Sembra esserci uno spiraglio di luce nel buio in cui si trova AMT.
Dopo mesi di incertezze e di bozze rimaneggiate, il piano di risanamento presentato al Consiglio di Amministrazione dell’azienda è stato approvato.
Una buona notizia, almeno in parte, utenti e azienda che ora inizierà un cammino lungo fatto di misure straordinarie per risanare una situazione complessa.
Tra le scelte a cui i genovesi guardavano con maggiore attenzione c’è quella dei rincari. Non ci saranno aumenti dei biglietti ne degli abbonamenti fino al 2027. Per ora l’ipotesi di portare il ticket ordinario da 2 euro a 2,20 euro non è stata presa in considerazione, così come non saranno toccati gli abbonamenti agevolati per gli over 70.
Tuttavia, il blocco non è assoluto. L’azienda ha indicato i ritocchi tariffari come una "soluzione residuale", da attivare solo se le altre misure di efficientamento (ricapitalizzazioni, riorganizzazioni e prepensionamenti) non dovessero bastare a garantire l'equilibrio economico. In autunno si farà un primo bilancio per capire se questa leva dovrà essere azionata nel 2027.
Per rimettere in sesto i conti, il piano prevede una robusta iniezione di capitale e una ristrutturazione del debito.
Sono previsti circa 70 milioni di euro complessivi (50 milioni in denaro e il resto in crediti e ripatrimonializzazione) tra il Comune e la Regione Liguria.
Per circa 30 milioni di debiti verso fornitori non garantiti, AMT proporrà il pagamento del 50% del dovuto in un'unica tranche a gennaio 2027, anziché il saldo totale spalmato su cinque anni. I debiti legati al PNRR saranno invece saldati integralmente.
Ancora, il prossimo 12 maggio la Regione Liguria voterà una legge per stanziare 40 milioni di euro a sostegno del Comune di Genova per questa operazione.
Dove agirà dunque il piano di risanamento?
Come aveva già annunciato in passato il vicesindaco Alessandro Terrile, uno dei campi di azione per evitare il fallimento era quello del ridimensionamento: i chilometri percorsi dai mezzi passeranno da 30,9 a 29,8 milioni all’anno entro il 2027. Il recupero di efficienza dovrebbe però arrivare da una maggiore velocità commerciale, grazie all'entrata in servizio entro settembre dei nuovi filobus e autobus elettrici sugli assi di forza del Centro e della Valbisagno. Sul fronte del personale, è confermato il piano di prepensionamenti: si attendono circa 100 esodi nel 2026 e altrettanti nel 2027. Un accordo con i sindacati dovrebbe inoltre permettere di recuperare circa 4 milioni di euro in produttività.
Il cronoprogramma politico è serrato: dopo il voto della giunta Salis, il piano passerà al vaglio del Consiglio Comunale martedì prossimo e del Consiglio Metropolitano mercoledì 13. L’obiettivo è chiudere tutto entro il 19 giugno, termine ultimo della composizione negoziata della crisi.














