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Attualità | 15 gennaio 2026, 11:21

Rifiuti, AMIU chiede tempo. Pericu: “Quattro scenari sul tavolo, non solo il termovalorizzatore”

L’assessora conferma l’intenzione del Comune di Genova di individuare una soluzione strutturale: “Non possiamo più rimandare: Scarpino chiuderà nel 2030. Serve autonomia regionale sul trattamento dei rifiuti”. Spera: “Proroga per definire la strategia migliore per la città”

Rifiuti, AMIU chiede tempo. Pericu: “Quattro scenari sul tavolo, non solo il termovalorizzatore”

Sta proseguendo a pieno regime la valutazione delle strategie per chiudere la partita del ciclo dei rifiuti a Genova.

Dopo l’interrogazione nello scorso consiglio comunale, l’assessora all’Ambiente e al Ciclo dei Rifiuti Silvia Pericu torna sull’argomento e lo fa a margine del convegno organizzato da AMIU e Fondazione Carige sul tema del riciclo.

Pericu ha ripercorso le tappe delle ultime settimane chiarendo che il percorso è avviato ma chiede tempo soprattutto per consentire alla partecipata del comune di presentarsi alla gara per la costruzione di un nuovo impanto.

Il 23 dicembre, sotto l’albero, abbiamo trovato la gara di Arlir”, afferma Pericu, ricordando come il tema fosse noto da mesi ma senza dettagli chiari. “L’idea di AMIU è partecipare a questa gara, ma deve avere il tempo di poter trovare un partner. E la selezione di un partner per un’azienda pubblica non è una questione semplice: non lo può fare in maniera diretta, ma deve comunque fare una gara. Questo è il motivo per cui abbiamo chiesto 180 giorni di proroga”.

La tempistica è legata al nuovo CdA di AMIU, insediatosi solo il 22 dicembre, e alle valutazioni in corso con i consulenti. Una proroga necessaria, spiega l’assessora, perché Genova pesa per circa il 40% dei rifiuti prodotti in tutta la Liguria.

Il nodo, però, resta quello della chiusura del ciclo. “Scarpino chiuderà nel 2030 - sottolinea Pericu - e questo ci imporrà di lavorare sull’autonomia della Regione sul trattamento dei rifiuti. Dobbiamo capire la taglia, le tipologie di impianto e ciò che ci permetterà allo stesso tempo di garantire alla città un ottimo servizio e una visione chiara di quella che sarà la tariffa”.

Se una parte della maggioranza resta fredda rispetto all’ipotesi di termovalorizzatore, l’assessora conferma che non esiste un modello già scelto.

Gli studi che abbiamo commissionato prevedono quattro scenari. Non c’è solo il termovalorizzatore: ci sono anche impianti intermedi, il mix impianti intermedi più termovalorizzatore, e persino l’ipotesi di non agire se non consolidando la raccolta con AMIU”, spiega Pericu.
Valuteremo. Siamo per le soluzioni. Porteremo alla maggioranza, alla minoranza e alla città quali sono le strategie possibili alla ricerca di una soluzione”.

La scelta, assicura, sarà condivisa politicamente e comunicata in modo trasparente: “Io sono qua personalmente perché questo problema non è stato risolto 30 anni fa, quando poteva essere risolto, ed è stato sempre portato a valle. È nella mia linea cercare una soluzione e quando avremo le risposte, le porteremo avanti”.

Il tema non riguarda solo Genova. La chiusura del ciclo dei rifiuti è materia sovracomunale e si intreccia con le competenze regionali.

Regione e Comune dovranno lavorare insieme”, ribadisce Pericu. “La Regione ha un piano di gestione dei rifiuti; l’area in cui questa gestione deve essere fatta è sovracomunale. Sarà un problema di coordinamento regionale; il Comune darà la sua risposta”.

Sul tema, sempre a margine del convegno, è intervenuto anche Roberto Spera, direttore generale di AMIU. Ribadendo la bontà della proroga per consentire all’azienda di partecipare, Spera ha ricordato che il CdA di AMIU si è insediato a pochi giorni dalla fine dell’anno: “Spero e sono convinto - ha aggiunto - che ci sarà tempo per poter fare delle corrette e giuste valutazioni anche sotto l’aspetto tecnico e capire qual è la cosa migliore per la città di Genova”.

Gli scenari, come ha ricordato anche Pericu, sono molteplici. Per Spera l’iter ‘step by step’ resta il migliore. “Lo sforzo che dobbiamo fare è quello di compiere quanta più raccolta differenziata possibile. Un fine ciclo dipende anche da quanto è residuo. Capiamo qual è il limite massimo che riusciamo a raggiungere”.

Sull’ipotesi termovalorizzatore aggiunge: “È una soluzione adottata ormai da più di 30 anni in giro per l'Europa; l'Italia ci sta arrivando in diverse città ma mio avviso ci arriva un po' tardi. È giusto e corretto fare quello che il Comune insieme ad AMIU ha deciso di fare: uno studio approfondito per capire anche lì quale può essere una tecnologia che traguarda da qui a 20 anni”.

Isabella Rizzitano


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