Sono stati più di tremila i partecipanti alla manifestazione "Genova libera, democratica e antifascista", in ricordo dei moti del 30 giugno 1960 quando fu organizzato il congresso dell'Msi a Genova. La manifestazione tuttavia è stata indetta anche in forte polemica con gli orientamenti della politica nazionale, in particolare rispetto al nuovo atteggiamento italiano in tema di accoglienza dei migranti; si è voluto anche ribadire all'amministrazione comunale come diversi scivoloni sul tema dell'antifascismo non siano andati proprio giù a tanti in città. Su un cartello infatti appare anche un messaggio direttamente rivolto all'assessore leghista Garassino, protagonista negli scorsi giorni di un'accesa polemica per aver invitato Anpi e Cgil ed "espellere le zecche" dalla manifestazione: "Meglio zecche contro lo stato, che servi del padronato" si leggeva su un cartello.
Il corteo è partito dalla Stazione Marittima per concludersi in piazza De Ferrari, con il comizio e con un'azione di solidarietà alla lotta dei curdi per l'autodeterminazione, proprio davanti all'ambasciata della Turchia: i manifestanti hanno affisso un cartello sulla parete del palazzo, e con l'aiuto di una scala hanno innalzato la bandiera delle brigate curde Ypg.
Il corteo arriva fra i fumogeni in piazza Corvetto:

















































