Nuovi testi, un apparato grafico e tecnologico rinnovato e soprattutto un diverso modo di raccontare le collezioni, costruito insieme alla città. Castello D’Albertis-Museo delle Culture del Mondo presenta il risultato di “Culture nel Futuro”, il progetto che tra il 2025 e il 2026 ha portato a un ripensamento della narrazione e degli allestimenti del museo.
Il percorso, realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha coinvolto direttamente cittadini, associazioni, studiosi, professionisti e comunità diasporiche. L’avviso pubblico lanciato nell’ambito del progetto ha raccolto 98 candidature individuali e 18 associazioni, chiamate a lavorare su alcuni dei temi più delicati legati alla lettura contemporanea delle collezioni.
Tra questi le eredità coloniali, le rappresentazioni dell’alterità, la provenienza degli oggetti conservati nel museo e i concetti di eroe e conquista. Un lavoro che ha portato alla riscrittura dei testi dei pannelli e delle didascalie, ora disponibili anche in inglese, e al rinnovamento degli strumenti grafici, comunicativi e tecnologici presenti nelle sale.
"Con il progetto Culture nel Futuro, Castello D'Albertis si riafferma come luogo vivo, dinamico e aperto di dialogo e riflessione pubblica - spiega l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari -. Mettere in discussione le modalità tradizionali di narrazione del patrimonio non significa cancellare il passato, ma contestualizzarlo con rigore scientifico e offrirlo alla cittadinanza attraverso una molteplicità di sguardi e sensibilità contemporanee".
Secondo Montanari, il valore del percorso risiede proprio nel coinvolgimento diretto della città: "Quasi cento cittadini e numerose associazioni del territorio, insieme alle nostre istituzioni culturali, hanno contribuito a rendere il museo uno spazio ancora più trasparente, inclusivo e rappresentativo di tutta la comunità".
Per Nicoletta Buratti, consigliera della Fondazione Compagnia di San Paolo, il progetto «coniuga la tutela di un patrimonio di grande valore con il rinnovamento delle modalità attraverso cui viene interpretato e restituito alla collettività». L’obiettivo, sottolinea, è quello di rafforzare «il ruolo di istituzione culturale contemporanea» del museo, rendendo le collezioni più accessibili e aprendole a una pluralità di punti di vista.
Il nuovo allestimento sarà presentato ufficialmente venerdì 25 settembre, con un Open Day a ingresso gratuito dalle 10 alle 19. Alle 17 è prevista la presentazione pubblica dei risultati del progetto, mentre nel pomeriggio si terrà anche un workshop rivolto a dottorandi e specializzandi delle Università di Genova e Pisa.
Dalle 18 alle 21 spazio invece allo “Sconfinato Poetry Slam”, la sfida in versi curata da Genova Slam e Lega Italiana Poetry Slam, con Laura Grecale, Omid Maleknia, Elena Gerasi e SlamPii e la direzione artistica di Alberto Lasso Montesinos e Filippo Balestra. Durante l’iniziativa sarà proposto anche un aperitivo su prenotazione a cura di Emmaus Catering Etico.
Le iniziative proseguiranno nel fine settimana nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio. Sabato 26 settembre alle 11 è in programma la lettura dell’albo illustrato Uccelli migratori di Michael Roher, seguita da un laboratorio per bambini dai 3 agli 8 anni dedicato ai temi dell’accoglienza e dell’amicizia. Domenica 27 settembre, sempre alle 11, sarà invece proposta una visita interattiva e digitale per ragazzi dagli 8 ai 15 anni, dedicata ai nuovi contenuti e alle nuove parole del museo.














