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L’Arena del Mare, palcoscenico per eccellenza dell’estate genovese, ospiterà il prossimo 25 luglio, nell’ambito del Balena Festival, la band Inaria, vincitrice del contest indetto dal giornale Rockit, che avrà il compito di aprire il concerto di Amalfitano e de I Cani. Una serata speciale, che consentirà al gruppo di farsi conoscere anche dal pubblico genovese dopo i consensi ottenuti in giro per l’Italia.
A raccontare la storia del gruppo è Riccardo Scaioli, sassofonista: “Nel 2020 Luigi Lonardi, voce del gruppo, e Nazareno Zoccatelli, chitarra, si sono incontrati durante il servizio civile prestato in una casa di ricovero per malati psichiatrici. Chiacchierando hanno scoperto che entrambi erano musicisti: Luigi cantava già da qualche tempo, lui suonava la chitarra”. Da quella conoscenza nasce prima un'amicizia, poi il nucleo originario del gruppo, completato nei mesi successivi dall'arrivo del bassista Andrea Sbiroli e di un batterista che all'epoca faceva parte della formazione. Le prime session si tengono in un garage, tra il 2020 e il 2022: "Le prime jam erano fatte col cellulare, in maniera molto punk, senza neanche pubblicare nulla”. In quelle registrazioni amatoriali, però, l’identità della band era già riconoscibile, complice il passato di Lonardi nel rap, che porta ai testi un'impronta ritmica e diretta fin dagli esordi. Anche il nome è frutto di una casualità, nato durante una discussione al bar, in cui i futuri componenti del gruppo si descrivevano come persone “con la testa per aria”.
Il sassofono di Scaioli entra in scena più tardi, nel 2022, mentre la band lavora al primo disco, "Educati al Declino". Il cantante cercava un fiato o un violino da aggiungere a un brano specifico, e il nome di Riccardo arriva tramite un amico comune. “Non appena ascoltata la registrazione inviata dalla band ho deciso di saperne di più, perché mi piaceva il loro suono e sentivo già che mi sarebbero piaciuti come persone”. La collaborazione, pensata inizialmente per uno o due brani, tra cui la title track "In aria", ancora oggi nella scaletta dal vivo, si trasforma presto in qualcosa di stabile, complice anche il fatto che sia stato lo stesso Scaioli a suggerire il nome del nuovo batterista, un suo amico storico, facilitando l'ingresso di entrambi nella formazione. Con l'arrivo di Marco Azzolini alla batteria, il sestetto prende la forma che salirà sul palco dell’Arena del Mare.

Nel repertorio, Inaria mescolano titoli provocatori e brani dai toni più morbidi: “Abbiamo una libertà compositiva che è un po’ croce e un po’ delizia, non abbiamo confini imposti a priori, ci lasciamo guidare da ciò che convince tutti i componenti, anche se i testi sono interamente scritti da Luigi".
Quella di Genova è un’altra tappa nel percorso dei live della band, che ha già calcato palchi importanti: nel 2023 INARIA ha aperto due date del tour per il ventennale di "Ballate per piccole iene" degli Afterhours, allo Sherwood e all'AMA Festival. Un banco di prova non da poco, considerando che la band è abituata a suonare davanti a platee di circa 200 persone. “Trovarti di fronte più di 1000 persone è sicuramente una cosa diversa, ma personalmente mi ha dato la sensazione di stare facendo le cose nel modo giusto. Mi sento a mio agio nei contesti grandi, perché è più difficile suonare davanti a cinque persone che davanti a cinquemila”. Un percorso che parte da lontano, tra bar, piscine e campi, e che oggi si confronta con palchi via via più prestigiosi, “anche per vedere se siamo capaci di suonare in tutti i contesti, anche in quelli che richiedono più attenzione”.
La vittoria del contest di Rockit, che ha portato la band alla data del Balena Festival, è arrivata a sorpresa, con un brano che il gruppo considerava ormai superato: “Quella canzone era dell'anno precedente, era già uscita, la facevamo già nei live, e noi stavamo già pensando a cose successive. Non ce l'aspettavamo, ma si sono accorti di questa canzone quasi dimenticata, ed è stata premiata anche da discografici. Quando suoni facendo quello che ti va di fare, senza pensare alla discografia, e poi vieni premiato, è la cosa migliore: non avevamo idea di cosa ci avrebbe portato”.
Per il pubblico genovese, che vedrà per la prima volta la band esibirsi in città, Scaioli promette uno show fisico e diretto, costruito anche sul rapporto con la platea: “Facciamo sempre concerti abbastanza fisici, cerchiamo di ingaggiare il pubblico. Ci saranno degli audio, come sempre, un po' provocatori, ironici, su quello che ci è successo: cerchiamo di creare un rapporto quasi teatrale”. Con soli trenta minuti a disposizione, la scaletta sarà pensata ad hoc, con “pezzi abbastanza vividi”, mentre resta ancora da decidere l'aspetto scenico dello spettacolo: “Vedremo come ci presenteremo, se decideremo di vestirci in un modo particolare, magari come nel Settecento, oppure no. Dipende molto da cosa ci succede in questo periodo”.
















