Durante il suo intervento in aula, la consigliera regionale del Partito Democratico Carola Baruzzo, vicepresidente della Commissione Bilancio e relatrice di minoranza, ha espresso una ferma opposizione alle modifiche proposte alla legge regionale che regola l’organizzazione amministrativa e la dirigenza dell’ente. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni e delineano un quadro critico e preoccupato rispetto alla direzione intrapresa dalla maggioranza.
“Bucci prova a far passare una manovra verticistica in un’operazione a favore della Regione e dei cittadini: siamo alla farsa. Le modifiche alla legge regionale che regola l’organizzazione amministrativa e la dirigenza dell’ente non è una riforma amministrativa, ma una vera e propria operazione di potere. Non si tratta di una semplice riorganizzazione, ma di un cambio di paradigma, nel quale la dirigenza non è più garanzia di imparzialità, ma strumento di indirizzo politico. Un’impostazione che svilisce la funzione pubblica e indebolisce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.”
Baruzzo ha poi sottolineato il rischio di squilibri istituzionali e di una deriva accentratrice che, secondo lei, comprometterebbe la tenuta democratica dell’ente regionale: “È un disegno che mette a rischio l’equilibrio tra politica e amministrazione su cui si fonda la democrazia. Non vogliamo una regione in cui le regole si scrivono tra pochi, ma rivendichiamo un potere trasparente, visibile, condiviso. Sotto l’apparente veste dell’efficienza questo disegno di legge ridisegna l’intero organigramma regionale, concentrando poteri decisionali e di controllo nella presidenza e nella giunta, relegando in un angolo, e svilendolo, il ruolo legislativo e democratico del consiglio.”
La consigliera ha concluso il suo intervento con un appello alla difesa delle istituzioni e alla necessità di mantenere una netta distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa: “È una manovra che non possiamo accettare e che non smetteremo mai di dire che è sbagliata, inadeguata e antidemocratica. È così che si corrode la democrazia, con una serie di piccoli accentramenti che cancellano, uno dopo l’altro, ogni bilanciamento. Difendere la distinzione tra politica e amministrazione non è un atto di opposizione, ma un atto di lealtà verso la Regione e verso i cittadini.”
Le parole di Baruzzo si inseriscono in un dibattito acceso che coinvolge l’intero Consiglio regionale, chiamato a esprimersi su una riforma che, secondo l’opposizione, rischia di alterare profondamente la natura e il funzionamento dell’ente.














