L’arte diventa custode della memoria, e ogni gesto creativo si trasforma in un ponte tra passato e presente: questo accade a Genova, grazie a Segrete - Tracce di Memoria, la rassegna internazionale di arte contemporanea che celebra la sua diciottesima edizione. Installazioni, performance, concerti e incontri, con protagonisti gli artisti provenienti da tutto il mondo, per dare vita a un percorso in cui la Memoria della Shoah non è solo ricordata, ma reinventata come strumento vivo di consapevolezza e dialogo interculturale. Dal capoluogo ligure a Milano, Venezia e Budapest, la rassegna conferma la sua capacità di trasformare le tracce del passato in energia creativa per il presente.
A guidarci nel cuore di questo percorso emozionale è Virginia Monteverde, curatrice e ideatrice della rassegna, che sottolinea il valore di un traguardo così importante. “Siamo giunti alla diciottesima edizione di Segrete, che quest'anno diventa simbolicamente maggiorenne: un percorso sempre molto intenso, arricchito da artisti provenienti da diverse città italiane ed estere che ogni anno lasciano il proprio contributo sul tema della Memoria. In un periodo storico segnato da profonde trasformazioni, conflitti e nuove forme di intolleranza, i linguaggi dell’arte contemporanea permettono di andare oltre la semplice commemorazione, stimolando una riflessione critica e consapevole. L’arte ha la forza di superare ogni ostacolo con il proprio linguaggio e di arrivare direttamente al cuore dei visitatori, permettendoci di riflettere su un argomento così difficile e delicato, aiutandoci a comprendere il presente e a costruire una responsabilità collettiva fondata sul rispetto, sul dialogo e sulla pace”.

Cuore della rassegna è il Complesso di Santa Maria di Castello, nel centro storico cittadino, uno spazio che richiede un approccio quasi spirituale all'opera d'arte. “Questa è la seconda edizione che ospitiamo in questo spazio storico e magico della città; è un luogo di contemplazione dove le opere vanno meditate ed è per noi il posto giusto. Ogni artista ha lavorato in uno spazio diverso, realizzando interventi site-specific nati da un sopralluogo preventivo per presentare lavori che dialogassero profondamente con l'ambiente ospitante. È affascinante notare come ormai siano gli artisti stessi a proporsi ogni anno e come spesso scelgano di cambiare il proprio progetto originale dopo aver visto lo spazio: questo accade perché un luogo come questo non è una semplice sala, ma parte integrante del percorso”. Qui è esposta anche l’opera di Vanni Cuoghi, unico artista di origine genovese.
Segrete non si limita a guardare al passato, ma investe sul futuro attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni e l'espansione in altre città europee. “Segrete è da sempre un percorso emozionale molto forte, consigliato a persone di tutte le età. Dedichiamo una grande attenzione ai giovani e alle nuove promesse dell’arte contemporanea, che non ci deludono mai; ne è un esempio l’installazione di Emmanuel Alonzo alla Biblioteca Universitaria di Genova. Quest'anno la rassegna si espande ulteriormente: a Genova coinvolgiamo la Casa del Mutilato e, per la prima volta, lo spazio del MAIIIM Lab in Darsena con l'artista Sabina Sakoh. Inoltre, il nostro è ormai un ampio dialogo europeo che si estende fino al 28 febbraio 2026, toccando Venezia, presso la sede di EMERGENCY, Milano, con mostre al Memoriale della Shoah e alla Casa della Memoria, e arrivando fino a Budapest, dove presso l'Istituto Italiano di Cultura presenteremo una video-intervista a Edith Bruck”.

Il calendario genovese prosegue con appuntamenti eterogenei: la visita ai "Sotterranei delle torture" alla Casa dello Studente, la presentazione del romanzo di Donatella Alfonso, fino al cinema di István Szabó al MAIIIM. La chiusura ideale avverrà con l'evento "Poesia e Memoria" e la performance teatrale "I natali di Auschwitz" a Santa Maria di Castello, il prossimo 27 febbraio.





















