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Attualità | 28 giugno 2022, 12:48

Finalmente Certosa incontra le Ferrovie. Restano molti dubbi ma il confronto è stato interessante e il dialogo positivo

Le preoccupazioni riguardano il passaggio di merci pericolose e gli espropri. I Comitati: “Siamo favorevoli a infrastrutture importanti e utili alla città, ma senza stravolgere la vita del quartiere”. Probabili nuovi incontri

Finalmente Certosa incontra le Ferrovie. Restano molti dubbi ma il confronto è stato interessante e il dialogo positivo

Parzialmente soddisfatti. È stato questo il commento del Coordinamento Comitati, fatto per bocca del portavoce e presidente di quello Liberi Cittadini di Certosa, Enrico D’Agostino, al termine di un incontro di ampia portata con il commissario straordinario per il nodo ferroviario di Genova, il Terzo Valico di Giovi e Campasso, Calogero Mauceri. Molte le domande, le richieste di chiarimenti da parte della gente ma anche non poche le risposte. Un minimo di chiarezza su una situazione complessa per il quartiere, destinata a durare peraltro per sempre, con passaggio di molti treni in zona abitata. Anche con merci di tipo potenzialmente pericoloso.

E proprio tale tipo di transito preoccupa la gente, oltre all’inquinamento acustico dovuto soprattutto al contatto rotaia-binario che impatta numerosi cittadini su tutta la tratta. Più in dettaglio la gente di Certosa ha suscitato il problema del numero dei ricettori rilevati in via Ardoino e la presenza della linea sotto l’ospedale di Sampierdarena, sotto un grattacielo di oltre 80 metri di altezza e vicino a un liceo; il numero dei treni previsti e la conseguente frequenza dei transiti; i cantieri avviati che producono polveri e rumori, particolarmente fastidiosi in questa stagione. 

Situazioni motivo di ansia da tempo e poco chiarite nella loro effettiva applicazione in pratica da cui deriva una richiesta di interventi di riqualificazione urbana, come, ad esempio, l’utilizzo del deposito locomotive di piazza Facchini a fini pubblici.

“Non siamo contrari, per principio, non si è contrari alla presenza di nuove infrastrutture - hanno detto gli esponenti dei Comitati - ma la loro realizzazione e il relativo esercizio devono tener conto della realtà in cui esse si sviluppano”.

“Da tempo è stato fatto presente - si è cercato di porre all’attenzione delle istituzioni le conseguenze di queste opere chiedendo anche un coinvolgimento dei cittadini con le forme di partecipazione previste dalla normativa nazionale e comunitaria”. Ma senza risultati apprezzabili. 

Da parte di Mauceri, riferiscono i presenti all'incontro, “c’è stata un’informativa sull’avanzamento dei lavori del Terzo Valico e sull’importanza di procedere speditamente anche con il collegamento con il porto antico di Genova, attraverso la linea del Campasso. È una rilevante opera, senza possibilità di alternative, che risponde alle esigenze espresse dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale in riferimento alle attese di crescita del sistema portuale genovese”.

Opera il cui progetto, secondo le Ferrovie, prevede pure il transito delle merci pericolose anche se l’obiettivo è quello di minimizzare il loro passaggio dal Campasso utilizzando, al massimo della sua capacità, la linea cosiddetta ‘Sommergibile’.

“Affermazione in contrasto con quanto ci era stato assicurato da altra fonte autorevole che non ci sarebbe stato il transito di merci pericolose da via Canepari e cioè lo stesso sindaco Bucci”, dice D’Agostino, che, a mezzo social, informa come “l’obiettivo dell’ufficio commissariale è quello di rendere l’intera opera compatibile con i quartieri attraversati utilizzando le migliori tecnologie disponibili per ridurre gli impatti derivanti dall’esercizio. A garanzia di questo obiettivo l’intervento di ripristino ferroviario del Campasso è già stato previsto da Rfi nei ‘Corridoi silenziosi europei’ e a breve sarà ufficialmente presente nei documenti ‘Era’ garantendo misure progettuali volte all’abbattimento dei livelli rumorosi con tappetini antivibrazioni, barriere antirumore, nonché la previsione di utilizzo di materiale rotabili rispondenti ai requisiti previsti dalle normative dei corridoi silenziosi”.

Il progetto presentato da Rfi prevede anche la possibilità di espropri di edifici interferenti con l’opera ed indennizzi per le conseguenze dei cantieri secondo quanto previsto dalla legge regionale 39/2007. Tale legge permette l’attivazione del ‘Programma regionale di intervento strategico (Pris) per il Terzo Valico dei Giovi’ con l’obiettivo di fornire garanzie di tutela sociale ai soggetti che occupano immobili in posizione incompatibile con le grandi opere infrastrutturali d’interesse strategico nazionale e regionale. Il progetto individua alcuni edifici interferiti e per questi sono disponibili i piani di esproprio, si sta anche valutando la possibilità di estendere l’esproprio anche ad altri immobili nell’ottica di un distinto e più ampio progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana dei quartieri interessati dal tracciato dell’intervento ferroviario in questione, progetto che potrà essere collegato anche a quello del Parco del Ponte sul quale è stato sottolineato anche l’impegno del Ministro Giovannini per reperire le importanti risorse economiche necessarie.

È stata ricordata dai comitati anche l’importanza di chiarire la possibilità di realizzare una copertura della tratta ferroviaria che interessa gli immobili di Via Arduino” Ma Mauceri, su questo, ha comunicato ai Comitati di non poter fornire, al momento, informazioni precise su questo ulteriore progetto di riqualificazione essendo in corso una serie di valutazioni e approvazioni che il Commissario si è impegnato a comunicare al termine dell’iter ministeriale per una pronta condivisione con i soggetti coinvolti e interessati. Circa i cantieri i lavori Rfi sono sostanzialmente terminati e per la parte residuale non si prevedono attività rumorose. “Incontro in clima cordiale, concluso con una parziale soddisfazione dei Comitati sulle risposte ottenute e con un impegno a rivedersi”, commenta D'Agostino.

Dino Frambati

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