Dopo due settimane nel carcere di Marassi, Mattia Cuffari, anarchico genovese di 39 anni, è stato trasferito agli arresti domiciliari. L’uomo era stato arrestato il 25 settembre con l’accusa di aver colpito con un pugno al volto un poliziotto della Digos durante una manifestazione.
La decisione è stata presa dalla giudice Elisa Centore, che ha accolto l’istanza di attenuazione della misura cautelare presentata dai difensori dell’uomo, gli avvocati Fabio Sommovigo e Marta Magnanini. Dopo il provvedimento, i legali hanno rinunciato alla discussione davanti al tribunale del Riesame, inizialmente prevista per questa mattina.
Il pubblico ministero Federico Panichi aveva espresso parere contrario alla richiesta, sottolineando che il 39enne non si era scusato per il gesto contestato.
La vicenda giudiziaria proseguirà nelle prossime settimane. Il processo per le lesioni al funzionario di polizia, costituitosi parte civile attraverso l’avvocata Rachele De Stefanis, è stato infatti rinviato al 23 novembre.
Il rinvio è legato all’attesa della decisione della Corte costituzionale sulla presunta incostituzionalità del reato di lesioni a pubblico ufficiale. La norma prevede una pena da due a cinque anni di reclusione, con aumenti nelle ipotesi aggravate. La disposizione è stata contestata da alcuni giudici, che ritengono la sanzione potenzialmente sproporzionata rispetto a quella prevista per le lesioni personali comuni e per altre fattispecie analoghe.














