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La musica che ci gira intorno | 28 marzo 2026, 08:00

La musica che ci gira intorno - La Nuova Zena, la community che rivoluziona la scena musicale ligure

Diciotto artisti e artiste in un mixtape appena uscito e sold out alla Claque che racconta un percorso lungo oltre un anno. L’idea di Silvia Nocentini che prende forma: "Siamo Genova e la Liguria nel mondo"

Foto di Samantha Michelini

Foto di Samantha Michelini

La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.


A Genova c’è una città dentro la città.

È una città che non si vede, ma che sa farsi sentire in modo forte e chiaro. Una città che si muove nei cortili di Certosa, negli spazi della Darsena, sulle assi di legno della Claque.

Qui si trovano rapper che rimano con djembe senegalesi, di producer donne che si contano sulle dita di una mano, di artisti che non si erano mai incontrati in studio e che aprono a collaborazioni capaci di disegnare orizzonti unici.

Questa è la nuova generazione musicale che si sta muovendo per la città: La Nuova Zena.

Nata da un’idea di Silvia Nocentini, fondatrice di NoOx Worldwide e direttrice creativa, La Nuova Zena è diventata un progetto concreto, capace di formare una base solida per un nuovo ecosistema musicale.
"Quando parlo di ecosistema musicale - racconta Nocentini - parlo sì dei creativi e dei professionisti, ma anche del grande panorama che sta attorno a chi sale sul palco, quindi il pubblico e anche figure che a livello cross settoriale possono incrociare la musica, quindi magari stylist, fotografi e grafici". 

Una visione ampia, che punta a "portare alta la bandiera della Liguria in un'industria musicale non solo italiana ma internazionale, in un panorama un cui, a livello istituzionale, ci sono veramente pochi supporti per un'idea collettiva di comunità".
Il progetto, nato grazie a una borsa di studio di Ale per sempre da Jazz:refund tra il 2024 e il 2025, ha permesso di trasformare un'intuizione in una ricerca strutturata: “Volevo fare una ricerca creando un output, Perché finché scrivevo nero su bianco quello che c'è, rimaneva così. La ricerca deve essere sviluppo assolutamente, e creare un impatto”.

Ma dietro c'è qualcosa di più profondo di una semplice analisi del mercato locale. "Per me era fondamentale creare una coesione che permettesse di rafforzare le capacità di ciascuno e che creasse comunità. Se non ho questa coscienza, alla fine non riesco neanche a vedere tutte le porte che si possono aprire rispetto al ruolo che posso avere a livello artistico, professionale e anche personale”.

Tutto questo si è trasformato in qualcosa di tangibile: il mixtape. Cinque tracce da un minuto che mescolano creatività diverse, conta il processo che ha portato a realizzarlo. "Per me è stato importante il processo per arrivare al mixtape, cioè mettere assieme coppie di artisti, artiste e producer che non si sarebbero mai incontrati in studio nonostante si conoscessero", racconta Nocentini. "È una sfida perché quando ho proposto il progetto, non sono stati pochi i dubbi, la preoccupazione principale era non sapere cosa proporre a chi ha produzioni diametralmente opposte. Ma la sfida è proprio questa: trovarsi insieme e valorizzarsi nelle diversità”.
Tra i producer coinvolti: DAB, Desso, Van Steve, Alasan, Zazza. E una scoperta inattesa: "Una sorpresa è stata trovare una producer donna in Liguria, Mare; oltre a lei conosco solo Majdi. Se siete producer e siete donne, fatevi avanti”. 

Il progetto è intersezionale per scelta, non per caso. "Vuole andare a toccare diversità e pluralità dal linguaggio, la lingua, il metodo, il sound. Il mixtape è solo la punta dell'iceberg: poi ci sono stati diversi eventi, dalle listening session alla Palestra di Certosa, i networking e i block parties a Darsena”.

Il lavoro di un anno ha trovato il suo primo momento di condivisione in una serata alla Claque sold out: 18 artisti sul palco, ciascuno con due brani della propria produzione e il mixtape a fare da testimone. “Siamo arrivati al primo giro di boa e la serata ha spaccato" racconta ancora entusiasta Nocentini. "Quando abbiamo fatto andare il video completo con tutte le tracce, la gente era concentratissima". La regola data agli artisti era semplice e diretta: "Fate quello che volete perché il pubblico vi deve incontrare".
Al di là della musica, l'obiettivo di La Nuova Zena è più ambizioso: costruire consapevolezza professionale nelle nuove generazioni e creare un'economia che non ruoti soltanto attorno alla figura dell’artista. “La Nuova Zena è no-profit ma vuole creare profit. Vedere artisti che non collaboravano prima iniziare a farlo, con ore in studio e recording pagati, per me è l’obiettivo”. 

La posta in gioco è più alta della musica in sé: si tratta di costruire una consapevolezza professionale in un settore che spesso si nutre di precarietà e di vocazioni non riconosciute come lavoro: “L’obiettivo è istituzionalizzare i ruoli e creare conoscenza e consapevolezza. Vorrei che si scoprisse da subito che puoi farlo come lavoro, creando un'economia circolare culturale. Dietro la musica c'è tutto un mondo: fotografi, stylist, persone nel backstage. Dare un nome a quello che si fa dà dignità e autorevolezza".

Il modello è internazionale, eppure profondamente locale. “Ho imparato tutto internazionalmente e volevo dare un passaggio di questa scienza e skill. L'approccio è stato internazionale: siamo Genova e la Liguria nel mondo. Ho visto rapper collaborare con djembe senegalesi, cose che vedresti a Berlino. Ed è successo tra la New Gen a Genova”.

La visione non si ferma al capoluogo e la rete, non si può non dirlo ancora, è fondamentale. “Obiettivo della Nuova Zena sarebbe sempre di più decentralizzare Genova e creare dei piccoli hotspot anche in giro per la Liguria”, dice Nocentini. Una rete diffusa di energie creative, ognuna con la propria identità, tutte collegate da un filo comune.
Realtà come Suq, Electropark, la Casa di Quartiere di Certosa e la Claque hanno già abbracciato il progetto, affiancando questa giovane e talentuosa generazione in forme diverse ma egualmente importanti. 

Alla fine di tutto, il desiderio per il futuro è racchiuso in un pensiero chiaro che Nocentini condivide con una certezza incredibile: “Spero che un giorno non sia più 'innovazione' quello di cui parlo, ma la normalità, e che ci siano sempre più volti a rappresentarlo. Voglio che ci siano sempre nuove energie, anche conflitti positivi”. E vuole, soprattutto, che Genova smetta di guardarsi l'ombelico e si riconosca per quello che è sempre stata: una città di porto, di scambi, di incontri, anche improbabili, che diventano storia.

Isabella Rizzitano e Chiara Orsetti

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