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Politica | 27 gennaio 2026, 19:47

Scontro in Consiglio Comunale, il consigliere Kabour diventa ‘Hannoun’. Maggioranza e giunta lasciano l’aula

Mascia lo chiama con il cognome di un attivista indagato per presunti fondi ad Hamas: “lapsus”. Salis: “Superato ogni limite della conflittualità politica”. Le Opposizioni: “Fatto gravissimo, loro inadeguati”

Scontro in Consiglio Comunale, il consigliere Kabour diventa ‘Hannoun’. Maggioranza e giunta lasciano l’aula

Scontro durissimo e seduta chiusa per mancanza del numero legale.

Si è conclusa così la discussione dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale in merito agli aiuti umanitari per Gaza raccolti a Genova dopo la grande mobilitazione di fine agosto e al momento in stallo.

Durante un acceso dibattito, a scatenare la reazione della sindaca Silvia Salis e di tutta la Giunta che ha deciso di lasciare l’aula è stato un episodio che ha coinvolto il consigliere delegato alle relazioni istituzionali Si Mohamed Kaabour.

A inizio del suo intervento, il consigliere di Forza Italia Mario Mascia si è rivolto a Kaabour chiamandolo con il cognome di Hannoun, l’attivista palestinese indagato dalla procura di Genova per presunti finanziamenti ad Hamas. Mascia ha parlato immediatamente di un “lapsus”, ma l’aula si è accesa e dalle file della maggioranza il riferimento è stato giudicato inaccettabile.

La reazione della sindaca Silvia Salis è stata immediata. La prima cittadina ha deciso di alzarsi e abbandonare la Sala Rossa, invitando la maggioranza e la Giunta a fare lo stesso. In una nota diffusa poco dopo, Salis ha dichiarato: “Quanto successo oggi pomeriggio in Consiglio comunale a Genova è di una gravità assoluta. Nell’aula del sesto Comune d’Italia è inaccettabile che un consigliere di maggioranza venga appellato, per più di una volta, con il nome di un indagato per terrorismo. È stato superato ogni limite della conflittualità politica anche più dura. Per questo motivo anche come giunta abbiamo deciso di abbandonare i lavori in totale solidarietà e vicinanza al consigliere Si Mohamed Kaabour, delegato alle relazioni istituzionali”.

Il Partito Democratico di Genova ha parlato di “episodio grave, che non può essere archiviato come una semplice svista”, sottolineando che “non è la prima volta che il consigliere Kaabour è bersaglio di attacchi mascherati da battute”.

Kaabour ha preso posizione in prima persona: “Non chiedo indulgenza né solidarietà personale. Chiedo rispetto per il ruolo che ricopro e per l’istituzione che rappresento. Quando si confonde deliberatamente l’identità di una persona, soprattutto in contesti segnati da stereotipi e tensioni politiche, non si commette una semplice gaffe: si manda un messaggio. Ed è un messaggio che non posso accettare, né per me né per chi si riconosce in un’idea di politica fondata sul rispetto e sull’uguaglianza”.

Dopo l’uscita dall’aula di maggioranza e giunta, la seduta è proseguita con la sola minoranza presente che ha immediatamente condannato la scelta della sindaca definendo la decisione ‘un pretesto’. Una fuga per l’opposizione che definito Salis inadatta a rivestire il ruolo di prima cittadina invitando alle dimissioni.

In un comunicato diffuso dai gruppi di centro destra sottoscritto da FDI, Vince Genova, Orgoglio Genova-Noi Moderati, Lega, FI e gruppo misto si legge: “La scena peggiore a cui si poteva assistere nel giorno della giornata della memoria: Silvia Salis che invita tutta la sua maggioranza a uscire dall'aula per scappare dalle responsabilità e per la difficoltà di dover motivare la posizione di una consigliera della sua lista, Sara Tassara, che nel dibattito in aula ha gridato ‘assassini assassini' rivolta allo stato sovrano di Israele. Il pretesto è stato l'errore del collega Mascia che si é erroneamente rivolto al collega Kaabour chiamandolo Hannoun. Errore di cui si é subito scusato senza indugi ma evidentemente al Sindaco serviva un pretesto per uscire dall’empasse. Eppure non abbiamo visto il Sindaco usare la stessa enfasi quando alcuni di noi sono stati minacciati di morte. L’ulteriore conferma che rivolgersi con minacce e ingiurie verso il centrodestra sia ritenuto dal Sindaco accettabile. Il risultato di questo teatrino è stato il non voto dell’odg presentato dalla maggioranza sugli aiuti umanitari a Gaza su cui il centrodestra sì era già espresso senza mostrare contrarietà. E la fine di un consiglio comunale proprio quando si sarebbero dovuti affrontare temi inerenti la città. Lo show di Salis conferma anche come il primo cittadino non sappia andare oltre la recita di un copione pre impostato. Prendiamo atto però di un altro dato: finalmente, dopo tante sollecitazioni, oggi Salis ha preso le distanze da Hannoun”.


 

Isabella Rizzitano


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