Ventisette anni fa, l’11 gennaio 1999, si spegneva Fabrizio De André. Cantautore genovese che non ha bisogno di presentazioni, Faber ha lasciato, e continua a lasciare, un vuoto profondo nel panorama musicale italiano e culturale in senso più ampio. Poeta, affascinante, profondamente sensibile e mai timoroso di affrontare temi considerati “scomodi”, De André ha rivoluzionato il modo stesso di intendere la musica d’autore, trasformandola in uno strumento di racconto, denuncia e umanità.
Per ricordarlo, anche nel 2026 si rinnova a Genova l’appuntamento con la Cantata Anarchica, l’omaggio collettivo che ogni anno riunisce musicisti e appassionati nel segno della condivisione. Domenica 11 gennaio 2026, a partire dalle ore 20.30, piazza Matteotti tornerà a riempirsi di voci e strumenti per celebrare l’eredità artistica e umana di Fabrizio De André. Un grande momento corale in cui chiunque può partecipare portando la propria voce, un canzoniere, le mani, i piedi o strumenti di ogni tipo, senza dimenticare un bicchiere di vino da condividere.
A distanza di quasi tre decenni dalla sua scomparsa, De André continua a resistere alle mode musicali del momento, solido come un’icona senza tempo. Non ha mai nascosto il proprio impegno sociale e politico: difensore dei diritti civili, cantore della libertà, narratore degli ultimi, delle guerre e dell’emarginazione, riesce ancora oggi a parlare alle nuove generazioni, che continuano a innamorarsi delle sue parole e delle sue melodie.
Nel corso della sua carriera, Fabrizio De André ha attraversato profondi cambiamenti sociali e politici dell’Italia, riuscendo ogni volta a coglierne lo spirito. Dalla ribellione e dall’ironia di brani come La ballata dell’eroe e Bocca di Rosa, alle riflessioni esistenziali e letterarie di album come La buona novella e Non al denaro, non all’amore né al cielo, il suo modo di raccontare storie è rimasto unico, sospeso tra empatia, cultura e poesia. Anche dal punto di vista musicale il suo percorso è stato in continua evoluzione: dalle radici folk e acustiche alle sonorità mediterranee che hanno dato vita a Crêuza de mä, capolavoro nato dalla collaborazione con Mauro Pagani e destinato a segnare per sempre la musica italiana.
Genova, la sua città, è stata una presenza costante e fondamentale nel suo immaginario: il porto, i vicoli, i personaggi e le contraddizioni che la attraversano abitano le sue canzoni, così come ogni genovese conserva nel cuore almeno un brano di Faber. Un legame profondo e indissolubile, che continua a vivere nel tempo, sempre “in direzione ostinata e contraria”.
Per informazioni e aggiornamenti sull’evento, è possibile consultare la pagina Instagram Cantata Anarchica Genova.
Anche la sindaca di Genova Silvia Salis ha voluto ricordare attraverso i suoi canali social Fabrizio De André:
"La sua chitarra, le sue parole ci hanno insegnato a guardare Genova e la vita senza filtri, ad ascoltare chi resta ai margini, a riconoscere dignità anche dove è più difficile vederla - scrive Salis -. Ha dato voce a un'umanità fragile e ostinata, che è anche l'anima più profonda della nostra città. Le sue canzoni continuano a parlarci degli ultimi, delle libertà negate e di quelle ancora da conquistare. E continuano a ricordarci chi siamo e chi possiamo essere. I suoi messaggi continuano interrogarci a metterci di fronte alle tante contraddizioni del nostro presente". La sindaca aggiunge che "con affetto, gratitudine e un po' di nostalgia, Genova riconoscerà sempre quanto il suo sguardo libero abbia contribuito a rafforzare l'identità culturale della nostra città. Ciao Faber, ci manchi".















