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Attualità | 13 gennaio 2026, 14:51

Progettualità e programmazione, Genova cambia marcia sul verde urbano: ad Aster un altro milione di euro

Lo stanziamento in conto capitale arriva a sei milioni di euro. Avviato il monitoraggio di tremila alberi. Salis:”Guardiamo ai prossimi vent’anni, non al mandato”

Progettualità e programmazione, Genova cambia marcia sul verde urbano: ad Aster un altro milione di euro

Genova cambia approccio alla gestione del verde urbano e lo fa con una dichiarazione d’intenti che ribalta la logica dell’intervento d’urgenza. La sindaca Silvia Salis parla apertamente di una strategia "che non segue il ciclo politico, ma quello della città”. Nel presentare il potenziamento del budget dedicato, Salis ha annunciato che “dal 2026 ci saranno due milioni in più rispetto agli stanziamenti del 2025”. Non un’assicurazione a termine, ma un impegno strutturale.

Annunciamo un raddoppio del 50% delle risorse che erano state stanziate al primo gennaio 2025. Erano stati stanziati 4 milioni, poi nel corso dell’anno, la precedente amministrazioni ne ha aggiunto uno. Questo stanziamento la manteniamo strutturale e aggiungiamo un ulteriore milione”.

Nelle parole della sindaca c’è una visione che supera la manutenzione ordinaria: “Questo perché è un tema non solo di totale urgenza, ma è un tema che alla della cura della città. Ringrazio l’assessora Coppola e Aster. In futuro noi vogliamo una città con un piano del verde fatto con capacità, con competenze e con una visione del verde che deve durare per i prossimi dieci e vent’anni”.

Non dunque scadenze del ciclo politico ma di lungo periodo: “Chiunque amministra una città non deve pensare al proprio ciclo politico, perché sennò si fanno scelte che non hanno visione e non hanno respiro, scelte che di solito paga l’amministrazione successiva. Noi vogliamo invece che queste scelte ricadano positivamente sull’amministrazione successiva”.

Poi una nota: “ Vogliamo restituire ombra, frescura e spazi di incontro ai cittadini, in particolare a chi soffre sempre più le estati calde”. Un concetto che intreccia urbanistica, salute pubblica e clima”.

Accanto alla Sindaca, l’assessora al Verde urbano Francesca Coppola ha chiarito l’impostazione operativa del piano illustrando il cambio culturale e l’approccio nuovo al verde: “A Genova è mancata progettualità. Ora dobbiamo programmare: capire cosa mantenere, cosa rigenerare e dove intervenire prima che le criticità diventino emergenze".

Coppola rivendica un approccio scientifico e collaborativo: “Il verde va progettato. Le specie non sono tutte uguali e il cambiamento climatico ce lo sta dimostrando”. 

Sono una paesaggista, oltre che assessora - specifica Coppola - levare il verde no. Quello che dobbiamo fare è sicuramente capire cosa va messo in sicurezza, cosa va sostituito perché alcune piante vanno sostituite, e cosa invece si può mantenere o deve nascere come nuovo”.

A proposito della progettualità, Coppola approfondisce: “Ora dobbiamo portare avanti con forza progettualità e programmazione che sono le parole d’ordine uscite fuori da questi tavoli, ma capire anche quali sono quelle specie su cui bisogna porre più attenzione. Ci sono alberature indicate come di pregio, dove l’amministrazione e la cittadinanza sentono un valore paesaggistico, storico e affettivo differente. Sugli alberi di pregio, insieme alla consulta del verde, si farà un lavoro per dare al verde la sua dignità”.

Non vogliamo diminuire il verde, anzi va aumentato, ma va aumentato con cognizione di causa perché il vede va progettato, non è semplicemente una coperta ma sono elementi vivi che possono migliorare in modo significativo la qualità della vita dei cittadini”.

In termini di progettazione, inoltre, Coppola evidenzia anche la necessità di uno studio puntuale sul leccio, che vedrà l’impegno dell’Università di Genova e di altre amministrazioni comunali che vivono lo stesso problema:"Il leccio, che in città ha sempre resistito, ora in alcune zone comincia a seccare. Vogliamo capire perché, insieme all’Università di Genova e ad altre città”. 

A proposito di essenze, le palme sono certamente le più attenzionate, dopo il terribile crollo di piazza Paolo da Novi costato la vita a Francesca Testino e il recente, fortunatamente senza conseguenze, di Nervi.

Abbiamo un patrimonio arboreo splendido, ci sono degli impianti davvero di vecchissima data. Le palme compaiono in Liguria nell’Ottocento, quindi fanno parte di un paesaggio storico però dobbiamo capire anche quando arriva il fine vita di queste specie e capire come sostituirle. Un conto è lavorare su delle specie che hanno un impatto storico paesaggistico, altre invece dove la pianta deve avere solo quasi una funzione ecologica che chiaramente non è solo quella. Dobbiamo progettare e capire come migliorare la qualità della vita quindi è vero che abbiamo un saldo positivo ma anche sul positivo dobbiamo progettarlo; questo sarà sicuramente interessante, anche questo lo porteremo all'attenzione della consulta del verde ma anche della cittadinanza stessa, dove abbiamo il saldo positivo sarebbe interessante anche coprogettare le nuove aree dove inserire questo bilancio positivo delle alberature è un qualcosa che possiamo costruire insieme e che personalmente trovo anche molto motivante anche per i cittadini”.

Il fronte tecnico è stato illustrato dalla direttrice generale di Aster, Francesca Aleo, che definisce l’operazione un “cambio di passo”. Dopo avere censito quasi 40.000 alberi, Aster ha individuato circa 3.000 esemplari “nelle aree più vulnerabili dal punto di vista della sicurezza e della frequentazione”. Una cifra che, ha precisato Aleo, “non indica piante condannate, ma da valutare una per una”.
Nel dettaglio, spiega: “Potrebbero aumentare o diminuire a seconda delle verifiche. Il nostro compito è misurare, controllare, classificare il rischio e proporre. Ma il Comune stabilisce le priorità”.

Tra i casi sotto osservazione spiccano la zona di Tahon di Ravel, l’area verde davanti alla stazione di Brignole già oggetto di numerosi tagli, e le palme del Porto Antico, interessate da potature e interventi di messa in sicurezza. "Sono specie esposte ai venti e ai patogeni, inserite in un impianto delicato. Stiamo intervenendo, ma dovremo ragionare anche su eventuali sostituzioni”, afferma Aleo.

La nuova parola d’ordine, condivisa da Palazzo Tursi e Aster, è una sola: lungimiranza.


 

Isabella Rizzitano

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