Sesta edizione per Maledetti Architetti, che sabato 14 e domenica 15 novembre 2026 torna a Genova con un weekend di visite guidate ed esplorazioni urbane gratuite dedicate all'architettura del XX secolo. La manifestazione è promossa da Comune di Genova e dalla Fondazione dell'Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Genova con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio architettonico del Novecento genovese, raccontando contrasti e capolavori attraverso alcuni degli edifici più emblematici della città.
Con un titolo volutamente provocatorio, che prende spunto dal celebre pamphlet di Tom Wolfe, Maledetti Architetti riflette sull'approccio dei genovesi verso la produzione architettonica del Novecento. È un rapporto spesso conflittuale, fatto di incomprensioni, insofferenza e polemiche, ma anche di fascinazione, amore e curiosità: un secolo di amore e odio che è giusto conoscere e comprendere fino in fondo.
L'itinerario si snoda tra quindici luoghi e, grazie a una squadra di architetti cultori della materia, svelerà segreti, bellezze, storie e storia di un vasto repertorio di edifici firmati da progettisti di prima grandezza. Le visite si svolgeranno su turni, con prenotazione obbligatoria.
«Con questa sesta edizione di Maledetti Architetti celebriamo il centenario della Grande Genova portando i visitatori a esplorare l'architettura del Novecento capillarmente, toccando tutti i nove Municipi - spiega l'assessore alla Cultura Giacomo Montanari - Dal centro alle delegazioni, il repertorio del secolo scorso racconta come si sia formata la nostra identità policentrica, tra grandi sperimentazioni, audacie strutturali e opere collettive. Invito tutti a vivere questo weekend con lo sguardo curioso di chi vuole riscoprire, comprendere e apprezzare la Genova del Novecento attraverso i suoi luoghi più iconici e complessi».
«Maledetti Architetti è una manifestazione che sosteniamo con convinzione poiché riesce a coniugare la bellezza artistica di Genova e la promozione della sua storia, intrinseca nell'evoluzione dell'architettura urbana. Far conoscere i suoi palazzi e le mutazioni del tessuto urbano anche ai non addetti ai lavori è fondamentale per rendere fruibile davvero a tutti la sua estetica, bellezza e struttura sociale ed economica durante i periodi storici» dichiara Luigi Attanasio, presidente della Camera di Commercio di Genova.
Accanto ad alcune mete particolarmente care ai genovesi e a presenze ormai consolidate, il programma dell'edizione 2026 si ispira al centenario dell'istituzione della Grande Genova. Per questo sono stati scelti edifici pubblici, collettivi o di pubblica utilità, con l'impegno di individuare almeno un sito di visita per ogni Municipio della città. Un ricordo particolare va infine al centenario della morte di Venceslao Borzani e all'ottantesimo anniversario della fondazione della CULMV.
«Il successo di Maledetti Architetti dimostra che l'architettura non interessa soltanto gli architetti e la comunità professionale, ma è un patrimonio collettivo, capace di suscitare curiosità e partecipazione. Dalle 1.200 prenotazioni della prima edizione alle oltre 5.000 dello scorso anno, con un interesse che continua a crescere, la manifestazione ha saputo avvicinare un pubblico sempre più ampio all'architettura e ai luoghi della città. È particolarmente significativo che, nel centenario della Grande Genova, l'iniziativa raggiunga tutti i municipi, offrendo l'occasione di scoprire e valorizzare anche luoghi meno conosciuti. È proprio in questa capacità di avvicinare le persone all'architettura e agli ambienti in cui vivono che riconosciamo una delle espressioni più importanti del ruolo attivo, sociale e culturale della nostra professione» sottolinea Noemi Gallo, consigliera della Fondazione dell'Ordine Architetti di Genova.
Due gli appuntamenti introduttivi. Mercoledì 11 novembre la visita guidata allo Stadio comunale Luigi Ferraris, ricostruito in vista dei Mondiali di "Italia '90", con il suo impianto "all'inglese" e inserito nel fitto tessuto urbano del quartiere di Marassi. Giovedì 12 novembre, all'Archivio di Stato, l'incontro Venceslao Borzani e la costruzione del Moderno, a cura di Jacopo Baccani, Caterina Olcese Spingardi e Sara Rulli, dedicato all'architetto ferrarese che contribuì all'avvento del Moderno a Genova e al suo innovativo approccio urbanistico per Sampierdarena.
Il percorso parte dalle esperienze di residenza pubblica ad alta densità abitativa: il Quartiere Quarto Alta, esempio virtuoso di sperimentazione tipologica e morfologica oltre che di offerta economica diversificata, e il Quartiere INA-Casa "Villa Bernabò Brea", complesso residenziale popolare dotato di servizi e di ampi spazi di decompressione. Si passa poi al Mercato comunale di Terralba, la cui soluzione architettonica e strutturale innovativa lo rende un episodio rilevante nella storia delle strutture mercatali genovesi. Spazio anche all'architettura religiosa con la Chiesa di San Francesco d'Assisi, sulle alture di Pegli, che con la sua pianta a grande aula ellittica interpreta il rinnovamento dello spazio liturgico degli anni Sessanta, e con la Chiesa del Tabernacolo, luogo volutamente non monumentale ma suggestivo, ideato da un progettista atipico: un sacerdote dedito allo studio dello spazio sacro e autore di numerose chiese e cappelle.
La Sede Iren Gavette, inaugurata nel 1950, nasce come palazzina al servizio dei lavoratori: un banco di prova per ripensare il luogo collettivo, coniugando gli ultimi ritrovati della funzionalità e dell'igiene con una spiccata sensibilità progettuale. Il secondo dopoguerra porta anche un ripensamento dei musei cittadini: la ricostruzione del Museo di Sant'Agostino trasforma un complesso conventuale segnato dai bombardamenti in un'occasione di progetto.
L'unificazione della Grande Genova passa anche attraverso la cancellazione del promontorio di San Benigno, barriera fisica con Sampierdarena. In questo contesto si inserisce la Sala Chiamata del Porto, nata dalla riorganizzazione del reclutamento delle maestranze portuali in un'unica sede e nuova casa della CULMV dopo l'abbattimento del Quartiere Famagosta. A completare il centro direzionale di San Benigno, concepito come frammento urbano di saldatura tra Genova e Sampierdarena e ispirato all'immagine di una downtown americana, sorge all'inizio degli anni Novanta il Matitone, la torre nord.
La visita a Via Brin, a Certosa, offre una prospettiva privilegiata per leggere le relazioni tra centro e periferia, le promesse della pianificazione e le contraddizioni dello sviluppo urbano. I Capannoni di Via Merano raccontano invece la "destrezza" industriale dei genovesi, che ebbe in Sestri Ponente la sua massima espressione: in poche centinaia di metri si susseguivano cantieri, fonderie e officine, segnando in modo indelebile la forma della città. Infine, dal Liceo Artistico Klee-Barabino, realizzato secondo i più alti standard dell'edilizia scolastica dell'epoca, si arriva all'Innovation Hub FiberCop Lagaccio che con le sue strutture in acciaio e i rivestimenti metallici e in vetroresina incarna le grandi innovazioni tecniche del Novecento.
A completare il programma torna uno degli edifici più controversi di Genova: il quartiere Pegli 3, noto come "Le Lavatrici". È il tentativo di conciliare un grande segno nel territorio con un tessuto a misura d'uomo, e l'alta densità con l'autonomia delle singole abitazioni. Visto da vicino, rivela spazi comuni e privati di sorprendente qualità.
Maledetti Architetti è un appuntamento annuale, di volta in volta dedicato a una fase storica, a un movimento estetico o a un singolo architetto. Coordinatore dello staff scientifico è Jacopo Baccani, studioso di storia dell'architettura e della città, con la supervisione della Fondazione dell'Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Genova, partner unico dell'evento.
Riassunto del programma:
11 novembre, mercoledì
Stadio comunale Luigi Ferraris a cura di Beatrice Moretti
12 novembre, giovedì
Archivio di Stato – Sala Conferenze, ore 16.30
"Venceslao Borzani e la costruzione del Moderno" con Jacopo Baccani, Caterina Olcese e Sara Rulli
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
14-15 novembre, sabato-domenica:
Quartiere Quarto Alto a cura di Anna Sala
Chiesa del Tabernacolo a cura di Francesco Rosadini
Quartiere INA-casa "Villa Bernabò Brea" a cura di Camilla Ponzano
Mercato comunale di Terralba a cura di Sara Rulli
Sede Iren Gavette a cura di Jacopo Baccani
Liceo Artistico Klee-Barabino a cura di Gian Luca Porcile
Museo di Sant'Agostino a cura di Duccio Prassoli
Innovation Hub FiberCop Lagaccio (solo domenica15 novembre) a cura di Manuel Gelsomino
il Matitone a cura di Valeria Iberto ed Elisabetta Canepa
Sala Chiamata del Porto a cura di Giulia Sola
Via Brin a Certosa a cura di Ayla Schiappacasse
Capannoni di Via Merano a cura di Alessandro Ravera
Chiesa di San Francesco d'Assisi, Pegli a cura di Federica Pompejano e Cecilia Moggia
Quartiere San Pietro "Le Lavatrici" a cura di Antonio Lavarello




















