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Cronaca | 01 luglio 2020, 09:24

Campasso: rubate le ceramiche artistiche donate al quartiere (FOTO)

Dieci ceramiche artistiche erano state affisse sui muri del quartiere. Ne sono rimaste solo tre. Nicola Soriani, l'artista ideatore del progetto: "Un gesto ignobile di pochi a discapito di un intero quartiere”

Campasso: rubate le ceramiche artistiche donate al quartiere (FOTO)

Circa venti giorni fa i muri del Campasso si erano colorati grazie alle opere degli street artist. Ceramiche dipinte erano comparse una mattina, affisse nelle vie durante la notte e donate al quartiere a ridosso del Ponte. Di una decina di opere ne restano solo tre. Le altre sono state rubate.

“Un gesto ignobile di pochi a discapito di un intero quartiere”, commenta Nicola Soriani, l’artista ideatore del progetto, che il 14 agosto 2019 aveva realizzato con Enzo Dente l’installazione di denuncia “Genova nessuno è innocente”, per ricordare le 43 vittime del crollo del Morandi. “Sapevo e sapevamo che poteva accadere, ciò non toglie che ci siamo rimasti molto male. Noi artisti abbiamo lavorato e donato con il cuore il nostro lavoro a un quartiere che ci ha accettato con grande entusiasmo, anche più di quanto ci aspettassimo”.

Un dono nato nel periodo del lockdown cui hanno preso parte anche Nicola Coraci e Manu Pizz, artista e gallerista di Badalucco, che avevano contribuito con quattro ceramiche.

“Nonostante i furti, noi artisti non ci arrendiamo – continua Soriani - i furti e i vandalismi fanno parte del mondo della street art, ne siamo consapevoli. Farò di tutto perché che questo progetto artistico prenda ancora più forma e venga riconosciuto dalle istituzioni”.

Infatti non solo “sono moltissimi gli artisti che in queste settimane ci hanno chiesto di poter partecipare donando un'opera”, ma “insieme agli amici Mario Fantaccione, curatore d’arte, e Paolo Aimé molto sensibile e attivo riguardo le problematiche e le iniziative dei quartieri, abbiamo deciso di presentare un progetto al Comune di Genova”.

Quindi nell’attesa e nella speranza che le ceramiche possano essere ritrovate e scoperti gli autori del furto, il Campasso continuerà ugualmente a colorarsi, perché “questo progetto è il nostro dono a un quartiere che ha vissuto mille battaglie e merita un po’ di bello e di colore”.

Medea Garrone

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