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La musica che ci gira intorno | 16 agosto 2025, 08:00

La musica che ci gira intorno - Ema, il sogno dei vent’anni per le strade del mondo: “La musica è condivisione, non rumore”

Dal busking alle colonne sonore: il giovane cantautore genovese racconta l’inizio del suo percorso artistico tra contest, sogni e nuove regole per gli artisti di strada

La musica che ci gira intorno - Ema, il sogno dei vent’anni per le strade del mondo: “La musica è condivisione, non rumore”

'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.

Vent’anni, una chitarra che porta sempre con sé e una voce che si è fatta conoscere prima per le strade della sua Bogliasco, di Genova e nei contest della città.

Emanuele Russo, per tutti Ema, è uno di quei giovani musicisti che hanno fatto della strada un laboratorio artistico e umano. “La musica di strada - racconta - è una grande lezione di umiltà: non hai un pubblico pagante davanti, devi guadagnarti l’attenzione di chi passa, fermarlo, toccarlo nella sua sensibilità vera”.
Quest’anno Ema ha partecipato al The Busking Contest organizzato nel levante genovese. A spingerlo a partecipare è stata la ‘soffiata’ di un’amica fotografa che gli ha suggerito di iscriversi. “Non conoscevo il contest - dice - ma è stato bellissimo esserci. Il livello degli altri artisti era altissimo. Non ho vinto, ma non era quello il punto: per me il vero valore di queste esperienze è l’ispirazione e la possibilità di migliorarsi tecnicamente”.

In realtà, una vittoria per Ema è arrivata, quella del Zena Contest, che gli ha spalancato le porte del palco del Zueni Festival di Chiavari, dove si esibirà il 27 settembre.
La passione di Ema nasce presto: “Mio nonno cantava e mia nonna, quando avevo sette anni, mi iscrisse a lezioni di chitarra. Lo strumento era enorme per me, dopo poche lezioni mi sono fermato ma quella scintilla è rimasta. Penso che la musica sia uno dei modi più profondi e universali per comunicare: va oltre la lingua, arriva dritta alle emozioni”.
Per Ema suonare in strada significa incontrare pubblici diversi ogni giorno, ma ce n’è uno che per lui è speciale: “Sono l’idolo dei bambini. Vivono la musica senza filtri, con tutto il corpo. Quando un bambino si ferma, balla o canta con te, capisci che stai trasmettendo qualcosa di vero”.
Negli ultimi mesi a Genova si è parlato molto delle nuove regolamentazioni per gli artisti di strada. Ema ha le idee chiare: “A volte si ha paura dell’arte e della libertà di espressione. Prima era tutto più libero, ora ci sono molte restrizioni. Non bisogna confondere chi fa musica per condividere qualcosa con chi è in strada per altri motivi. All’estero funziona diversamente, c’è più rispetto reciproco”.
Tra i suoi punti di riferimento cita Lucio Dalla, “per la capacità di evocare mondi interi anche parlando di quotidianità”, e Shawn Mendes, “per l’umiltà e la trasparenza nonostante il successo”.

Il futuro lo vedrà presto a Milano, all’Accademia Civica Claudio Abbado, dove studierà composizione di colonne sonore per cinema e teatro: “È un approccio diverso alla musica, ma sempre con lo stesso obiettivo: trasmettere qualcosa e lasciare stupore. Vorrei che chi mi ascolta si senta un po’ diverso da prima, anche solo per un momento”.

E per ora, la strada resta il suo palco: “Ogni volta che riesco a far fermare qualcuno, anche solo per una canzone, so che ne è valsa la pena”.


 

Chiara Orsetti e Isabella Rizzitano

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