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Attualità | 17 novembre 2022, 12:30

Giornata del gatto nero, tra mito e superstizione: ecco perché adottarli

Miti e leggende vedono i mici neri come portatori di sventura ma non è sempre stato così

Giornata del gatto nero, tra mito e superstizione: ecco perché adottarli

“Volevo un gatto nero, nero, nero” cantava la piccola Vincenza Pastorelli nell’edizione dello Zecchino d’Oro del 1969.

La piccola raccontava della sua rabbia per aver ricevuto un gatto bianco ed era pronta a non giocare più, tanta era l’ira per non aver avuto il gattino dal manto corvino.

Superstiziosa? Nemmeno per sogno anche se vedendo la classifica di quell’anno, la giovanissima concorrente avrebbe potuto pensare che la colpa del suo ultimo posto fosse proprio del gatto nero.

Ma le superstizioni, si sa, sono difficili da contrastare e ancora oggi c’è chi pensa che i gatti neri siano portatori di sventura.

Ecco che in soccorso dei poveri animali arriva la giornata del gatto nero che in Italia si celebra oggi, giovedì 17 novembre.

Una ricorrenza che ha il compito di contrastare la superstizione e di celebrare i mici di questo colore che, spesso, fanno fatica a essere adottati.

L’origine della superstizione che vede i gatti neri portatori di sventura si deve far risalire al periodo Medievale; in una bolla del 1233, papa Gregorio IX li dichiarava strumenti del Diavolo dando, di fatto, il via a una persecuzione durata per diversi secoli.

Secondo la credenza popolare, infatti, le streghe erano in grado di trasformarsi in gatti neri, capaci di vedere benissimo al buio, per compiere malefici e sortilegi sfruttando i favori delle tenebre.

I poveri gatti venivano quindi gettati tra le fiamme dove, si riteneva, si sarebbero riuniti alle streghe.

Ancora oggi in molti credono che vedere un gatto nero attraversare la strada sia presagio di sventura. Anche questa credenza affonda le sue origini nel Medioevo quando il mezzo di trasporto  più diffuso era la carrozza con cavalli. Di notte, con la mancanza di illuminazione, era difficile vedere un gatto nero al buio, se ne potevano notare solo gli occhi e questo faceva spesso imbizzarrire i cavalli.

Ma il gatto nero non è simbolo di sventura, ci sono diversi paesi dove questo animale rappresenta invece la buona sorte.

Come, per esempio, nell’antico Egitto dove i gatti neri erano considerati sacri e venerati visto he la divinità Bastet era rappresentata con un sensuale corpo di donna e la testa felina. Addirittura, chi era colpevole dell’uccisione di un gatto veniva condannato a morte.

In Scozia, secondo una tradizione celtica, la fata Sìth era in grado di tramutarsi in gatto nero e per questo le giovani che avevano in gatto nero in casa avevano molti pretendenti rendendo l’animale sinonimo di prosperità.

Anche nell’antica Roma il gatto nero era sinonimo di abbondanza e benessere e averlo in casa portava fortuna.

A favore dei gatti neri arriva anche la scienza: uno studio condotto dall’ente americano per la lotta al cancro ha evidenziato come questi animali siano meno soggetti a malattie.

Redazione

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