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Politica | 20 maggio 2026, 15:25

Cooperativa San Carlo, Gulli (Uil): “A Genova 300 persone allo sbando e 50 lavoratori senza stipendio”

La denuncia del sindacato sulla vertenza della cooperativa commissariata dalla Prefettura: “Pasti ridotti, visite mediche non più fruibili, rifiuti smaltiti a singhiozzo e servizi al collasso. Enti locali e Prefettura si attivino, è un problema sociale intollerabile"

Cooperativa San Carlo, Gulli (Uil): “A Genova 300 persone allo sbando e 50 lavoratori senza stipendio”

“È tempo che Prefettura ed Enti Locali si attivino per risolvere un problema sociale intollerabile che, settimana dopo settimana, appare sulla stampa grazie alla denuncia della Uiltucs Liguria ma che nessuno si degna di affrontare”, dichiara Giuseppe Gulli, segretario organizzativo Uil Liguria con delega all’Area Metropolitana  genovese.

Da mesi a Genova si protrae la vertenza “Cooperativa San Carlo Onlus”, commissariata dalla Prefettura. Il risultato dell’attuale immobilismo è il seguente: comunità di 300 persone allo sbando, 50 lavoratrici e lavoratori senza stipendio e senza futuro. 

“Questo non è accettabile - dichiara Giuseppe Gulli - Venerdì scorso nel corso della conferenza stampa indetta dalla categoria Uiltucs, che si occupa della vertenza, abbiamo avuto modo di tastare con mano la disperazione dei migranti rimasti senza assistenza, adulti, minori con famiglia e minori non accompagnati, e abbiamo ascoltato ancora una volta i racconti di operatrici e operatori dei centri di accoglienza giunti al capolinea tra salari fantasma, risorse per il servizio terminate e prestazioni che non sono più in grado di erogare ad esseri umani in stato di fragilità con grandi esigenze: basta, basta davvero. Perché non si interviene?”.

Bambini e ragazzi hanno diritto a mobilità e istruzione e ad essere accolti con i criteri di un Paese civile, non con il frutto delle lacune di cooperative e istituzioni. È un principio di civiltà che non può essere derogato per inefficienze gestionali o ritardi burocratici.

Pasti ridotti, vestiario inadeguato al cambio stagione, mezzi di trasporto tagliati, pocket money e visite mediche non più fruibili, per non parlare della bomba igienico-sanitaria che rischia di esplodere a causa dei rifiuti smaltiti a singhiozzo e della fogna senza manutenzione.

Uil Liguria e Uiltucs Liguria non restano a guardare. Ci stiamo già attivando con la categoria con una mobilitazione di lavoratori, migranti e cittadini che hanno il diritto di avere risposte immediate. Non possiamo accettare che nel 2026 l’accoglienza si riduca a un’odissea di abbandono e precarietà.


 

Redazione


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