/ Cronaca

Cronaca | 25 settembre 2018, 11:58

Multedo, un coro di no contro l’ipotesi dei nuovi depositi Amiu

Il quartiere si schiera compatto di fronte all’eventuale arrivo di un’altra servitù, in una zona dove il traffico è già seriamente compromesso e il casello ‘provvisorio’ dell’autostrada è molto pericoloso. Chiarotti: “Non ho notizie ufficiali”. Campora: “Non abbiamo ancora deciso”

Multedo, un coro di no contro l’ipotesi dei nuovi depositi Amiu

Multedo è di nuovo in allarme, a un anno di distanza dal ‘caso migranti’. Questa volta non c’entrano l’ex asilo Govone, la Curia, don Giacomo Martino. Il problema è completamente diverso e riguarda il possibile arrivo di una nuova servitù per il quartiere. L’ennesima, l’ultima aggiunta al lunghissimo elenco che questo territorio martoriato deve sopportare da oltre ciquant’anni, senza per ora intravedere nessun tipo di contropartita, se non modestissima.

Il discorso riguarda un’area logistica e di scarico per i mezzi di Amiu che, dallo scorso 14 agosto, non possono più utilizzare il sito della Valpolcevera, in quanto distrutto dalla caduta del Ponte Morandi e ormai reso inagibile. Nella tragedia, Amiu ha perso due lavoratori (e questa rimarrà per sempre la conseguenza più negativa), oltre a decine di veicoli e un posto che serviva gran parte della città, in particolare il Ponente e le vallate.

Di qui, la necessità d’individuare aree alternative, perché la città, già paralizzata sotto diversi aspetti, non lo diventi anche nella gestione dei rifiuti. Gli uffici dell’assessorato all’Ambiente, guidato da Matteo Campora, hanno preso in esame, nei giorni scorsi, diverse soluzioni. Tra cui, appunto, l’area in cima a via dei Reggio a Multedo.

Ipotesi che, come giunta alle orecchie dei residenti, ha subito provocato reazioni. Non solo perché Multedo è la capitale genovese delle servitù, ma anche perché il casello ‘provvisorio’ da cinquant’anni dell’autostrada è già di per sé molto trafficato e pericoloso. Lo è ancor di più dopo la caduta del Ponte Morandi. Ancor di più dopo che il viadotto di via Pionieri e Aviatori d’Italia, che avrebbe dovuto condurre i mezzi pesanti nella nuova via della Superba (l’ex strada del Papa), non è utilizzabile in quanto deteriorato.

In tutto questo quadro, ha senso appesantire ulteriormente il traffico con il passaggio dei mezzi Amiu? Se lo domandano i componenti del Comitato di Quartiere di Multedo. Persone talmente abituate alle brutte notizie che quando sentono la parola ‘provvisorio’ s’arrabbiano ancor di più.

Sergio Di Antonio, presidente dell’associazione che ha la sua sede presso i Giardini Lennon di Multedo, ha preso carta e penna e scritto una lettera a Tursi, alla Regione, al Municipio VII Ponente e all’Eni, proprietaria delle aree in questione.

“In seguito ad alcune voci circa l'insediamento di un nuovo deposito Amiu presso la zona Eni di via Reggio - si legge nel testo - chiediamo di avere informazioni chiare circa su questa soluzione che comprenderebbe alcuni compattatori e il ricovero dei mezzi; e chiediamo che venga valutata un'altra sede in quanto come cittadini di Multedo riteniamo il luogo non idoneo, poiché verrebbe incrementato il traffico di mezzi, anche pesanti, presso lo svincolo del casello autostradale”.\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\ Il Comitato, esasperato per le numerose battaglie perse negli anni e le innumerevoli promesse mancate, usa toni molto chiari: “In caso contrario, come cittadini di Multedo, indignati per l'ennesimo sopruso che si vorrebbe far subire al nostro quartiere, siamo pronti a richiedere una massiccia mobilitazione da parte della popolazione che potrebbe comprendere anche il blocco del casello autostradale. Comprendiamo il momento difficile che sta attraversando la nostra città e non siamo insensibili alle sofferenze cui sono sottoposti tutti i cittadini genovesi, ma non possiamo tollerare né un ulteriore onere né la mancanza totale di comunicazione da parte delle istituzioni. I depositi petrolchimici, il Porto Petroli, un svincolo che taglia quartiere a metà, l'incremento notevole di traffico pesante dovuto al crollo del ponte, la mancanza di una scuola materna che tanto sarebbe utile in un momento in cui spostarsi è terribilmente complicato, i continui miasmi cui siamo continuamente esposti senza nessun riscontro reale, i rumori notturni per le movimentazioni portuali e la mancanza di un centro sportivo e polifunzionale fanno sì che i multedesi dicano, ancora una volta, no alle decisioni prese senza consultare la cittadinanza. Chiunque tenterà d’imporci in maniera scellerata l'ennesima servitù avrà la responsabilità civica, penale e morale della salute dei cittadini di Multedo”.

Di qui l’annuncio: “Siamo pronti a bloccare fin da subito via dei Reggio per impedire l'accesso a qualsiasi veicolo industriale”.

Claudio Chiarotti, presidente del Municipio VII Ponente, di fronte all’ennesima situazione ‘esplosiva’ di questo suo mandato, afferma: “Non ho ancora avuto notizie ufficiali in merito. Se le avrò, esprimerò il mio dissenso, la viabilità attorno al casello di Multedo è già abbastanza sotto stress”.

Anche l’assessore comunale all’Ambiente Matteo Campora fornisce il quadro di una situazione ancora in divenire: “Non è stata ancora presa alcuna decisione, e qualsiasi decisione avverrà dopo un confronto con i cittadini e dopo le dovute valutazioni - dice - Voglio precisare che però si tratterebbe di soluzioni comunque provvisorie e che si stanno facendo dei sopralluoghi in tutta la città, anche a Levante, per trovare degli spazi alternativi, soprattutto per gestire il problema degli ingombranti”.

Ma ‘provvisorie’, si diceva, è il termine che a Multedo, più di tutti, fa venire l’orticaria. Intanto, questa mattina alcuni mezzi erano in azione presso l’area Eni, che è stata completamente ripulita, il che fa nascere non pochi sospetti.

Il Comitato Multedo per l’Ambiente, che anch’esso raduna e raccoglie le istanze dei cittadini del quartiere, per il momento decide invece di sposare una linea più morbida. Attraverso Facebook, s’informa che “a seguito dell'allarme lanciato sui social circa la presunta installazione di un deposito di Amiu a Multedo, abbiamo immediatamente contattato le Istituzioni del Comune. L'assessore Campora, responsabile politico di Amiu, ha dichiarato che sono stati individuati molti siti in alternativa, allo scopo di far fronte alle esigenze causate dal crollo del ponte Morandi che ha reso inagibile l'impianto di Campi. I siti sono nelle diverse zone della città, Levante compreso. Una di queste aree è a Multedo. Partirà una discussione politica che oltre all'assessore Campora ed al sindaco di Genova, vedrà coinvolti i Municipi. L'assessore Campora conosce la situazione di Multedo”.

Il Comitato Ambiente ricorda di aver espresso “la propria contrarietà, anche se ora non partecipa a forme di protesta a valenza politica, peraltro strumentalizzabili in un momento di generali incertezze, confidando nelle assicurazioni ricevute dalle Istituzioni. Ovviamente non verrà allentata l'attenzione sulle altre problematiche che stiamo seguendo, che ricordiamo: interdizione del traffico pesante dal casello di Multedo; installazione a Multedo delle telecamere di sorveglianza; decisione sulla delocalizzazione dei depositi costieri; riqualificazione della piscina Nico Sapio”.

C’è un antico motto, a Multedo, tra gli anziani del quartiere. “Quando si va al ballottaggio per qualcosa di negativo, vinciamo sempre. Per qualcosa di positivo, perdiamo sempre”. Magari prima o poi si sbaglieranno.

Alberto Bruzzone

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium