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Tecnologia e Innovazione | 04 febbraio 2026, 13:01

"Genova, porto dei dati" d'Italia: completata la nuova dorsale digitale sottomarina

L’infrastruttura collega Sicilia e Liguria passando per Roma-Fiumicino e Olbia e rafforza la rete nazionale di trasmissione dei dati. Presidente Bucci: "La nostra regione ha un ruolo da protagonista, per posizione geografica ma anche e soprattutto per la sua rete straordinaria di attività"

È stato completato oggi il sistema di cavi sottomarini Unitirreno, infrastruttura digitale che collega la Sicilia alla Liguria passando per Roma-Fiumicino e Olbia. L’opera rafforza la rete nazionale di trasmissione dati e inserisce il capoluogo ligure tra i principali punti di approdo delle dorsali digitali nel Mediterraneo.

L’approdo avviene tramite un bore pipe lungo circa un chilometro, interrato sotto il fondale marino, che consente l’atterraggio dei cavi in condizioni di sicurezza. Il collegamento prosegue verso il Lagaccio Digital Hub attraverso un tunnel urbano già esistente, senza nuove escavazioni. La landing station è integrata con un data center neutrale, destinato all’interconnessione con reti nazionali e internazionali.

Unitirreno è un sistema sottomarino esteso per oltre 1.000 chilometri ed è il primo open cable system con 24 coppie di fibre ottiche operative. Ogni coppia può trasportare fino a 26 Tbps, per una capacità complessiva di 624 Tbps. L’infrastruttura è pensata per garantire ridondanza, bassa latenza e maggiore resilienza rispetto alle rotte terrestri tradizionali.

Il progetto è stato realizzato da Unitirreno, joint venture tra Unidata e il Fondo Infrastrutture per la Crescita ESG gestito da Azimut Libera Impresa SGR. La dorsale collega quattro punti strategici – Genova, Roma-Fiumicino, Olbia e Mazara del Vallo – e introduce una rotta alternativa per il traffico dati tra Nord e Sud Italia, in un’area, quella mediterranea, che concentra una parte rilevante dei collegamenti digitali tra Europa, Africa e Medio Oriente.

Il completamento del sistema è stato presentato a Palazzo Tursi durante l’evento “Genova, Porto dei Dati”, dedicato al ruolo delle infrastrutture digitali nello sviluppo economico e tecnologico del Paese, a cui hanno preso parte anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana

Il completamento e lo sviluppo dei sistemi di cavi sottomarini che interessano Genova rappresentano una grande opportunità. La Liguria, e il capoluogo in particolare, possono davvero diventare il porto dati dell’Italia e un punto di riferimento nel Mediterraneo e in Europa per l’atterraggio di nuove infrastrutture digitali", ha dichiarato il presidente Bucci. "Come amministrazione pubblica abbiamo sempre sostenuto e facilitato questo percorso in cui la Liguria ha un ruolo da protagonista, per posizione geografica ma anche e soprattutto per la sua rete straordinaria di attività, dai data center alle grandi aziende, dall’università ai centri di ricerca come IIT, fino alle aziende partecipate come Liguria Digitale. Oggi ancora di più continueremo a lavorare al fianco di chi sta costruendo questo ponte verso il futuro, consapevoli del fatto che la competitività passa dalla connettività, dai dati, dalle reti e dalla capacità di creare sviluppo economico e ricaduta occupazionale per il territorio”, ha concluso Bucci. 

"La posizione geografica, l'ecosistema legato al mondo dell'economia dei dati e l'innovazione tecnologica rappresentano una grandi potenzialità per Genova, non solo come landing station dei cavi sottomarini, ma perché la città diventi uno snodo dell'economia dei dati". Lo ha dichiarato il vicesindaco, Alessandro Terrile, a margine del convegno organizzato dal consorzio Ge-dix in Salone di Rappresentanza a Palazzo Tursi, questa mattina, per la presentazione della nuova infrastruttura in fibra ottica sottomarina di Unitirreno Gruppo Unidata. "Non partiamo da zero – ha detto il vicesindaco - esistono già alcuni data center e come amministrazione siamo impegnati nel ruolo di facilitatori, anche a livello di interpretazione normativa, nell'attrazione di investitori privati e per l'insediamento di nuove aziende: alcune imprese, in questo momento, stanno valutando le zone di Genova in cui inserire queste attività. Le ricadute occupazionali sono senza dubbio interessanti, ma a queste si aggiunge una ricaduta di reputazione positiva della città, come un vero e proprio snodo della dell'economia dei dati, sul modello Marsiglia. Partiamo un po' in ritardo, ma pensiamo che ci siano tutte le condizioni per arrivare all’obiettivo. Abbiamo due progetti, da parte di privati, uno all’esame degli uffici e in fase avanzata su via Isonzo, nell’ex centro elaborazione dati di Carige, e un altro a Fegino. Come amministrazione abbiamo elaborato una mappa digitale delle aree che possano essere disponibili per l’insediamenti di data center, e di imprese di settore, che viene messa a disposizione dei potenziali investitori".



 

C.O.

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