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Cultura | 12 ottobre 2020, 10:45

‘I segreti dello zerbino’: romanzo d’esordio del genovese Gian Luca Rocco e della compagna Cecilia Pierami

I due autori lo presentano il 13 ottobre alle 18.30 nel Palazzo della Meridiana: presenta Rosanna Piturru, letture di Lucia Caponetto; il libro è pubblicato da Morellini Editore

‘I segreti dello zerbino’: romanzo d’esordio del genovese Gian Luca Rocco e della compagna Cecilia Pierami

Quante vite possono esserci dentro un bar? Dentro un solo quartiere? Nel giro di poche strade e di pochi punti di riferimento? Quanta umanità, quanta ironia, quante narrazioni? Quanti segreti? I segreti, per l’appunto, come quelli che ci raccontano Cecilia Pierami e Gian Luca Rocco nel loro romanzo d’esordio, ‘I segreti dello zerbino’, un testo divertentissimo e scritto in maniera brillante da due giornalisti - lei lucchese e lui genovese - che sono colleghi sul lavoro e compagni nella vita.

Il libro, pubblicato da Morellini Editore, una delle realtà più interessanti e in ascesa in tutto il panorama italiano, anche grazie all’enorme passione del suo fondatore Mauro Morellini e di tanti suoi collaboratori (a cominciare dalla scrittrice Sara Rattaro, che per Morellini si occupa di editing), verrà presentato domani, martedì 13 ottobre, alle ore 18,30 presso il Palazzo della Meridiana di via Garibaldi a Genova, in un appuntamento organizzato dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana. Modera la giornalista di Mediaset, Rosanna Piturru, mentre le letture saranno a cura della brava attrice Lucia Caponetto.

I posti sono a ingresso libero ma limitati, nel pieno rispetto delle misure anti Covid-19 e per prenotarsi occorre la registrazione sulla piattaforma EventBrite, all’indirizzo https://www.eventbrite.it/e/biglietti-presentazione-libro-i-segreti-dello-zerbino-124013059399.

Romanzo dal tono scanzonato ma verosimile nei contenuti, ‘I segreti dello zerbino’ trae spunto da una leggenda metropolitana che narra di un misterioso personaggio capace di vendicarsi con sistemi poco usuali ma di sicuro effetto.

In un quartiere periferico di una grande città, la vita ruota intorno a uno di quei bar polverosi che sembrano semplicemente esserci sempre stati, il Gino’s, “una sorta di monumento all’immobilismo”, con i suoi proprietari storici: il Gino, la seconda moglie Gina e i figli Bruno e Celeste, detti rispettivamente ‘il Biondo’ e ‘Viola’. Ed è proprio lì che Giorgia si rifugia quando scopre che il suo fidanzato, Manfredi, ha deciso non solo di lasciarla, ma anche di rubarle, letteralmente, il futuro. Ma, proprio al Gino’s, Giorgia scoprirà come rivalersi, grazie ai servizi di un misterioso vendicatore su commissione - il ‘cagatore’ - che utilizza armi e metodi decisamente non convenzionali.

Gian Luca Rocco, genovese di 44 anni, è uno dei due autori. Cresciuto ad Albaro, si è laureato in Legge, per poi dedicarsi al giornalismo. Ha frequentato la scuola di giornalismo di Milano, quindi mosso i primi passi nella redazione genovese de ‘Il Giornale’, per poi passare al TgCom, dove lavora da parecchi anni. A Milano ha conosciuto Cecilia: “Siamo coppia sul lavoro e nella vita - racconta - e ora anche nella scrittura. Il libro è nato un po’ per gioco, ma poi man mano che prendeva forma ci abbiamo preso gusto. Fondamentale è stato poi l’incontro con Mauro Morellini, che ha deciso di pubblicarcelo”.

Scrivere un libro a quattro mani è questione già complicata di per sé, e a volte può diventarlo ancor di più con la persona con cui si dividono… tetto e letto. “Ma io sono un mediatore, sono sempre pronto al passo indietro - dice scherzando Gian Luca - Cecilia ha iniziato a scrivere le prime pagine, poi sono andato avanti io, poi è andata ancora avanti lei e così via. Non c’è stato un momento in cui ci abbiamo lavorato in contemporanea. Lei andava e aggiungeva pezzi, io andavo e aggiungevo pezzi. Alla fine ne è nata una bella sintesi… sempre dando ragione a lei, s’intende! A quel punto, bisognava far leggere a qualcuno il nostro testo e abbiamo trovato grande disponibilità e grande entusiasmo in Mauro Morellini, che ha voluto leggere il manoscritto di persona. Quando ci ha detto ‘ve lo pubblico’, non ci pareva vero. Ci ha dato ottimi consigli, altre preziose indicazioni sono giunte da Sara Rattaro. Abbiamo migliorato la seconda parte, cambiato alcune ambientazioni ed eccoci qui, sugli scaffali delle librerie, sulle piattaforme online e a fare le presentazioni”.

Ma come s’incontrano scrittura maschile e scrittura femminile? “Io credo - precisa l’autore - che Cecilia ed io abbiamo trovato un ottimo amalgama: direi che non c’è uno stacco tra un capitolo e un altro, così come è impossibile capire chi ha scritto cosa”.

Nel romanzo, Giorgia è una ricercatrice precaria, mentre Manfredi arriva da un quartiere ‘bene’ ed è il classico figlio di papà: “Sì, ma non c’è nulla di autobiografico. Non hanno niente a che fare con noi. Questo è un romanzo che è un po’ come il nostro mestiere, ovvero ‘da marciapiede’. Nasce dall’osservazione della realtà, dalle persone che ci circondano, dal guardare con gli occhi in maniera non superficiale, tutti aspetti che hanno a che fare con quello che fa un giornalista. Certo, poi tra giornalisti e scrittori c’è un abisso, e noi lo abbiamo capito appieno lavorando per una casa editrice molto strutturata e molto attenta verso le nuove proposte”.

‘I segreti dello zerbino’ è un libro ricco d’ironia, che fa pensare ad alcuni lavori di Andrea G. Pinketts, come a Pennac e al classicissimo ‘Bar Sport’ di Stefano Benni. “I modelli non mancano - osserva Rocco - anche nella grande letteratura europea. Noi abbiamo cercato di portare a termine un lavoro con un capo e una coda, poi Mauro Morellini ha scelto il titolo e la copertina, che sono la ciliegina sulla torta. È stato un lavoro di squadra, a partire dalla lettura per poi passare all’editing e alla pubblicazione e a me piace esattamente lavorare così”.

Capo e coda, ma non è detto che questi personaggi non possano continuare a vivere: “A noi farebbe molto piacere - conclude Gian Luca Rocco - ma prima stiamo a vedere come verrà accolto questo primo libro e che cosa ne penserà l’editore. Le idee ci sono e la nostra passione per la scrittura condivisa anche. E questa è sicuramente un’ottima base”.

Appuntamento domani a Palazzo della Meridiana.

Alberto Bruzzone

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