Si porta a casa il punto e non solo dalla trasferta di Parma il tecnico del Genoa, Daniele De Rossi, con uno 0-0 che muove poco la classifica ma consegna alla compagine rossoblù segnali positivi di crescita, con una prestazione ancora in linea con le precedenti allungando a tre gare la striscia senza sconfitte nonostante sia stato il Grifone a sfiorare più volte dei gialloblù il vantaggio.
E' però onesta l'analisi del tecnico al termine della sfida: «Vero che il primo tempo abbiamo fatto molto bene, meritavamo di andare in vantaggio e il loro portiere è stato molto bravo, la partita però va analizzata nella sua interezza – ha detto – Nel secondo tempo siamo stati meno arrembanti e tranquilli col possesso palla senza riuscire a tenerli più bassi. Poi alla fine potevamo anche vincerla. Questo è il calcio, ma loro sono una squadra forte e con molte individualità. Sono comunque contento dell'attenzione della gara, perché siamo riusciti a mettere in campo le cose che avevamo preparato in settimana e dietro siamo stati attenti».
E' infatti dalla fase difensiva che De Rossi si porta a casa una delle maggiori soddisfazioni: «Sono contento dell'attenzione che ci abbiamo messo perché loro sanno metterti in difficoltà anche in situazioni sporche, ma dietro i ragazzi mi sono piaciuti molto. Quando in settimana parlavamo del difendersi da “zozzoni” volevo dire proprio che nelle partite devi capire anche quando è il momento di difendere solamente. Qualche tempo fa ero preoccupato perché eravamo un po' ballerini in certe situazioni. Anche oggi invece siamo stati forti nei duelli, li abbiamo tenuti lontani dalla porta aggredendoli in avanti: abbiamo fatto una partita seria e ne sono contento».
Una serietà emersa anche dalla prova dei singoli nel pacchetto arretrato, da Sabelli a Marcandalli: «Sulla fascia avevamo anche altre alternative, ma abbiamo scelto senza il minimo dubbio Stefano perché ha nelle corde questo tipo di partite. Ed è tutto merito suo, nonostante non l'avessi mai fatto giocare dall'inizio. Anche su Marcandalli non ho dubbi, deve solo rimanere sempre acceso perché a volte tende ad ammorbidirsi. Ed è un peccato perché con quel fisico potrebbe vivere di prepotenza. Deve stare sempre sul pezzo perché ha tutto».
Complimenti estesi anche all'attacco, anche se il tecnico non manca di sottolineare pure i meriti del portiere Corvi: «Colombo ha fatto la partita che doveva fare, come sempre. Poi non possiamo pensare che segno sempre al primo tiro come col Cagliari. Vitinha è fantastico per l'atmosfera che porta nello spogliatoio, si allena bene e gioca sempre con intensità. Però voglio portarlo più dentro l'area e ad attaccare gli spazi». E c'è stato anche spazio per vedere esordire il giovane albisolese Nuredini: «Mi hanno sempre detto avere talento nel Settore Giovanile, io l'ho trovato infortunato ma lo sto portando con noi in pianta stabile perché volevo vederlo, oltre che per l'infortunio di Ekuban. Ci sono comunque tanti giovani che valgono e ti permettono di mantere alto il livello anche negli allenamenti».
Qualità che però ora dovrà arrivare anche dal mercato, seppur il tecnico tenda a deviare il discorso concentrandosi sul materiale umano e tecnico a sua disposizione: «Cosa serve al Genoa? Intanto che i suoi giocatori siano sempre quelli di oggi. Per questo non posso parlare di mercato mentre i ragazzi sono qui sotto a leccarsi le ferite, ho troppo rispetto per questo gruppo e le sue qualità. Non dovessero bastare per salvarsi allora sarà colpa mia».














