Ogni martedì uno spazio per raccontare l’impegno, le storie e i volti di chi, ogni giorno, si mette al servizio degli altri: con la nuova rubrica 'Buone Azioni', vogliamo dare voce alle associazioni, alle cooperative sociali, ai gruppi di volontari e a tutti coloro che costruiscono solidarietà sul territorio, spesso lontano dai riflettori ma con un impatto concreto nella vita delle persone. La rubrica sarà un viaggio settimanale nel cuore del Terzo Settore, per conoscere chi fa la differenza e capire come ciascuno può contribuire, anche con un piccolo gesto.
La storia dell’Associazione Donatori di Voce, per tutti ADOV, è nata nell’ombra di una biblioteca, eppure oggi riesce a dar luce a migliaia di persone in tutta Italia. Era il 2010 quando il presidente Rocco Rocca e un piccolo gruppo di amici pavesi si sono posti l’obiettivo di supportare i non vedenti presso la biblioteca Bonetta di Pavia, in un mondo dove la lettura assistita era ancora confinata al supporto fisico di cassette e CD. Il destino, però, aveva in serbo un cambio di rotta inaspettato, avvenuto tra i corridoi della biblioteca Berio a Genova: mentre il gruppo si riuniva, nella sala accanto si svolgeva un convegno sulla dislessia. Fu proprio quella scintilla di curiosità a spingere Rocca e i suoi a volgere lo sguardo verso quei giovani per i quali, allora, gli strumenti di supporto erano quasi inesistenti.

Oggi ADOV è diventata un pilastro nazionale per i ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento e ipovisione, trasformandosi da un’iniziativa locale in una missione specifica: garantire il piacere della lettura a chi trova nel testo scritto un ostacolo insormontabile. Dopo una prima fase dedicata all'affiancamento degli insegnanti nelle scuole genovesi per la lettura dei sussidiari, l'associazione ha vissuto una svolta decisiva nel 2016. Con l’introduzione dell’obbligo per gli editori di fornire versioni digitali dei testi scolastici, ADOV ha scelto di specializzarsi nella narrativa per ragazzi, curando oggi una biblioteca digitale che vanta circa 950 titoli, in costante crescita con cinque o sei nuove pubblicazioni ogni mese.
Al centro di questa missione c’è il cosiddetto libro digitale parlante, un piccolo prodigio di artigianato tecnologico che non va confuso con un semplice audiolibro. Si tratta di un file PDF rieditato secondo rigorosi criteri di alta leggibilità: caratteri molto grandi, spaziature generose e un testo giustificato a sinistra accolgono l'occhio del lettore, mentre un’icona cliccabile in ogni pagina attiva la registrazione di una voce umana. Questo sistema permette l’uso simultaneo del canale visivo e uditivo, abbattendo quelle barriere che spesso rendono la lettura un esercizio di frustrazione anziché di piacere. Come spiegano i volontari, l’obiettivo è offrire uno strumento capace di aprire finestre luminose sul mondo, trasformando il libro in un’esperienza immersiva e accessibile.

L’organizzazione alla base delle attività è meticolosa e si regge sul talento di 93 volontari attivi, un numero sorprendentemente alto per una realtà di questo tipo. Il lavoro si snoda attraverso una filiera precisa che parte dagli editor, incaricati di trasformare gli ebook in formati leggibili, passa per i tutor che coordinano i flussi e arriva infine ai lettori. La particolarità dell’impegno risiede nella flessibilità: ogni donatore di voce lavora dalla propria abitazione utilizzando software professionali come Audacity per garantire un’elevata qualità sonora. La scelta di dividere ogni libro tra più voci è strategica: non solo velocizza i tempi di produzione, ma offre ai ragazzi una narrazione corale e dinamica, rendendo l’ascolto più coinvolgente e meno monotono grazie alla varietà dei timbri vocali.
L'idea di fondo è che "chi legge sia destinato a vivere mille vite": per questo motivo la narrativa non viene proposta come un obbligo scolastico, ma come un atto di libertà e una scelta autonoma di crescita intellettuale. Grazie alla storica collaborazione con l’Associazione Italiana Dislessia, i servizi di ADOV raggiungono oggi circa novecento utenti registrati in ogni angolo della penisola, dalle grandi metropoli alle isole più remote. Si tratta di un volontariato d'elezione, fatto da persone che amano i libri e decidono di mettere a disposizione il proprio tempo e il proprio calore. Molti di loro sono pensionati o persone che vivono situazioni di solitudine e che, lavorando da casa, trovano un modo per restare cittadini attivi, trasformando la propria passione in un dono concreto per le nuove generazioni.

Il futuro di ADOV Genova punta ora verso nuovi traguardi, consolidando legami con l’Università di Genova e l’Ufficio Scolastico Regionale per affinare i percorsi di formazione permanente dei volontari e ampliare ulteriormente l'offerta. La biblioteca resta un presidio di gratuità accessibile a chiunque presenti una certificazione di disabilità, garantendo così il pieno rispetto delle norme sul diritto d'autore.

















