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Cultura e spettacoli | 06 giugno 2026, 13:59

A Villa Croce presentato il progetto Red Bench, per far riflettere sulla violenza di genere attraverso l'arte

L’installazione artistica, che reinterpreta la panchina rossa, è ideata e realizzata dall'illustratrice e muralista olandese Xaviera Altena, e rappresenta un volto femminile che passa in una giornata dal sonno alla veglia

Una composizione ciclica e simmetrica che simboleggia il percorso della vita e in particolare delle donne, con il racconto visivo di un volto femminile trasfigurato in vari colori che rappresentano il passaggio dal sonno alla veglia. 

Venerdì pomeriggio, nel parco di Villa Croce, la presentazione ufficiale di “Red Bench”, il progetto che coniuga riqualificazione urbana e sensibilizzazione sulla violenza di genere, curato dall’associazione Linkinart e promosso dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia

Il progetto, partito da Roma nel 2022, sbarca anche a Genova come occasione per abbellire alcune panchine pubbliche fronte mare, trasformandole in un momento di riflessione collettiva e in uno strumento con cui (far) riflettere sulla violenza di genere attraverso una reinterpretazione innovativa del concetto di “panchina rossa”.

Il cuore dell’installazione artistica, ideata e realizzata dall'illustratrice e muralista olandese Xaviera Altena, è un volto femminile che passa in una giornata dal sonno alla veglia. Tre i colori chiave utilizzati: giallo, rosso e blu. Se il giallo invita alla pausa e alla riflessione, il rosso è simbolo di urgenza ma anche di forza, mentre il blu, che infonde calma e serenità, è un omaggio al mare di Genova.

Alla cerimonia di inaugurazione di “Red Bench” hanno partecipato l’ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi in Italia Michael Stibbe, l’assessora comunale a Urbanistica, Verde urbano e Città dei 15 minuti Francesca Coppola, la console onoraria dei Paesi Bassi a Genova Margherita del Grosso, l’artista olandese Xaviera Altena e la presidente del Centro Per Non Subire Violenza APS Gabriella Grasso.

Lo svelamento dell’opera è stato preceduto dalla performance teatrale “Il rumore del silenzio” a cura del Centro per non subire violenza APS e in particolare delle teatro-terapeute Ilaria Piaggesi e Romina Soldati, in collaborazione con il Teatro dell’Ortica.

«Accogliamo con convinzione questo progetto perché restituisce allo spazio pubblico una funzione fondamentale: quella di aiutarci a guardare la realtà, a interrogarci e a costruire consapevolezza collettiva. In un luogo aperto e accessibile come Villa Croce, quest’opera porta al centro della città un tema che troppo spesso rimane nascosto, quello della violenza di genere – il commento dell’assessora Coppola – Credo che l’arte abbia una straordinaria capacità di generare incontro, empatia e riflessione, parlando a tutte e tutti con un linguaggio immediato e universale. L’opera di Xaviera Altena ci racconta, attraverso forme e colori che convivono senza annullarsi, un percorso di fragilità ma anche di forza, di ricostruzione e di speranza. Un percorso che richiama quello di tante donne che riescono a uscire dalla violenza grazie al sostegno, all’ascolto e alla rete di protezione costruita dai centri antiviolenza. Ringrazio Linkinart per aver promosso questa iniziativa e tutte le persone che hanno contribuito alla sua realizzazione. Una città più giusta e inclusiva si costruisce creando occasioni di riflessione condivisa, dando visibilità a temi fondamentali e trasformando gli spazi pubblici in luoghi di cultura, cura e partecipazione». 

«Portare l'arte contemporanea nei parchi e nelle piazze significa renderla viva e socialmente attiva – ha osservato l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – "Red Bench" dimostra come il linguaggio visivo possa diventare uno straordinario strumento di impegno civile. Villa Croce, già punto di riferimento per le arti visive della nostra città, si arricchisce di un'opera che non parla solo ai visitatori del museo (che riaprirà in autunno), ma a chiunque attraversi questi giardini, nella prospettiva che i lavori a villa e parco ce la restituiscano più viva che mai a ottobre. La cultura non deve limitarsi a una fruizione estetica, ma ha il dovere di farsi carico delle grandi urgenze del nostro tempo, offrendo nuove lenti per interpretare il mondo e contrastare fenomeni drammatici come la violenza di genere attraverso la bellezza e la consapevolezza»

«L’opera di Xaviera Altena è stata selezionata per la semplicità espressiva e per la capacità di comunicare non solo la denuncia, ma anche la possibilità delle donne di avere una nuova vita dopo il trauma», spiega il gruppo che si è occupato della selezione, tra cui le referenti del Centro Per Non Subire Violenza APS di via Cairoli.

Redazione

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