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Politica | 24 aprile 2021, 11:19

Liguria seconda regione al Nord per tavoli di crisi aperti al Mise, coinvolti 3500 lavoratori più l’indotto

Maestripieri (Cisl): “Liguria epicentro della crisi. E’ giunta l’ora di trovare soluzioni vere per non scalfire ulteriormente il nostro patrimonio industriale”

Liguria seconda regione al Nord per tavoli di crisi aperti al Mise, coinvolti 3500 lavoratori più l’indotto
Liguria seconda regione al Nord per tavoli di crisi aperti al Mise, coinvolti 3500 lavoratori più l’indotto. Maestripieri (Cisl): “Liguria epicentro della crisi. E’ giunta l’ora di trovare soluzioni vere per non scalfire ulteriormente il nostro patrimonio industriale”

Sono 7 i tavoli di crisi della Liguria aperti al Ministero dello Sviluppo Economico, coinvolti 3500 lavoratori più l’indotto. Nel Nord Italia la Liguria è seconda solo alla Lombardia che ne conta di più (20).

Dalla Ex Ilva (1100 lavoratori) a Piaggio Aero (1100) passando da Bombardier (400 lavoratori), Italiana Coke (250), Sanac (100) e Funivie Spa (80). A queste vertenze si è recentemente aggiunta quella di Leonardo BU Automation (400 lavoratori coinvolti), per la quale attraverso la Prefetto di Genova è stato richiesto di intervenire presso il Ministero dello Sviluppo Economico con l’apertura di un tavolo di crisi.

“È giunto il momento di trovare soluzioni vere, e ciò può essere fatto solo attraverso il confronto sindacale – dice Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria – Il perdurare di questi tavoli di crisi che non trovano soluzione è anche sintomo dell’incapacità di dotarsi di politiche industriali, che non significa solo l’intervento o meno dello Stato nel capitale delle società, ma investire in ricerca, innovazione, digitalizzazione e tutela delle nostre produzioni di eccellenza. Serve una governance condivisa sul Recovery Plan con l’obiettivo di irrobustire il tessuto produttivo ed aumentare i posti di lavoro”.

Redazione


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