Sono centinaia i commenti d’odio sui social e le minacce online ricevute dalla consigliera comunale di Alleanza Verdi Sinistra Francesca Ghio dopo gli episodi dello scorso 7 ottobre, durante l’ultima seduta del consiglio comunale.
Ghio è intervenuta nel dibattito su una mozione riguardante le intitolazioni cittadine, citando il caso di Norma Cossetto, studentessa istriana vittima delle foibe nel 1943. Nel corso del suo intervento, Ghio ha definito Cossetto “fascista”, spiegando che la giovane era figlia di un funzionario del regime. Le parole della consigliera hanno però suscitato proteste immediate in aula, con accuse di mancanza di rispetto verso la memoria della vittima e richieste di dimissioni da parte di esponenti del centrodestra.
Nei giorni successivi, la vicenda ha avuto ampia eco sui media e sui social network, dove la consigliera è stata oggetto di attacchi e minacce. “Le dichiarazioni della consigliera Francesca Ghio sono state maliziosamente travisate” ha spiegato l’avvocato Michele Ispodamia, difensore della consigliera insieme all’avvocata Gaia Zecchi, durante la conferenza stampa convocata per chiarire la natura dell’intervento pronunciato da Ghio durante la seduta del 7 ottobre e di annunciare le azioni legali in corso a seguito delle minacce e degli insulti ricevuti.
“Ghio si è rivolta a me e all’avvocata Gaia Zecchi del mio studio per tutelarsi dopo che le sue parole, pronunciate nel corso di un dibattito su Norma Cossetto, sono state riportate in modo distorto. La consigliera non ha mai inteso giustificare la violenza o la morte di Cossetto, ma stava tentando di spiegare le ragioni per cui, secondo lei, alcuni danneggiano ripetutamente la targa a lei dedicata. Ghio osservava che, per una parte delle persone che compiono questi atti vandalici, atti che lei stessa condanna con forza, Norma Cossetto viene percepita come una figura legata al fascismo. Ma non vi era nessuna volontà insultante né tantomeno di equiparare o giustificare lo stupro e l’uccisione di Cossetto”.
L’avvocato ha denunciato la “colata di odio” che si è scatenata sui social e nei media: “Si è messa in moto una macchina del fango che sta raggiungendo livelli di gravità assoluta. Online circolano frasi gravissime, con minacce e istigazioni alla violenza. Abbiamo raccolto e documentato quasi tutto ciò che è stato scritto, e presenteremo denunce all’autorità giudiziaria affinché queste condotte cessino. Il nostro obiettivo è tutelare la persona, la consigliera e l’istituzione che rappresenta”.
La conferenza stampa è stata anche occasione per Ghio di ricostruire gli episodi avvenuti all’interno di Palazzo Tursi dopo il suo intervento: “Dopo la sospensione del Consiglio comunale, mentre mi recavo al piano superiore, mi sono trovata davanti tre consiglieri, Avvenente, Pellerano e Falcone, che mi urlavano in faccia. Alcuni compivano gesti offensivi, altri gridavano frasi allusive. Solo l’intervento dei consiglieri Vacalebre, Gambino, Romeo e Garzarelli ha impedito che la situazione degenerasse”.
Ghio ha spiegato di non essersi aspettata la portata delle reazioni: “Il mio intervento era stato forte, ma non offensivo. Avrei potuto formulare la frase in modo diverso, ma non mi sarei mai aspettata una reazione simile, né in aula né fuori. La mia intenzione era spiegare un fenomeno, non giustificare alcunché”. La consigliera ha ribadito la distanza da ogni forma di giustificazione delle violenze subite da Norma Cossetto: “Non ho mai pensato che fosse necessario specificarlo, perché era lontanissimo dai miei pensieri. Oggi mi trovo a doverlo chiarire, perché altri hanno voluto leggere un insulto dove non c’era”.
Ben presto il caso è esploso anche a livello nazionale: la maggior parte dei commenti segnalati da Ghio e dai suoi legali riguarda la pagina nazionale di Fratelli d’Italia, dove è apparso un post con l’immagine di Norma Cossetto accompagnati dal testo: “Lo stupro è un reato solo se la vittima è di sinistra. Inquietano le parole di una consigliera di Avs a Genova che, in preda a un delirio di superiorità morale, ha minimizzato le torture e le violenze subite da Norma Cossetto, nel tentativo di archiviare il suo ricordo. L’ipocrisia ideologica è una violenza che colpisce due volte: la verità e la memoria. Si vergogni e chieda scusa”. Proprio sotto questo post tanti sono i commenti d’odio rivolti alla consigliera, che saranno oggetto di studio da parte dei legali per far partire le querele del caso.
Durante la conferenza stampa, Ghio ha voluto sottolineare come abbia percepito momenti di forte aggressività durante gli ultimi consigli comunali: “Non è la prima volta che assisto a momenti di tensione, ma credo che le reazioni ai miei interventi, e a quelli di altre colleghe, siano diverse proprio perché siamo donne. Quando una donna giovane ricopre un ruolo istituzionale e prende la parola, la reazione è più dura. È un problema che riguarda anche la rappresentanza di genere”.
L’avvocato Ispodamia ha confermato che anche i comportamenti tenuti in aula saranno oggetto di valutazione e possibili denunce: “Stiamo raccogliendo testimonianze e valutando tutti gli elementi, compresi quelli relativi alle frasi e ai gesti offensivi avvenuti in Consiglio”.
Nonostante le minacce ricevute, la consigliera ha dichiarato di non avere intenzione di arretrare: “Fisicamente sono stanca, ma mentalmente lucida. Continuo il mio impegno politico e istituzionale, nei movimenti femministi, per la Palestina e per il clima. Non ho paura. Il mio ruolo mi permette di studiare e approfondire, e continuerò a farlo con determinazione”.
Ghio ha concluso auspicando che si possa tornare a un confronto civile e documentato: “Mi piacerebbe organizzare un convegno su Norma Cossetto, affrontando la sua storia con rispetto e rigore, dal punto di vista storico e politico. Solo la conoscenza può superare la strumentalizzazione”.














