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Municipio Centro Ovest | 29 novembre 2021, 16:45

No ai depositi chimici a Sampierdarena, Maranini invita Confindustria a un confronto

Inquinanti e pericolosi, secondo la gente della delegazione, che rigetta con forza l’idea della collocazione dei siti in un’area definita strategica per il Porto. Prossimamente ci sarà un’assemblea per discutere la situazione

No ai depositi chimici a Sampierdarena, Maranini invita Confindustria a un confronto

Una riunione della Seconda Commissione del Municipio II Centro Ovest prossima ventura, nella quale sarà probabilmente invitato pure il numero uno di Confindustria Genova, Umberto Risso, sarà un momento forte, spiega il presidente della stessa Commissione, Fabrizio Maranini, “per esprimere il no deciso e irreversibile alla delocalizzazione dei depositi chimici di Superba srl, Gruppo Pir (Petrolifera Italo Rumena), in testa alla banchina portuale di ponte Somalia andando ad occupare ben 70 mila metri quadrati di un’area portuale strategica per vero il rilancio del porto di Sampierdarena e di Genova”.

“La città - sottolinea Maranini - è una città stretta fra mare e monti con un evidente calo sia demografico che dell’occupazione. Appare quindi evidente l’importanza che ogni scelta sull’uso dei pochi metri quadrati, sottratti al mare nelle delegazioni del Ponente genovese, sia ponderata con attenzione”.

In particolare la gente di Sampierdarena si domanda quale ricchezza porterebbe la scelta di questo insediamento per la città. “I residenti mi indicano infatti - dice Maranini - che le ingenti tasse portuali per lo stoccaggio di queste merci pericolose andrebbero comunque a Roma e la presenza di tali siti industriali non sarebbe attrattiva per eventuali nuovi investitori industriali”.

Ma c’è anche preoccupazione sul fatto che ci sarebbe riluttanza da parte dei terminalisti a far attraccare le navi accanto a siti ad alto rischio. E a fronte di tutto, secondo il parere della gente espresso alla Commissione, non ci sarebbe l’elemento che potrebbe essere positivo della ricaduta occupazionale. Ad inquietare poi c’è la salute pubblica dei residenti; tema sul quale si sono svolti dibattiti e manifestazioni anche clamorose e partecipate.

Ai siti potrebbero giungere merci pericolose, afferma Maranini, e potrebbero essere nocive sia per chi abita in zona, che per i lavoratori in siti attigui a quelli dei depositi chimici e addirittura negli stessi. “Spero che anche il presidente di Confindustria voglia confrontarsi sul merito e lo invito a dialogare con le parti in una Commissione che intendo convocare a breve”, dichiara Fabrizio Maranini nel formulare quello che è un invito vero e proprio al rappresentante degli industriali sotto la Lanterna e che Maranini contesta per le idee.

“Credo - insiste il presidente della Commissione - che al presidente di Confindustria venga chiesto di avere e mostrare una visione più ampia e lungimirante sul rilancio industriale della città e del suo porto”.

E Maranini si dice poi sbigottito dopo notizie lette su vari media per cui sarebbero in corso tavoli di confronto tra Comune, Autorità portuale e Capitaneria per capire se il divieto può essere superato. “In tutto il porto di Genova, secondo l’ordinanza 32 del 2001 della Capitaneria di porto - spiega - non è consentito l’ormeggio di navi cisterne per la movimentazione di prodotti petroliferi e petrolchimici con l’eccezione dell’area del Porto Petroli”.

Dino Frambati

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