Mentre mancano pochi giorni all'inizio ufficiale della scuola, fissato per lunedì 14 settembre, e mentre si stanno compiendo nei vari istituti gli ultimissimi adempimenti, per ottemperare alle misure anti contagio da Covid-19 imposte dal Governo centrale e dal Comitato Tecnico Scientifico, si apre, in parecchi plessi, il tema di come smaltire il vecchio arredo scolastico.
Nei giorni scorsi, ‘La Voce di Genova’ ha raccontato la bella storia di collaborazione tra il Municipio VII Ponente e l’Associazione Music For Peace Creativi della Notte: circa centotrenta banchi con relative sedie, non più utilizzati, verranno spediti in Senegal, per essere riutilizzati dai bambini presso il villaggio di Mayo. Altri banchi ‘vecchi’ vengono mantenuti dalle scuole presso i loro magazzini, in attesa di un possibile e futuro riutilizzo, anche non direttamente nelle classi ma pure per altri scopi.
Però ne rimane un’ingente parte che dev’essere smaltita ed è per questo che occorrono chiarimenti e occorre un piano preciso su chi lo debba fare. A toccare l’argomento, ieri in Consiglio Comunale, attraverso un’interrogazione a risposta immediata (ex articolo 54) è stato il gruppo consiliare di Italia Viva, con la consigliera Maria Josè Bruccoleri, che ha discusso un testo presentato nei giorni precedenti dal capogruppo, Mauro Avvenente.
Il gruppo di Italia Viva osserva: “La ripartenza delle attività scolastiche rappresenta certamente una priorità per il nostro paese. I dirigenti scolastici stanno approntando ogni spazio possibile per garantire la ripresa delle lezioni nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di distanziamento e ogni altra azione precauzionale preventiva finalizzata a ridurre il più possibile il rischio di contagio da Covid-19. Nell’ambito di queste azioni positive, è emersa prepotentemente un’esigenza ineludibile, quella di dover smaltire i materiali, i mobili e quant’altro che risultano obsoleti e che giacevano negli spazi recuperati alle attività didattiche”.
Secondo i rappresentanti di Italia Viva, “tale operazione, evidentemente, non può prescindere dal coinvolgimento di Amiu, azienda del gruppo Comune, che però richiede un corrispettivo economico fuori dalla portata delle direzioni scolastiche, che impegnano fino all’ultimo euro nelle attività didattiche aggiornate alle disposizioni succitate. Il Comune è in grado di farsi carico con fondi propri o con fondi governativi delle incombenze economiche richieste da Amiu? Chiediamo pertanto di conoscere se e con quale tempistica l’Amministrazione Comunale intenda sostenere le operazioni di conferimento e rimozione dei suddetti manufatti”.
A rispondere all’interrogazione è stato l’assessore comunale con delega all’Ambiente, Matteo Campora: “In relazione alla vostra richiesta comunico che condivido il testo da voi proposto e confermo che si sta procedendo in tal senso coinvolgendo Amiu e l’Amministrazione, compatibilmente con i fondi attualmente disponibili e con gli eventuali conferimenti che verranno stanziati del Governo”. Nel frattempo, l’Associazione Music For Peace Creativi della Notte si è detta disposta, attraverso il suo presidente Stefano Rebora, a collaborare anche con altri municipi, “a patto che il materiale sia in buone condizioni”.
Quanto ai banchi nuovi, ieri il direttore scolastico regionale, Ettore Acerra, ha spiegato: “Mancano 19mila banchi a Genova, 38mila in Liguria. Aspettavamo una prima tranche, almeno la metà, questa settimana, ma non abbiamo avuto riscontri”. C’è quindi la possibilità che molte scuole inizino le lezioni con il materiale che hanno: “I banchi singoli arriveranno - assicura il sindaco di Genova, Marco Bucci - e se non arriveranno, per i primi giorni, i ragazzi potranno disporsi a distanza da una parte all’altra dei banchi doppi, non è una partita che dipende da noi ma non riteniamo che questa problematica possa essere ostativa all’inizio regolare delle scuole il 14 settembre”.















