Un incontro che va ben oltre un semplice sopralluogo tecnico ma che vuole diventare una buona pratica per ascoltare le necessità del territorio e rispondere in modo puntuale con interventi tempestivi e con progettualità condivise.
È quanto accaduto questa mattina in viale Aspromonte, nel quartiere di Carignano.
La richiesta, partita da una residente, era quella di ripristinare dove possibile il lastricato del marciapiede della via, per riportarlo al suo aspetto ottocentesco.
Un tema già raccontato da La Voce di Genova nei mesi scorsi, quando la cittadina aveva espresso pubblicamente la sua preoccupazione per le condizioni della via e la necessità di un intervento che rispettasse la storia e l’identità del luogo.
A confrontarsi sulla situazione sono stati il responsabile del settore strade di Aster Emilio Maffeo, una rappresentanza della partecipata, e l’assessore del Municipio I Centro Est Alberto Cattaneo, che hanno incontrato la residente e con lei hanno percorso la via.
Non un incontro operativo, meglio, non solo, ma il segnale di un nuovo modo di affrontare le criticità urbane, con l’ascolto diretto e la partecipazione, strumenti concreti di lavoro.
Per Aster è un cambio di passo verso una presenza costante che possa in questo modo garantire l’efficacia e la comprensione degli interventi attuati per intervenire in maniera puntuale e sistematica.
Una posizione condivisa anche dall’amministrazione municipale, nell’approccio condiviso avviato anche dalla sindaca Salis che, nella sua visione di città, ha scelto di riportare ai Municipi l’autonomia gestione e decisionale su argomenti come la cura degli spazi e le manutenzioni con lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per il piano di interventi sui nove municipi cittadini.
Un episodio che potrebbe diventare il modello da applicare in tuta la città. Da viale Aspromonte, infatti, il messaggio è chiaro: la manutenzione non è solo una questione tecnica ma un atto di cittadinanza condivisa. E quando amministratori, partecipate e residenti si si adoperano per costruire una rete, la città può davvero cambiare passo.














