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Eventi | 11 gennaio 2026, 08:58

Genova canta Fabrizio De André: a ventisette anni dalla sua scomparsa torna l'appuntamento con la 'Cantata Anarchica'

Domenica 11 gennaio in piazza Matteotti voci, strumenti e condivisione per ricordare Faber, icona senza tempo della musica d’autore italiana

Ventisette anni fa, l’11 gennaio 1999, si spegneva Fabrizio De André. Cantautore genovese che non ha bisogno di presentazioni, Faber ha lasciato, e continua a lasciare, un vuoto profondo nel panorama musicale italiano e culturale in senso più ampio. Poeta, affascinante, profondamente sensibile e mai timoroso di affrontare temi considerati “scomodi”, De André ha rivoluzionato il modo stesso di intendere la musica d’autore, trasformandola in uno strumento di racconto, denuncia e umanità.

Per ricordarlo, anche nel 2026 si rinnova a Genova l’appuntamento con la Cantata Anarchica, l’omaggio collettivo che ogni anno riunisce musicisti e appassionati nel segno della condivisione. Domenica 11 gennaio 2026, a partire dalle ore 20.30, piazza Matteotti tornerà a riempirsi di voci e strumenti per celebrare l’eredità artistica e umana di Fabrizio De André. Un grande momento corale in cui chiunque può partecipare portando la propria voce, un canzoniere, le mani, i piedi o strumenti di ogni tipo, senza dimenticare un bicchiere di vino da condividere.

A distanza di quasi tre decenni dalla sua scomparsa, De André continua a resistere alle mode musicali del momento, solido come un’icona senza tempo. Non ha mai nascosto il proprio impegno sociale e politico: difensore dei diritti civili, cantore della libertà, narratore degli ultimi, delle guerre e dell’emarginazione, riesce ancora oggi a parlare alle nuove generazioni, che continuano a innamorarsi delle sue parole e delle sue melodie.

Nel corso della sua carriera, Fabrizio De André ha attraversato profondi cambiamenti sociali e politici dell’Italia, riuscendo ogni volta a coglierne lo spirito. Dalla ribellione e dall’ironia di brani come La ballata dell’eroe e Bocca di Rosa, alle riflessioni esistenziali e letterarie di album come La buona novella e Non al denaro, non all’amore né al cielo, il suo modo di raccontare storie è rimasto unico, sospeso tra empatia, cultura e poesia. Anche dal punto di vista musicale il suo percorso è stato in continua evoluzione: dalle radici folk e acustiche alle sonorità mediterranee che hanno dato vita a Crêuza de mä, capolavoro nato dalla collaborazione con Mauro Pagani e destinato a segnare per sempre la musica italiana.

Genova, la sua città, è stata una presenza costante e fondamentale nel suo immaginario: il porto, i vicoli, i personaggi e le contraddizioni che la attraversano abitano le sue canzoni, così come ogni genovese conserva nel cuore almeno un brano di Faber. Un legame profondo e indissolubile, che continua a vivere nel tempo, sempre “in direzione ostinata e contraria”.

Per informazioni e aggiornamenti sull’evento, è possibile consultare la pagina Instagram Cantata Anarchica Genova.

Anche la sindaca di Genova Silvia Salis ha voluto ricordare attraverso i suoi canali social Fabrizio De André:

"La sua chitarra, le sue parole ci hanno insegnato a guardare Genova e la vita senza filtri, ad ascoltare chi resta ai margini, a riconoscere dignità anche dove è più difficile vederla - scrive Salis -. Ha dato voce a un'umanità fragile e ostinata, che è anche l'anima più profonda della nostra città. Le sue canzoni continuano a parlarci degli ultimi, delle libertà negate e di quelle ancora da conquistare. E continuano a ricordarci chi siamo e chi possiamo essere. I suoi messaggi continuano interrogarci a metterci di fronte alle tante contraddizioni del nostro presente". La sindaca aggiunge che "con affetto, gratitudine e un po' di nostalgia, Genova riconoscerà sempre quanto il suo sguardo libero abbia contribuito a rafforzare l'identità culturale della nostra città. Ciao Faber, ci manchi".

Chiara Orsetti

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