In occasione del World Baseball Classic, il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale hanno presentato ieri “A Blue Diamond”.
Un evento speciale che unisce sport, cultura e identità italiana nel mondo realizzato in piena collaborazione con la Federazione Italiana Baseball e il Consolato Italiano di Houston che ha ospitato l’evento al quale ha partecipato la Nazionale Italiana al gran completo.
L’iniziativa che ha accompagnato l’esordio della nazionale italiana nel torneo, la cui prima partita si è svolta sabato 7 marzo contro il Brasile, ha visto un evento dedicato alla squadra italiana di baseball con incontri con i giocatori, racconti di esperienze sul campo e degustazioni di eccellenze enogastronomiche italiane.
In occasione dell’evento, il MEI, tra i curatori dell’iniziativa con il Presidente Paolo Masini, ha contribuito alla realizzazione dei contenuti di un video immersivo dedicato alle storie di alcuni dei più importanti giocatori italo-discendenti che hanno segnato la storia del baseball nelle Major League, realizzato dallo studio di architettura digitale di Opera Laboratori.
“È stata un’emozione unica poter riportare tra i giocatori di questa Nazionale le storie di chi, partendo dal nostro Paese, ha contribuito a rendere grande il baseball negli Stati Uniti e nel mondo. Sono racconti di talento, sacrificio e passione che attraversano generazioni e continenti, e che oggi tornano a vivere come fonte di ispirazione per i nostri atleti. Ricordare questi percorsi significa non solo celebrare il passato, ma anche rafforzare il legame tra la nostra tradizione sportiva e il suo futuro.” - dichiara Paolo Masini, Presidente di Fondazione MEI.
La sala immersiva sarà allestita al Centro Culturale Italiano di Houston e, in contemporanea, il video sarà proiettato al MEI di Genova, creando un ponte diretto tra Italia e Texas nel nome del World Classic di Baseball.
Il racconto, ispirato agli spunti del libro “Il Diamante azzurro” di Riccardo Schiroli, percorre vari decenni e diverse generazioni di campioni che hanno contribuito a costruire il mito del baseball negli Stati Uniti. Tra questi alcuni grandi protagonisti legati ai New York Yankees, come Francesco Stephano Pezzolo (Ping Bodie), Tony Lazzeri, Joe DiMaggio, Frank Crosetti (The Crow), Phil Rizzuto e Yogi Berra.
Accanto a loro, il video ricorda anche altre figure fondamentali della storia del baseball di origine italiana, tra cui Ed Abbaticchio, Louis Americo Polli, Roy Campanella, Clementina Brida (Maud Nelson), Margaret Gisolo, Ernie Lombardi, Mike Piazza, Alex Liddi e Tommy Lasorda.
La storia dello sport italiano all’estero non racconta soltanto le vicende dei singoli atleti, ma si intreccia profondamente con la più ampia storia dell’emigrazione italiana nel mondo. Attraverso lo sport emergono infatti i processi di integrazione nei paesi di arrivo, le dinamiche sociali delle comunità migranti, il legame con la madrepatria e il ruolo dello sport come spazio di incontro, identità e riscatto.
In linea con la missione dell’Ufficio per la diplomazia sportiva del MAECI, impegnato nella promozione delle eccellenze del made in Italy sportivo nel mondo, particolare attenzione è stata dedicata alle aziende italiane protagoniste a livello globale nella produzione di materiale sportivo, con uno specifico focus sul baseball.
Nel corso della manifestazione è stata presentata da Roberto Angotti l’edizione in lingua inglese della pubblicazione "Azzurri on the Diamond", la storia del baseball e del softball italiani scritta da Riccardo Schiroli e tradotta dallo stesso Angotti.
A partire da sabato 14 marzo, l’installazione itinerante sarà presentata anche a New Orleans, presso l’American Italian Cultural Center. In questo contesto, la storia di un’altra Italia di emigrazione si intreccerà anche con il ricordo di una delle pagine più drammatiche della storia degli italiani negli Stati Uniti: il linciaggio del 1891 a New Orleans, quando undici immigrati italiani furono uccisi da una folla dopo essere stati accusati, senza prove, dell’omicidio del capo della polizia locale.
















