Per la ricorrenza del 25 aprile è stata donata al Museo del Lascito Cuneo in Comune di San Colombano Certenoli una singolare scultura in legno che intende ricordare il “Campo 52” di Calvari-Piandicoreglia dove, dopo l’8 settembre 1943 e il trasferimento dei prigionieri inglesi in Germania, furono internati in vari momenti 93 antifascisti e 29 ebrei che purtroppo hanno concluso tragicamente la loro esistenza ad Auschwitz.
La scultura, che misura cm. 60x40, riporta tre cifre, la prima delle quali, in bassorilievo, si riferisce al Campo, la seconda, in rilievo, agli internati politici e la terza, essa pure in rilievo, agli ebrei. Accanto a queste due i relativi simboli: delle SS, del fascismo e della religione ebraica. Degli inserti di filo spinato completano il richiamo ai detenuti politici, agli ebrei e a uno dei periodi più tristi e tragici del secondo conflitto mondiale.
L’autore, e donatore, è Bart Baldari, rapallino di adozione ma ora residente a Chiavari, già funzionario del Comune di Rapallo ed ex insegnante di economia e diritto, che ha ritenuto di sintetizzare con questa sua realizzazione il periodo finale del campo di concentramento.
“La collocazione di quest’opera - rileva Renato Lagomarsino, che in alcuni ambienti del Lascito Cuneo ha realizzato il “Museo delle memorie locali” - potrebbe essere, anziché nel museo, nella vicina Casa Sartù dove sono stati recentemente trasferiti i materiali del "Campo 52” per alcuni anni esposti in un locale delle caserme di Caperana. Si tratta di materiali di grande valore storico conservati dalla famiglia Zavatteri, comprendenti lo schedario nominativo dei prigionieri, scritti, fotografie e disegni nonché piccoli attrezzi di ingegnosa fattura”.
“L’originale scultura di Bardali - conclude Lagomarsino - già fin d’ora può essere considerata il simbolico richiamo al piccolo ma importante Museo del Campo da allestire all’interno di un edificio storico che ricorda, per la sua originaria funzione di presidio voluto dalla Repubblica di Genova, un avvenimento - la Congiura dei Torre del 24 giugno 1672 - della quale ricorre quest’anno il 350° anniversario. Potrebbe essere proprio questa ricorrenza la data inaugurale del museo e dell’accettazione ufficiale della donazione da parte del Comune”.
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