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La musica che ci gira intorno | 04 luglio 2026, 08:00

La musica che ci gira intorno - Dal 9 all'11 luglio torna il Premio Bindi, a Santa Margherita Ligure la canzone d'autore resiste ai trend del mainstream

Tra gli ospiti Levante, Maurizio Carucci e Pierdavide Carone. L'ideatrice Enrica Corsi: "Crolla la trap tra i giovani, si torna ai modelli come Brunori Sas"

La musica che ci gira intorno - Dal 9 all'11 luglio torna il Premio Bindi, a Santa Margherita Ligure la canzone d'autore resiste ai trend del mainstream

'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.

Il Premio Bindi vuole essere una vetrina per gli artisti in cui non è necessario essere mainstream per trovare spazio”. In una lunga chiacchierata, l’ideatrice Enrica Corsi descrive così la missione che, da ormai 22 anni, sta alla base di uno dei festival italiani più importanti nel panorama della canzone d’autore emergente. L’appuntamento sul palco di Santa Margherita Ligure è fissato per i prossimi 9, 10 e 11 luglio. Come di consueto, la rassegna darà spazio ai nuovi linguaggi musicali mantenendo vivo il ricordo di uno dei suoi padri fondatori: Umberto Bindi.

Si tratta di una figura che oggi sarebbe perfettamente attuale, anche considerando la sua storia personale – racconta Corsi –. Un rivoluzionario che ha pagato sulla propria pelle la scelta di dichiararsi omosessuale. Bindi era un pianista straordinario con una formazione classica, che nel suo percorso si è avvalso di autori immensi, primo fra tutti Giorgio Calabrese. Noi vogliamo portare avanti proprio questo messaggio: Bindi rappresenta il talento che non è diventato mainstream per ragioni legate alla sua vita personale, non certo per mancanza di bravura”.

I finalisti che si contenderanno la “Targa Premio Bindi 2026” sono otto: Calicanto, Davide Amati, Emsaisi, Gabriele Spira, Matteo Salzano, Matteo Trapanese, Pit e Sofia Ara. Ognuno di loro presenterà tre brani originali. Il primo verrà eseguito nella serata principale; gli altri due saranno proposti nel pomeriggio in versione acustica (o in formazione minima per i progetti elettronici). “Spesso è proprio la fase acustica pomeridiana a pesare maggiormente nella scelta del vincitore. In quel momento l’artistà è più esposto, nudo e crudo, e lo si può valutare davvero per quello che è”. Completerà la scaletta un ulteriore brano, scelto dal repertorio di Umberto Bindi insieme alla Direzione Artistica.

Dietro la selezione dei finalisti c'è la firma del cantautore Zibba. “Rispetto agli anni scorsi ci sono artisti più vicini anche ai miei gusti personali – commenta Enrica Corsi –. Ho ritrovato influenze che mi ricordano Brunori Sas, Coez e Calcutta. Oggi è difficile trovare qualcosa di completamente originale, ma mi fa piacere vedere che i ragazzi prendono come riferimento un artista come Brunori”.

La vera sorpresa dell'edizione 2026 è però un'altra: l'assoluta assenza di sonorità urban. “Tra le circa trecento candidature arrivate, non ci sono state proposte interessanti dal mondo rap o trap. Fino a tre o cinque anni fa c’era una forte concentrazione di questo genere. È un dato su cui riflettere, che non riguarda solo noi: anche altri concorsi nazionali, come L'Artista che non c'era, hanno notato lo stesso calo. I cantautori che partecipano ai concorsi nazionali sono più o meno gli stessi e sono quelli su cui si punta maggiormente”.

Il cast degli ospiti di quest'anno è di altissimo profilo. Le Targhe “Lasciatemi sognare”, destinate a chi raccoglie l'eredità della canzone d'autore reinterpretandola in chiave contemporanea, andranno a Levante (premiata per aver coniugato tradizione, modernità e radici mediterranee) e a Maurizio Carucci degli Ex-Otago (riconosciuto per la coerenza del suo percorso personale e artistico).

Il Premio "Bindi New Generation 2026" sarà invece assegnato a Matteo Alieno: “È uno che va in direzione ostinata e contraria – spiega Corsi –. Ha un look anni Sessanta e già dai tempi di X Factor mostrava di rifarsi a canoni del passato, proponendo un indie d'altri tempi nel pieno boom della trap. Lo considero un artista e autore molto interessante, scrive davvero bene”.

Il "Premio Futura", realizzato in collaborazione con il Festival della Parola, andrà a Pierdavide Carone per il suo progetto di valorizzazione dell'opera di Lucio Dalla, trasformata in un'opera pop orchestrale in tour dal prossimo autunno. Carone e Matteo Alieno saranno gli ospiti della serata inaugurale del 9 luglio, mentre Levante sarà protagonista anche di uno spin-off il prossimo 29 agosto con un concerto gratuito in piazza.

L'edizione 2026 segna anche un importante sbarco televisivo ed espositivo. Durante il festival verrà proiettata in anteprima una clip del docufilm “Umberto Bindi. La musica è finita”, prodotto da Rai Documentari e previsto in autunno su Rai 3. Sulla stessa rete, il 21 agosto in seconda serata, andrà inoltre in onda uno speciale televisivo sul Premio Bindi 2026 (per il quale è in corso un dialogo con Sayf).

Sul fronte culturale, il Castello di Santa Margherita ospiterà una mostra in grande formato dedicata ai trent'anni della rivista specializzata L'Isola che non c'era, come anticipazione della grande esposizione celebrativa di Milano a ottobre.

A valutare i progetti sul palco ci sarà una giuria d'eccellenza composta da Riccardo Vitanza (Parole & Dintorni), Claudio Trotta (Barley Arts e Slow Music), Gianmarco Aimi (Rolling Stone), Silvia Villoresi (influencer), Francesco Pastore (Le Rane) e Antonio Laino (Soundreef).

Proprio l'11 luglio, all'Anfiteatro Bindi, verrà scoperta la targa che sancirà l'ingresso ufficiale del festival nel circuito nazionale dei “Luoghi della Musica” promosso da Slow Music. Si tratta del primo festival in Italia a ricevere questo prestigioso riconoscimento.

Chiara Orsetti e Isabella Rizzitano

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