L’approvazione del decreto Valditara, che introduce l’obbligo del consenso preventivo delle famiglie per i percorsi di educazione sessuo-affettiva negli istituti secondari, non ha mancato di scatenare reazioni e riaprire un dibattito, non solo politico, sull’importanza dell’educazione all’affettività durante il percorso formativo anche dei più piccoli e delle più piccole.
Su Genova, poi, si è accesa una luce particolare visto l’impegno del Comune ad avviare un percorso di educazione all’affettività già nelle scuole dell’infanzia che da gennaio sta coinvolgendo quattro scuole dell’infanzia comunali in collaborazione con i centri antiviolenza e i gruppi pedagogici interni alle strutture e che era stato salutato con il plauso dell’Associazione Pedagogisti.
A ribadire la volontà di proseguire su questa linea e ricordare l’importanza della scelta di educare sin dalla giovane età è l’assessora all’Istruzione, alle Pari opportunità e alle Politiche di genere Rita Bruzzone.
"La tematica non è assolutamente sessuale", chiarisce l'assessora, spiegando come i progetti promossi nelle scuole non prevedano l'ingresso di figure esterne, ma siano gestiti dagli stessi insegnanti, debitamente formati su temi quali i diritti, l’eguaglianza, la gentilezza e la cultura della non violenza.
Secondo Bruzzone, l'obiettivo non è fare educazione sessuale, men che meno nella scuola dell’infanzia, ma rispondere alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Europa ma non solo. “Lo stesso Gino Cecchetin - padre di Giulia, uccisa dall’ex fidanzato nel novembre 2023, n.d.r. - invita a questo: l’unica prevenzione nei confronti della violenza, non solo della violenza verso le donne ma anche verso chi è diverso, verso chi è disabile, verso chi ha un colore della pelle diverso è quello di dimostrare rispetto, riconoscere il rispetto e riconoscere i diritti di tutte e tutti”.
L'assessora sottolinea inoltre che la collaborazione con le famiglie è sempre stata il cardine di questi percorsi: “Nessuno di noi farà mai qualcosa in una scuola senza un patto di corresponsabilità con i genitori. Abbiamo fatto un percorso col garante dei diritti per l’infanzia, con il presidente dell’associazione pediatri extraospedalieri Liguria, il dottor Alberto Ferrando, con la collaborazione dei centri antiviolenza di Genova. Nessuno vuole insegnare il sesso ai bambini e alle bambine ma costruire percorsi di rispetto e riconoscimento”.
“Ieri mi ha scritto una madre per dirmi che ha iscritto la figlia alla scuola dell'infanzia proprio perché c'è questo progetto” ha concluso l’assessora Bruzzone ribadendo che, se necessario, sarà cambiato nome al progetto ma l’intento è quello di proseguire in questo percorso.
IL DDL VALDITARA E IL CONSENSO INFORMATO
Nei giorni scorsi l’aula del Senato ha dato via libera al disegno di legge con le disposizioni in materia di Consenso informato in ambito scolastico nell’ambito dell’educazione sesso-affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado.
“Con l’approvazione definitiva di oggi al Senato della legge sul Consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni. In questo applichiamo la Costituzione che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli. Ovviamente pretendiamo che certe teorie siano spiegate da medici, psicologi, professionisti seri”, aveva dichiarato subito dopo l’approvazione, lo scorso 4 giugno, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
“Approfitto anche per chiarire alcuni aspetti che sono stati strumentalizzati. Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l'educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia - ha proseguito Valditara - Non è vero che non si farà l'educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l'educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori”.
“Con questa legge proteggiamo la crescita dei più giovani e favoriamo una loro maturazione equilibrata. Ringrazio la maggioranza parlamentare per il grande lavoro fatto a sostegno di una riforma storica”, aveva concluso.
L’Unione degli Studenti da subito ha ribadito la propria contrarietà all’approvazione del Disegno di Legge: "L'Unione degli Studenti esprime la propria netta contrarietà all'approvazione alla Camera del Disegno di Legge promosso dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che introduce nuove restrizioni ai percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane. Il provvedimento prevede l'esclusione di qualsiasi attività dedicata all'educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell'infanzia e primarie e impone, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, l'obbligo di un consenso informato scritto da parte dei genitori per la partecipazione a progetti e attività su questi temi".
"Inoltre, le famiglie dovranno poter visionare preventivamente i materiali utilizzati e gli istituti saranno tenuti a predisporre attività alternative per gli studenti che non parteciperanno ai percorsi. Ancora una volta - proseguono gli studenti - il Governo sceglie di affrontare temi fondamentali per la crescita delle nuove generazioni con divieti, controlli e ostacoli burocratici. Invece di riconoscere il valore educativo e preventivo dell'educazione sessuo-affettiva, si costruiscono nuove barriere che rischiano di limitare l'accesso alla conoscenza, alla consapevolezza e agli strumenti necessari per costruire relazioni sane, rispettose e libere dalla violenza. I dati parlano chiaro. In Italia milioni di donne hanno subito nel corso della propria vita forme di violenza fisica o sessuale. Solo nel 2025 sono state uccise 97 donne, 85 delle quali in ambito familiare o affettivo. Di fronte a questa realtà, la risposta delle istituzioni non può essere il silenzio. Non può essere la censura. Non può essere la limitazione degli spazi di confronto e formazione nelle scuole.
L'educazione sessuo-affettiva non è un tema accessorio né un terreno di scontro ideologico: è uno strumento fondamentale di prevenzione della violenza di genere, delle discriminazioni e degli stereotipi. Impedire o ostacolare questi percorsi significa privare migliaia di studenti e studentesse di strumenti essenziali per comprendere sé stessi, le proprie relazioni e il rispetto dell'altra persona. Non accettiamo che il diritto all'educazione venga subordinato a logiche di controllo e diffidenza. Le scuole devono essere luoghi di crescita, confronto e libertà, non spazi in cui alcuni argomenti diventano tabù. Le studentesse e gli studenti hanno il diritto di ricevere un'educazione completa, scientifica e inclusiva. L'Unione degli Studenti continuerà a mobilitarsi dentro e fuori le scuole per rivendicare l'introduzione strutturale dell'educazione sessuo-affettiva in tutti gli istituti del Paese. Non sarà l'ennesimo disegno di legge a fermare il bisogno di conoscenza e consapevolezza che attraversa le nuove generazioni. Ne parleremo nelle nostre classi, nelle nostre assemblee, nelle nostre famiglie e nelle nostre piazze. Perché una parola oggi può salvare una vita domani. Non avrete il nostro consenso".














