati o risalenti a decenni fa, ha provocato infiltrazioni e smottamenti nei terreni di contenimento.

Quando il cedimento coinvolge confini promiscui tra terrazzamenti privati e strade comunali, si innesca un corto circuito burocratico: le perizie private accertano la necessità di consolidamenti strutturali ingenti con costi che possono toccare centinaia di migliaia di euro, mentre gli uffici tecnici comunali e le aziende partecipate procedono con sopralluoghi visivi e verifiche documentali che prolungano i tempi di sblocco dei cantieri.

“I cittadini corretti che investono di tasca propria per mettere in sicurezza le proprie abitazioni non possono essere lasciati soli di fronte a muri comunali o cunicoli ammalorati che rischiano di travolgere le strutture sottostanti - sottolineano i residenti -. L'amministrazione deve farsi promotrice di tavoli di confronto e di interventi in danno per garantire la pubblica incolumità, anziché limitarsi a posizionare transenne che restano ferme per quattro anni”.

La protesta non riguarda soltanto la stabilità dei versanti, ma investe la vivibilità quotidiana del verde pubblico. Accade come in via Achille Papa, con il verde ‘fuori controllo’ che fagocita passaggi e ringhiere (l'articolo qui).

Accade anche in via Marcello Durazzo, una rampa parallela a via Assarotti che è un’arteria fondamentale per il transito pedonale. La strada risulta chiusa perché ritenuta non sicura.

Intanto, dal Municipio I Centro Est sono iniziati alcuni interventi come la pedonalizzazione di via Crosa di Vergagni, a Spianata Castelletto (qui i dettagli) e interventi proprio su via Marcello Durazzo.

A spiegare anche via social quanto sta realizzando la Pubblica Amministrazione dopo il crollo del 29 agosto, è l’assessore ai Lavori Pubblici del Municipio Alberto Cattaneo. Cattaneo ha fatto sapere che si sta lavorando a una messa in sicurezza provvisoria per la riapertura del tratto che avverrà dopo una pulizia del verde infestante e la definizione di una strategia che garantisca la sicurezza che dovrà far fronte anche uno stato di ammaloramento, frutto di anni di incuria.

Continua dunque l’impegno dell’amministrazione per far fronte alle criticità, un impegno che non passa inosservato ma quello. Che emerge nel passeggiare tra le transenne di Castelletto, così come in altre città, e che la cittadinanza chiede a gran voce è un piano di interventi che consenta a loro, in primis, di essere parte attiva della comunità.

Isabella Rizzitano

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