'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.
Di strada, in questi oltre dieci anni di carriera, ne hanno fatta tanta.
Ieri sera quella strada li ha portati di nuovo a Genova, ma per la prima volta sul palco del Che Festival, l’appuntamento estivo di Music For Peace oramai vera e propria consuetudine per la città e non solo.
Gli España Circo Este hanno fatto il loro ritorno all’ombra della Lanterna (è letteralmente il caso di dirlo) rimarcando il proprio dinamismo nel panorama indipendente, se mai ce ne fosse stato bisogno.
Un percorso, il loro, che non segue le logiche del marketing discografico tradizionale. Lo racconta Marcello Putano, frontman e autore della band, la loro è una scelta di campo precisa: “Noi non cerchiamo di seguire una moda, cerchiamo di seguire chi si veste bene, cercare di seguire le classifiche, i numeri, non ce ne frega niente. Andiamo per la nostra strada”. Questa coerenza si riflette nel loro sound, un mix inclassificabile di pop, punk, tango, cumbia e reggae, ribattezzato "tango-punk".
Un’identità che Marcello difende con una metafora efficace: “Come ci vedi, come ci senti, come cantiamo siamo. Per fare un esempio, in questo periodo uscire in costume e infradito. Ovunque io vada, anche in situazioni istituzionali, ci vado in costume e infradito. La stessa cosa facciamo con le nostre canzoni”.
Tornare a Genova per la band non è mai un appuntamento banale. Marcello ricorda con affetto gli inizi al Teatro La Claque, ma soprattutto un incontro che ha cambiato la storia della banda: quello con Totò Miggiano, storico collaboratore genovese di Manu Chao.
“La prima volta che siamo venuti a Genova c'era venuto a salutare Totò Miggiano. È diventato nostro grande amico. Abbiamo fatto tanti concerti con lui, poi abbiamo fatto tanti concerti con Manu Chao. È una di quelle persone che per la storia di questa band ha contato tanto ed è legato al ricordo di Genova”. E galeotto fu l’incontro che portò Manu Chao a notare la band, diventata poi l'opening act ufficiale di diverse sue date italiane nel 2015.
La scelta di esibirsi a Music for Peace non è stata casuale. Per Marcello e soci, la musica deve avere una direzione etica: “Pensiamo che questa sia una manifestazione dalla parte giusta della storia e quindi per noi è impossibile tirarci indietro”. Una visione che si sposa con il loro ultimo lavoro, "Canzoni per la decrescita felice" (2025), e con i singoli che stanno segnando questo tour, come "Anni di Merda".
Ed è proprio questa canzone, secondo Marcello, il manifesto del momento attuale: “È una fotografia nostra importantissima di questi anni fra guerre, menefreghismo, occidente che si sta perdendo non so dove. È la nostra foto di questo periodo”.
Nonostante i dieci anni di carriera appena festeggiati, la band non ha intenzione di sedersi sugli allori. Marcello anticipa una fase di profonda trasformazione creativa: “Adesso ci metteremo a distruggere tutto, a picconare tutto quanto e a cercare di ricostruirlo in una nuova maniera, facendo nuove fotografie a quello che ci circonda”.
Mentre il gruppo continua a mescolare generazioni diverse sotto il palco, dai fan storici ai ventenni “super curiosi, super presi bene e super combattivi”, il messaggio rimane lo stesso: boicottare la finzione dei grandi numeri per ritrovare la verità dell'incontro umano. Perché, come recita il loro ultimo singolo "Tornerà", il mondo cambia nei cori spontanei e nelle mani che si cercano, non nei grandi proclami.














