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Attualità | 20 febbraio 2026, 15:46

Mercato del Carmine, il futuro è un rebus. Beghin: “Discontinuità necessaria, finito il tempo delle attese”

Commissione fiume a Palazzo Tursi: l’attività è ferma da luglio, ma la concessione scade nel 2027. L’Assessora frena sui rinnovi mentre i residenti lanciano l’allarme: “Senza un presidio la piazza è in mano allo spaccio”

Mercato del Carmine, il futuro è un rebus. Beghin: “Discontinuità necessaria, finito il tempo delle attese”

Il futuro del Mercato del Carmine resta un rebus e la struttura nata oltre cento anni fa continua a faticare a trovare la sua anima.

Ma se il passato recente è stato caratterizzato da fasi e fortune alterne, i progetti per quel che accadrà sembrano segnare un cambio di passo per trainare anche la riqualificazione del quartiere.

La struttura di piazza del Carmine oggi è stata al centro di una commissione consiliare fiume che ha affrontato la partita complessa divisa tra burocrazia socialità.

L'Assessora al Commercio, Tiziana Beghin, ha chiarito lo stato dell'arte, sottolineando che la chiusura riguarda l'attività commerciale ma non la concessione, che scadrà naturalmente nel 2027. 

Tuttavia, la linea dell'amministrazione è netta: “Oggi siamo fondamentalmente davanti a due strade: da un lato il concessionario attuale deve presentare garanzie concrete di sostenibilità economica, alla luce dei fallimenti passati; dall'altro l'ipotesi di un radicale cambio. In entrambi i casi il punto fermo è la necessità di procedere con un nuovo bando ed è emerso chiaramente quanto sia indispensabile una discontinuità con il passato”.

L'Assessora ha poi aggiunto che “la restituzione del Carmine alla collettività deve iniziare, accelerando al massimo i processi”, ponendo l'accento sulla necessità di un efficientamento energetico del manufatto, i cui costi di gestione hanno “affossato le gestioni” precedenti.

Il nodo principale resta la sostenibilità economica, affossata da costi energetici insostenibili. "Il tema dell'efficientamento energetico rende qualunque attività complessa da un punto di vista della sostenibilità. Mi sono fatta carico di capire quale potrebbe essere una procedura del Comune per la ristrutturazione energetica”, ha aggiunto Beghin, sottolineando che «il tempo delle attese è finito» e che per il prossimo bando sono già arrivate richieste di informazioni sia per supermercati sia per realtà del terzo settore.

Dalle associazioni del territorio e dai consiglieri di minoranza è arrivato un grido d’allarme legato al degrado. A lanciarlo è stato Giovanni Costaguta, dell’Associazione del Carmine: "Il mio buongiorno oggi è stato il messaggio di un abitante che diceva: ‘C'è uno che si fa di crack nella piazza dietro al mercato chiuso’. Questo spazio deve tornare a essere un'agorà, un bene comune”. Ancora “Gli abitanti vorrebbero dire la propria su un bene che deve tornare a essere un bene comune. Bisogna fare presto perché la situazione della sicurezza è critica”.

Una posizione condivisa dall'Assessore municipale Andrea Visentin: “Da quando il mercato ha chiuso, abbiamo meno luce, meno passaggio e meno controllo sociale”.

“Il mercato è un moltiplicatore di vivibilità. La sua chiusura ha portato meno luce e meno controllo sociale. Dobbiamo essere garanti di una funzione sociale, qualunque sia la futura destinazione d’uso”.

Preoccupazione anche da parte delle associazioni di categoria per il vuoto lasciato dalla chiusura del mercato. Confesercenti, attraverso le parole di Davide Canessa, ha ribadito il valore del mercato come “presidio storico economico e sociale”, rammaricandosi per l'ipotesi di una deriva verso la sola ristorazione, che ne farebbe perdere la vocazione originaria. Sulla stessa linea Oscar Cattaneo di Confcommercio, che pur definendo la struttura un "ex mercato" dal punto di vista amministrativo, ha suggerito utilizzi alternativi come il vintage o il collezionismo per mantenere vivo il commercio di vicinato.

Proprio sul tema della destinazione d’uso, l’assessora Beghin ha ribadito: “La precedente convenzione prevedeva già spazi per la collettività, ma di fatto ci si è limitati alla ristorazione. Il percorso partecipativo in corso, che raccoglie le sollecitazioni dei residenti, potrebbe ridisegnare completamente il futuro del mercato, aprendo a funzioni sociali e aggregative. Sarà questo confronto a guidare le scelte, dentro o fuori dal nuovo bando”

La sfida ora è quella di realizzare un progetto da attuare anche per garantire maggiore sicurezza: "«Come emerso anche dalla minoranza, il problema non è legato solo all'apertura o chiusura dell'attività. Potenzieremo la collaborazione con Polizia locale e forze dell'ordine per garantire decoro e controllo sull'intera area” ha continuato Beghin.

“Abbiamo tutelato il concessionario, che aveva ricevuto impegni dalle passate amministrazioni - ha concluso - ma ora il tempo delle attese è finito. La restituzione del Carmine alla collettività deve iniziare, accelerando al massimo i processi”.

I.R.


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