La casa torna al centro del dibattito istituzionale in Liguria. Il 19 gennaio, su convocazione dell’assessore regionale Marco Scaiola, si è riunito il tavolo di concertazione previsto dalla legge sul Piano Casa, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati. Un passaggio giudicato positivo dai sindacati degli inquilini, che però chiedono ora scelte concrete e risorse adeguate.
A intervenire sono Bruno Manganaro, segretario generale Sunia Genova, Stefano Salvetti, segretario generale Sicet Liguria, ed Emanuele Guastavino, presidente Uniat Liguria, che sottolineano come il tema dell’abitare non sia da anni una vera priorità per i governi nazionali, con conseguenze dirette sulla carenza di fondi e di risposte efficaci a un diritto sociale fondamentale.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati i contenuti del Piano e alcune statistiche sulla situazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e del mercato della locazione. Numeri che, secondo i sindacati, confermano criticità note da tempo. In primo piano, la mancanza cronica di finanziamenti per il recupero degli alloggi popolari oggi sfitti: una condizione che limita fortemente il numero di assegnazioni annuali.
L’obiettivo indicato è chiaro: arrivare ad almeno 400 alloggi ERP disponibili ogni anno per i bandi, contro gli attuali 100-150, così da ridurre in modo significativo le lunghissime liste d’attesa. Una distanza che, senza nuovi investimenti, rischia di continuare ad allargarsi.
I bandi nazionali ed europei sull’efficientamento energetico rappresentano, secondo Sunia, Sicet e Uniat, una possibile leva per intervenire almeno sugli esterni degli edifici. Ma il nodo resta la ristrutturazione interna degli alloggi, per la quale mancano risorse dedicate. Da qui la richiesta di ridurre il budget richiesto agli assegnatari per l’autorecupero, salvaguardando però gli interventi obbligatori sugli impianti.
Altro capitolo ritenuto prioritario è quello del sostegno all’affitto, soprattutto alla luce delle difficoltà economiche di molte famiglie, in particolare quelle composte da una o due persone. Una misura considerata essenziale ma che, denunciano i sindacati, continua a non ricevere finanziamenti dal governo, nonostante le ripetute sollecitazioni.
Preoccupano anche le spese condominiali, che in molti casi superano il canone di locazione. Da qui l’appello ai Comuni per facilitare l’accesso a tariffe calmierate sui servizi essenziali, luce, acqua e gas, anche alla luce degli utili accumulati negli ultimi anni dalle aziende di servizi.
Il giudizio complessivo sull’incontro è di cauto ottimismo. Il tavolo di concertazione viene considerato un primo passo importante, ma il lavoro da fare è ancora molto. L’auspicio dei sindacati è che la convocazione venga rinnovata al più presto e che dalle parole si passi rapidamente a interventi strutturali, capaci di affrontare davvero l’emergenza casa e, in particolare, la condizione delle case popolari, rimaste troppo a lungo ai margini dell’agenda politica.














