/ Attualità

Attualità | 12 gennaio 2026, 16:12

Iran, anche la comunità genovese scende in piazza contro il regime degli Ayatollah

Martedì 13 gennaio presidio in piazza Matteotti a sostegno delle proteste in corso a Teheran. Denunciati il blackout di Internet, la repressione violenta e un bilancio che parla di centinaia di morti e migliaia di arresti. L’appello: "Libertà, democrazia e autodeterminazione per il popolo iraniano"

Foto Ansa

Foto Ansa

La comunità iraniana di Genova scende in piazza per sostenere le proteste in corso in Iran contro il regime dell’Ayatollah Ali Khamenei. L’appuntamento è per martedì 13 gennaio alle 12 in piazza Matteotti, dove residenti e sostenitori si riuniranno per dare voce a chi, in Iran, sta manifestando nonostante una repressione sempre più dura.

“Ancora una volta il popolo iraniano sta scendendo in piazza per rivendicare il proprio diritto di autodeterminazione e di libertà dall’oppressione del regime dittatoriale islamico”, spiegano i promotori. A questa richiesta, denunciano, il regime risponde con “la violenza e l’isolamento”. Da quattro giorni, infatti, è in corso un blackout quasi totale di Internet e, in molte aree, anche delle comunicazioni interne: un taglio deliberato, sottolinea la comunità, per spezzare i legami tra le persone e impedire che quanto accade venga visto dal resto del mondo.

“In questo buio il regime ha ricominciato a massacrare i manifestanti”, si legge nella nota. Le cifre sono difficili da verificare proprio a causa dell’oscuramento delle comunicazioni, ma le stime considerate più attendibili parlano già di oltre 500 morti e circa 10.000 arresti. Altre segnalazioni, non ancora verificabili in modo indipendente, indicano numeri ben più alti, nell’ordine di migliaia di vittime.

Secondo i promotori, per anni il popolo iraniano ha cercato unità e riferimenti politici, mentre ogni opposizione veniva incarcerata o eliminata. Oggi, nei fatti, “l’unica alternativa politica visibile capace di aggregare un consenso ampio è Reza Pahlavi”, figura definita controversa ma ritenuta l’unica in grado di rappresentare una direzione riconoscibile per chi chiede democrazia e laicità.

“La comunità iraniana di Genova vuole scendere di nuovo in piazza e fare da eco a chi, in Iran, sta resistendo in prima linea”, concludono gli organizzatori. E la richiesta che da Genova si leva è una sola: “libertà”.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium