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Attualità | 03 gennaio 2026, 08:00

La Caravella del Lido pronta a tornare agli antichi fasti: ok ai permessi per le feste danzanti come un tempo

L'amministratore unico Carlo Pittaluga: "Ci farebbe piacere riportare qui non solo i balli, ma anche gli spettacoli dal vivo, esattamente come accadeva in passato"

La Caravella del Lido pronta a tornare agli antichi fasti: ok ai permessi per le feste danzanti come un tempo

Dal 1959 in poi, dentro questa splendida grotta affacciata sul mare, furono premiati personaggi del calibro di Enzo Tortora, Corrado, Mike Bongiorno, Pippo Baudo. E poi ancora Paolo Villaggio, Fabrizio De André, Gino Paoli, Vittorio Gassman, Walter Chiari, Sandra Mondaini, Dori Ghezzi, le gemelle Kessler e moltissimi altri.

Era un’icona glamour, la più suggestiva della città, la Caravella del Lido, quel gioiello di corso Italia che ha conosciuto annate veramente indimenticabili. Poi, con il passare del tempo, quelle sale sono andate in declino (anche a causa di qualche violenta mareggiata e dei conseguenti danneggiamenti), ma adesso per la Caravella del Lido è pronta una nuova stagione di (si spera) entusiasmanti successi.

È di pochi giorni fa la notizia dei permessi concessi da parte del Comune di Genova per l’ingresso sino a quattrocento persone, anche per eventi danzanti: un bollo nero su bianco di Palazzo Tursi che significa per la Caravella del Lido il ritorno alle origini.

Carlo Pittaluga, amministratore unico del Lido che, in questi ultimi tempi, ha riaccentrato tutte le attività sotto una sola insegna, racconta: «Il rilancio in grande stile della Caravella del Lido, con la capienza ampliata rispetto al passato, è frutto della visione e degli investimenti da parte dell’attuale proprietà, ovvero gli imprenditori Guido Balestrero e Augusto Bruschettini. Da quando sono subentrati ai loro predecessori, hanno sempre voluto migliorare il Lido, un passo alla volta, con il preciso intento di riportarlo ai fasti di un tempo. Ecco perché tutto è tornato sotto la nostra diretta e attenta gestione: dalla ristorazione alla palestra, dai servizi accessori alla balneazione agli sport acquatici e, naturalmente, dentro questo contesto rientra anche la Caravella».

Il Lido persegue nella sua ottica «di destagionalizzare l’offerta, e la Caravella s’inserisce nella nostra dotazione di location prestigiose». Un posto unico in tutta la città, con una storia eccezionale: «Siamo passati - prosegue Pittaluga - dalle duecento alle quattrocento persone come capienza per gli eventi danzanti. Prima non si poteva assolutamente ballare in piedi, mentre adesso sì e abbiamo già potuto ospitare alcuni eventi privati che sono stati molto apprezzati».

L’obiettivo è quello di far le “prove generali” in vista della prossima stagione estiva: «Ci farebbe piacere riportare qui non solo i balli, ma anche gli spettacoli dal vivo, esattamente come accadeva un tempo». Il tempo in cui, rispolverando l’album dei ricordi, Adriano Celentano e il suo Clan fecero animazione per dieci giorni consecutivi, Al Bano si fermò un mese con il suo gruppo, i P33, proponendo le hit dell’epoca, e Sofia Loren vinse la selezione di Miss Italia.

Alla Caravella, come racconta il libro sui cento anni dello stabilimento, celebrati nel 2008, fu premiata anche Mina, «nel 1960, assieme a Joe Sentieri, Nicola Arigliano e Flo Sandon’s. E poi Nilla Pizzi, Massimo Ranieri, Pino Donaggio, John Foster, Michele. Il mondo del cinema trova altri rappresentanti in Sergio Fantoni, Isabella Biagini, Olga Villi, Luciana Turina, che sul palco del Lido mostra anche notevoli doti di cantante».

I nomi dei premiati sono scelti da una giuria composta da rappresentanti della stampa regionale. Il premio “Le Caravelle d’Oro” è infatti in quegli anni assunto dall’Associazione Ligure dei Giornalisti, che già nelle prime edizioni aveva chiesto (e ottenuto) il patrocinio della manifestazione. Poi, negli anni Settanta, questa tradizione andò a perdersi. Ma adesso, dopo cinquant’anni, riecco chi ha voglia di sognare ancora. E la Caravella si prepara così a salpare per nuove e bellissime avventure.

Alberto Bruzzone

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