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Sport | 09 maggio 2026, 08:00

Sampdoria ko con la Reggiana a salvezza già acquisita. Lombardo: “Compito portato a termine, fiero di averci messo la faccia”

I blucerchiati salutano la stagione perdendo 1-0 al Mapei Stadium, il bilancio finale di “Popeye”: “Sul futuro non so nulla, dirò comunque la mia avendo due anni di contratto. L'immagine più bella? Tutto lo stadio che scandisce il mio nome”

Foto G.Siri

Foto G.Siri

Salvezza conquistata alla penultima giornata, tredicesimo posto in classifica e peggior attacco del campionato: dati emblematici che testimoniano come la stagione della Sampdoria, ko contro la Reggiana nell'ultima gara dell'anno, non possa essere valutata in maniera positiva.

I blucerchiati archiviano un altro campionato vissuto quasi costantemente in affanno, evitando guai più grossi solo nell'ultimo mese e mezzo grazie all'arrivo in panchina di Attilio Lombardo, che ha saputo ricompattare il gruppo conquistando quei punti necessari a mantenere almeno la categoria.

Poco da rimarcare sulla prestazione, condizionata anche dalle tante assenze, messa in campo al “Mapei Stadium”, contro una squadra praticamente già retrocessa e contestata pesantemente dai tifosi al termine della gara, tra fischi, fumogeni e appostamenti sotto la tribuna centrale: “Dispiace finire il campionato con una sconfitta – sottolinea Lombardo in conferenza - la squadra comunque ha mostrato qualcosa di buono nonostante le assenze: alcuni giocatori non si aspettavano nemmeno di giocare e anche la condizione fisica, dopo la rincorsa delle ultime settimane, non poteva essere ottimale. Il ringraziamento più sincero va ai tifosi per l'attaccamento che continuano a dimostrare verso questi colori, normale e doveroso il mio il gesto di battere la mano sul cuore sotto il loro settore”. 

Poche le indicazioni trapelate in merito al suo futuro: “Faremo dei test lunedì e martedì ritrovandoci ancora con piacere a Bogliasco – prova a glissare Popeye - il mio compito credo di averlo portato a termine, magari anche con fortuna. Il mio futuro dipenderà dalla società, non ho in questo momento una risposta, sono contento e fiero di aver avuto questa possibilità, qualcuno pensava probabilmente che non fossi pronto per fare il primo allenatore visto il mio lungo passato da collaboratore, ma forse adesso si è ricreduto”. 

Una fotografia speciale di questi due mesi? La mia prima riunione tecnica alla vigilia della gara col Venezia, ho disegnato su un foglio bianco un grande cuore e all'interno tutti i nomi dei giocatori. I ragazzi hanno recepito subito il messaggio e si sono messi a disposizione per venire fuori da una situazione molto delicata. Sentire però scandire il mio nome da tutto lo stadio dopo la vittoria con il SudTirol rimane qualcosa che porterò dentro di me per tutta la vita”. 

Sulla possibilità di accettare un altro ruolo all'interno della Samp: “Non chiudo le porte, non sono mai stato presuntuoso pensando in primis al bene di questi colori: avendo comunque un contratto di due anni dirò la mia anche io, qualcuno si è fatto pubblicità in passato, ma poi la faccia non ce l'ha messa... Ringrazio chi mi è stato vicino, da Giovanni Invernizzi, Andrea Mancini, Fredberg, Nicola Pozzi, che è rimasto con me dopo essere stato collaboratore di Foti, e Ariaudo. Una menzione speciale anche per magazzinieri, fisioterapisti, stampa, cuochi, autisti, chi lavora in sede e a Marassi, custodi, nutrizionisti e dottori”. 

Paolo Garassino


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