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Politica | 30 giugno 2026, 13:16

Lagaccio, sì della Regione al tavolo per usare l’ambulatorio Rfi come presidio sanitario di prossimità

L'obiettivo è valutare una convenzione tra Ats Liguria e la struttura sanitaria di Rete Ferroviaria Italiana, già presente nel quartiere, per portare servizi di base e diagnostica più vicini ad anziani e persone fragili

Lagaccio, sì della Regione al tavolo per usare l’ambulatorio Rfi come presidio sanitario di prossimità

La Regione Liguria apre alla possibilità di utilizzare la struttura sanitaria di Rete Ferroviaria Italiana al Lagaccio come presidio di prossimità per il quartiere. La giunta ha espresso parere favorevole alla mozione presentata dal consigliere e capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano, che chiede l’avvio di un tavolo di confronto tra Ats Liguria, l’area sociosanitaria genovese competente e Rfi-Direzione Sanità per valutare una possibile convenzione e uno studio di fattibilità.

L’obiettivo è verificare se l’ambulatorio Rfi già presente nel quartiere possa essere utilizzato, anche in via sperimentale, per erogare prestazioni sanitarie di base e diagnostiche, con particolare attenzione alla popolazione anziana e fragile. Una proposta che punta a valorizzare una struttura esistente, senza prevedere nuovi presidi, in una zona caratterizzata da forti criticità di accesso ai servizi.

Il Lagaccio, infatti, è un quartiere ad alta densità abitativa, segnato da una morfologia complessa, dislivelli, scalinate e viabilità limitata. Condizioni che rendono più difficile raggiungere ambulatori, servizi sanitari e sedi dedicate all’erogazione di prestazioni diagnostiche, soprattutto per anziani, persone fragili e cittadini con ridotta mobilità.

La struttura sanitaria Rfi del quartiere è inserita nella rete della Direzione Sanità di Rete Ferroviaria Italiana ed è aperta anche a soggetti esterni. Opera nell’ambito della medicina del lavoro, della medicina legale e di attività sanitarie strumentali, anche attraverso convenzioni con enti e aziende. Secondo quanto riportato nella mozione, la sede genovese dispone di capacità e strumentazioni riconducibili a prestazioni diagnostiche e specialistiche di base, tra cui laboratorio analisi, spirometria, ambito oculistico e otorinolaringoiatrico.

Presentando l’atto in aula, Stefano Giordano ha spiegato il senso della proposta. “L’obiettivo è portare servizi sanitari più vicini ai cittadini, in una zona che presenta difficoltà territoriali come il Lagaccio”, ha detto il consigliere. Giordano ha ricordato anche la propria conoscenza diretta della struttura: “Dal 1997, come vigile del fuoco, ho sempre svolto visite dentro questi spazi”.

La proposta, ha sottolineato il consigliere, non nasce soltanto in consiglio regionale, ma arriva dopo un primo passaggio già avvenuto a Palazzo Tursi. “È una proposta già discussa e approvata in consiglio comunale a Genova il 16 giugno 2026 con 34 voti favorevoli”, ha ricordato Giordano.

Il punto centrale, secondo il proponente, è utilizzare ciò che già esiste sul territorio per rafforzare la sanità di prossimità. “Non si chiedono nuove strutture, ma di valorizzare ciò che già esiste e verificare se una struttura presente nel quartiere possa diventare un presidio di prossimità”, ha spiegato.

La mozione impegna quindi presidente e giunta ad attivarsi presso Ats Liguria, l’area sociosanitaria locale e Rete Ferroviaria Italiana per istituire un tavolo di confronto. All’interno del tavolo dovrà essere promosso uno studio di fattibilità per valutare la possibile convenzione tra Ats Liguria e la struttura sanitaria Rfi del Lagaccio, individuando il quartiere come area pilota.

Tra gli obiettivi anche la verifica della sostenibilità organizzativa, economica e normativa dell’iniziativa, oltre alla sua integrazione con la rete territoriale esistente. La Regione dovrà poi riferire al consiglio regionale sugli esiti del confronto e sulle eventuali azioni conseguenti.

Il parere della giunta, espresso dall’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, è stato favorevole. Una posizione accolta positivamente da Giordano, che ha definito il via libera “importante per un quartiere che soffre”.

“Questo è un inizio”, ha commentato il consigliere del Movimento 5 Stelle. Per Giordano, il Lagaccio può diventare un’area pilota: se il modello funzionerà, potrà essere replicato anche in altri territori liguri con caratteristiche simili, dove la distanza dai servizi e le difficoltà di accesso rendono più urgente rafforzare la sanità territoriale.

F.A


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