Prosegue oggi, e continuerà per tutti i venerdì successivi, ‘Alla scoperta dei Forti’, un servizio seriale de ‘La Voce di Genova’ dedicato a una delle ricchezze più straordinarie del nostro territorio: il sistema fortificato che abbraccia la città dalle alture. Un patrimonio unico, che racconta secoli di storia militare, politica e sociale. Un viaggio tra Medioevo e Ottocento, tra leggenda e realtà, sempre con lo stesso filo conduttore: l’amore per Genova e per le sue eccellenze. Buon viaggio insieme a noi, alla scoperta dei Forti!
Sulle alture di Sampierdarena, poco sopra i duecento metri di altitudine, sorge una delle più antiche e affascinanti fortificazioni del sistema difensivo genovese: Forte Tenaglia.
Costruito nel 1633, il suo nome deriva dalla caratteristica forma “a tenaglia” delle sue strutture, pensate per abbracciare e controllare la valle sottostante. Da qui lo sguardo corre lungo la Valpolcevera, fino al mare e alla città.
Ma la storia di Forte Tenaglia affonda le radici ancora più indietro nel tempo. Prima della sua costruzione, sull’area si trovava la Bastia di Promontorio, una postazione difensiva risalente al 1478. Quando, nel Seicento, Genova decise di dotarsi delle Mura Nuove, il vecchio bastione venne demolito per far spazio a una nuova opera fortificata, con le batterie rivolte verso la foce del Polcevera.
Durante l’assedio austriaco del 1747, la linea occidentale delle mura venne rafforzata, ma nei decenni successivi Forte Tenaglia conobbe un lungo periodo di abbandono.
Nel 1797, durante la rivolta antifrancese, vi trovarono rifugio alcuni insorti sconfitti dalle truppe del generale Dupont. In seguito, gli interventi del Genio Militare Sabaudo trasformarono la struttura in un vero e proprio forte, con camminamenti rialzati, un terrapieno centrale e la costruzione di cortine che ne definirono l’attuale forma a L.
Anche nei moti popolari del 1849, il forte tornò protagonista: fu occupato dagli insorti, ma la presenza di un traditore tra i rivoltosi permise alle truppe regie di riconquistarlo.
Con l’inizio del Novecento, l’intero sistema difensivo genovese venne dichiarato obsoleto.
Nel 1914, il forte passò dal Demanio Militare a quello Patrimoniale dello Stato. Tre anni dopo, nel 1917, le sue celle ospitarono i prigionieri di guerra austro-ungarici.
Durante la Seconda guerra mondiale, la struttura venne adattata alle nuove esigenze militari: furono costruite quattro piazzole in cemento armato per la contraerea. Dopo l’8 settembre 1943, Forte Tenaglia finì sotto il controllo della Wehrmacht e subì gravi danni in seguito a un bombardamento alleato che colpì la cortina meridionale.
Dopo decenni di abbandono, nel 2011 il forte è rinato grazie all’impegno dell’associazione La Piuma OdV, che ne ha ottenuto la concessione dal Demanio.
Con il lavoro di volontari e cittadini, l’area è stata bonificata da rovi e rifiuti, sono stati effettuati rilievi topografici e restaurata la Casa del Telegrafo, oggi sede di una casa-famiglia e di spazi per attività sociali, culturali e ambientali.
Oggi Forte Tenaglia è di nuovo aperto al pubblico, visitabile in occasione di eventi storici, artistici e naturalistici, oltre che per trekking urbani e attività didattiche.
Passeggiando tra le sue mura si possono ancora vedere intonaci originali firmati dai soldati, l’antico argano per il sollevamento dei materiali, la santabarbara in perfetto stato e le piazzole dei cannoni antiaerei, testimonianze vive di una storia lunga quasi cinque secoli.














