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Politica | 05 novembre 2026, 09:22

Galliera, Bucci: "Nessun ricatto, vogliamo che resti pubblico. Qualcuno ha cambiato idea"

Il presidente della Regione respinge le accuse e replica alle polemiche: "Il personale non si muoverà, ma avrà la busta paga di Aom". E avverte: "Il Galliera non deve e non può restare fuori"

Galliera, Bucci: "Nessun ricatto, vogliamo che resti pubblico. Qualcuno ha cambiato idea"

Non si placa lo scontro politico e istituzionale sul futuro dell'ospedale Galliera. Dopo il duro confronto di martedì in Consiglio regionale, le tensioni tra il presidente della Regione Marco Bucci, la sindaca Silvia Salis e i vertici dell'ospedale, presieduto dall'arcivescovo Marco Tasca, restano alte.

A innescare la polemica sono state le dichiarazioni del governatore durante la discussione sulla legge per l'incremento dei fondi contrattuali del personale sanitario. Bucci ha ribadito la necessità dell'ingresso dei dipendenti del Galliera nell'Azienda Ospedaliera Metropolitana (Aom), prospettando, in caso contrario, una revisione del rapporto tra l'ospedale e la Regione, anche attraverso l'ipotesi del privato accreditato.

Parole che hanno provocato la reazione delle opposizioni, con il capogruppo del Pd Armando Sanna che ha parlato di "ricatto", e della sindaca Salis, che ha denunciato il rischio di un progressivo indebolimento della struttura. Sullo sfondo resta il nodo dell'autonomia del Galliera e delle conseguenze della riorganizzazione sanitaria sul personale.

A due giorni dal confronto in Aula, Bucci torna sulla vicenda e risponde alle contestazioni.

Presidente Bucci, in questi giorni è protagonista di duro scontro con la sindaca Silvia Salis e con l’arcivescovo Marco Tasca, sul futuro dell’ospedale Galliera. Cosa è successo?

“Non mi scontro con nessuno, tantomeno con l’arcivescovo di cui ho massimo rispetto. Ho solo dovuto correggere dichiarazioni non vere che provocano soltanto un’inutile confusione e soprattutto preoccupazione tra i dipendenti e i pazienti”.

Appunto, la paura è quella di un indebolimento e di una privatizzazione del Galliera.

“Ed è l’esatto contrario di ciò che stiamo facendo. La legge che abbiamo approvato rende disponibili risorse per aumentare gli stipendi al personale oggi in forza al Galliera. Questo sarà possibile nel momento in cui tutto il personale confluirà nell’Azienda Ospedaliera Metropolitana. È l’unico modo per equiparare verso l’alto gli stipendi”.

E il Galliera resterà senza dipendenti?

“No, la legge e gli accordi prevedono che il personale non si muoverà. Resterà al Galliera con la formula del comando e sarà gestito dal Galliera esattamente come prima. Ma avrà la busta paga di Aom. Questa strada darà un altro vantaggio ai dipendenti”.

Quale?

“Oggi chi vuole passare da un ospedale all’altro deve fare un concorso, vincerlo, dimettersi. Quando saranno tutti dipendenti della stessa azienda, gli basterà trovare l’accordo con il proprio capo del personale”.

Da dove nasce l’allarme smantellamento e privatizzazione?

“Voglio sperare che sia un fraintendimento o una strumentalizzazione da parte di qualcuno. Sarebbe molto più grave se non si capisse davvero una realtà molto semplice”.

Esclude una penalizzazione del Galliera e che si avvii alla privatizzazione?

“Assolutamente sì. Opporsi a questa soluzione significa impedire l’integrazione funzionale del Galliera con Aom, tenerlo fuori dal resto del sistema sanitario regionale. Il Galliera non deve e non può restare fuori, noi non vogliamo questo, qualcun altro non so. Vogliamo che il Galliera sia un ospedale pubblico a tutti gli effetti, ma se non segue le leggi nazionali e regionali, non può esserlo”.

C’è chi ha parlato di un ricatto: se non si passa in Aom si rischia.

“Non è un ricatto. Queste cose sono previste dalla legge vigente, approvata a dicembre 2025 senza che nessuno urlasse allo scandalo, o ponesse questi dubbi che non hanno fondamento”.

Ma perché il presidente del Galliera, l’arcivescovo Tasca, teme un indebolimento?

“Ho l’impressione che qualcuno gli abbia spiegato male le cose. Qualcuno che magari un paio di mesi fa aveva ribadito di essere d’accordo e ora ha cambiato idea. Non so perché, non lo capisco. Ma questo qualcuno lo vada a spiegare ai dipendenti che rischiano di rimanere isolati compromettendo le possibilità di crescita, di carriera, di miglioramento economico”.

La Cgil ha indetto uno sciopero, in consiglio c’è stata battaglia.

"Mi parrebbe strano che i sindacati non vogliano dare più soldi ai dipendenti. Penso piuttosto alla sinistra che ha votato contro la legge che aumenta le risorse per gli stipendi. Lo ripeto: noi stiamo integrando il Galliera nel sistema sanitario regionale pubblico. E chi dice no è lo stesso che ci accusa di volerlo privatizzare. Veda un po’ lei”.

C.O.


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