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Municipio Ponente | 29 ottobre 2022, 11:00

Via libera dal Comune di Genova alle pale eoliche sulla nuova diga foranea

Passa all’unanimità la mozione presentata dal consigliere comunale di Vince Genova, Walter Pilloni, che punta a ripescare il progetto delle ‘Libellule’ a suo tempo presentato da Renzo Piano

Via libera dal Comune di Genova alle pale eoliche sulla nuova diga foranea

Via libera, da parte del Comune di Genova, all’installazione di un sistema di pale eoliche sulla nuova diga foranea. È stata infatti approvata all’unanimità, nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, la mozione numero 73/2022 presentata dal consigliere comunale di Vince Genova, Walter Pilloni, da sempre tra i più attenti rispetti ai temi dell’ambiente e delle energie alternative. 

Pilloni ha evidenziato nel suo intervento “la necessità di produrre energia elettrica anche da fonti rinnovabili, che non è più una scelta, ma un preciso dovere. Come dice il vice presidente della Comunità Europea, Frans Tinnermans, ‘è l’ora di correre alla velocità della luce verso le rinnovabili’. La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico dev’essere considerata non più procrastinabile, se si vuole avviare un processo di riduzione dalla dipendenza da altri paesi e al contempo contenere le emissioni di gas climalteranti”.

Secondo il consigliere di Vince Genova, “allo stato attuale siamo vittime di un abnorme aumento dei costi energetici determinati sia dal conflitto russo ucraino che dalla speculazione internazionale. Siamo pertanto chiamati ad attivare immediate azioni di contenimento di questa preoccupante deriva e successivamente a individuare le soluzioni che il paese dovrà applicare nell’immediato futuro. Le fonti rinnovabili oggi a disposizione sono prevalentemente legate a tre grandi comparti: solare, eolico e idroelettrico. Un investimento massiccio e veloce in queste tecnologie potrebbe costituire la chiave di volta per liberarci almeno in parte dal giogo di questa opprimente dipendenza”.

E si ricorda che “proprio in quest’ ottica che il Governo Draghi negli ultimi giorni del suo incarico ha sbloccato i progetti per la realizzazione di sei parchi eolici tra Puglia, Basilicata e Sardegna per un totale di 418MW. Domandiamoci se non sia opportuno anche per la nostra città lanciare su questi temi specifici un segnale vigoroso e nitido, partendo, emblematicamente, proprio dalla riconsiderazione di quel parco eolico, progettato dall’architetto Renzo Piano sopra la nuova diga foranea stralciato, per ragioni estetiche, dall’ex Ministro dei beni e delle attività culturali”.

Ad oggi non sono emersi argomenti di carattere tecnico o di altra natura che giustifichino quella sospensione: “Si rammenta che il progetto finale venne anche adeguato dallo studio Piano alle direttive di Enac in relazione al disturbo del cono aereo del vicino aeroporto, abbassando le torri di circa trenta metri. Il progetto consisteva in una turbina eolica innovativa, leggera ed economica, realizzata in collaborazione con Enel Green Power, in grado di lavorare con venti inferiori ai 4 nodi e con una capacità di erogazione continua e modulabile. Questo intervento, oltre al suo valore estetico e funzionale, costituirebbe un importante segnale di incoraggiamento verso analoghi interventi da parte di privati, che troverebbero nuovi stimoli per spostare investimenti e occupazione su queste tecnologie, già massicciamente adottate in ogni parte del mondo”.

La mozione approvata impegna il Comune di Genova “a valutare se è ancora possibile promuovere le necessarie azioni, affinché si rimetta in discussione la realizzazione del progetto originale che tanto entusiasmo aveva suscitato al momento della sua presentazione. Una città che guarda al futuro non dovrebbe abbandonare l’idea di fare proprio un progetto di una firma così prestigiosa. Le sette ‘Libellule di Piano’, oltre a rappresentare un segno di modernità, conferirebbero un’impronta distintiva all’opera sottostante e amplificherebbero l’idea che la nostra è una citta capace di muoversi al passo con i tempi”.

A marzo, chiosa Pilloni, “l’allora ministro Dario Franceschini definì il parco eolico sulla diga ‘un progetto eccessivamente impattante, che deturpa il paesaggio e pregiudica il mantenimento dei valori paesaggistici tutelati e le bellezze panoramiche, considerate come quadri naturali e così pure quei punti di belvedere accessibili al pubblico dai quali si gode lo spettacolo di quelle bellezze’. Fu una stroncatura definita da più parti incomprensibile e illogica che non si concilia con l’immagine di un paese che vuole crescere e affrancarsi dalla dipendenza delle fonti fossili. Sono quindi molto felice che il Comune di Genova sia riuscito a dare un segnale completamente opposto”.

Alberto Bruzzone

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