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Attualità | 18 febbraio 2026, 08:00

La parola a Disco Club, le uscite della settimana - Howling Bells, dodici anni dopo torna il sogno australiano

La voce magnetica di Juanita Stein riappare tra indie rock e dream pop. Tocca poi a Momoko Gill, con l’album ‘Momoko’, e tornano anche i Kula Shake. Una doppia ristampa celebra i quarant’anni degli Statuto

La parola a Disco Club, le uscite della settimana - Howling Bells, dodici anni dopo torna il sogno australiano

Prosegue questo mercoledì, e andrà avanti per tutti i mercoledì successivi, il rapporto di collaborazione tra ‘La Voce di Genova’ e Disco Club, il celeberrimo negozio di musica di via San Vincenzo, tra i più antichi in tutta Italia e tra gli ultimi rimasti in attività a livello di impresa indipendente. Ogni settimana, nel ciclo ‘La parola a Disco Club’, Gian, Dario e i numerosi altri esperti di questo impagabile ‘covo’ di appassionati ci accompagneranno tra le ultime uscite, qualche curiosità, le ristampe e le chicche da non perdere. Buona lettura e buon ascolto! 

Prima della ‘Settimana santa’ che, nel bene o nel male, catalizzerà l’attenzione del mondo musicale, non possono mancare gli appuntamenti con le novità che quest’oggi si aprono con un ritorno.

Dopo ben dodici anni di silenzio, segnati da vari progetti solisti, tornano gli australiani Howling Bells, guidati dalla voce magnetica di Juanita Stein. Noti in passato per aver condiviso il palco con i Coldplay durante fortunati tour europei, la band riappare con un lavoro, Strange Life, che spazia tra l’indie rock e il dream pop. Un album che, nonostante le derive di genere, colpisce per la bellezza interpretativa della Stein.

Sul fronte delle novità assolute spicca il primo album solista di Momoko Gill, intitolato semplicemente Momoko. Polistrumentista e batterista d'eccezione, la Gill è una figura centrale nella scena neo-soul e dei nuovi jazzisti di Londra, avendo collaborato con artisti del calibro di Alabaster DePlume. Il disco è un'opera particolare: lontano dal jazz tradizionale, strizza l'occhio al soul e, sorprendentemente, a certe sonorità progressive contemporanee.

Grande attesa per il ritorno dei Kula Shaker con l'album 1st Congregational Church of Eternal Love and Free Hugs (citato come One Slayer). La band, esplosa negli anni '90, ripropone quel mix inconfondibile di psichedelia retrò anni '60, elettronica e influenze indiane. La copertina stessa, che richiama le locandine dei film di Bollywood, anticipa un contenuto fedele ai loro classici. Nel singolo è presente anche un richiamo ai Deep Purple con il brano Black Night, confermando la linea stilistica che li ha resi famosi.

Infine, spazio alla storia della musica mod italiana con il quarantennale di attività degli Statuto. Per celebrare l'importante traguardo, tornano finalmente disponibili in formato CD due album storici e fuori catalogo da anni: Tempi moderni (1988) e Riscatto (1991). Si tratta del primo passo di un progetto di ristampa che dovrebbe coinvolgere l'intero catalogo della band torinese.


 

Isabella Rizzitano

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