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Politica | 18 luglio 2026, 16:13

G8, Scajola 25 anni dopo: "Diaz e Bolzaneto una vergogna per lo Stato di diritto"

Ministro dell'Interno nel luglio 2021 ricorda quelle giornate: "Non scorderò mai la morte di Carlo Giuliani"

G8, Scajola 25 anni dopo: "Diaz e Bolzaneto una vergogna per lo Stato di diritto"

A 25 anni dal G8 di Genova, il sindaco di Imperia e presidente della Provincia di Imperia, Claudio Scajola, all'epoca, nel luglio 2021, ministro dell'Interno del Governo Berlusconi, affida ai social e a un'intervista rilasciata all'agenzia LaPresse il ricordo di quei giorni che hanno segnato la storia del Paese. Tra i passaggi più significativi del suo intervento c'è il riferimento alla morte di Carlo Giuliani, avvenuta durante gli scontri: "Non scorderò mai l’immagine della morte di Giuliani dove, in quella gestione non riuscita dell’ordine pubblico a Genova, un carabiniere alle prime armi, un giovane che ha rovinato la stessa sua vita sparando, ha ucciso un altro giovane".

Nel messaggio pubblicato in occasione dell'anniversario, Scajola ripercorre il proprio ruolo istituzionale e le responsabilità di quei giorni. "A 25 anni dal G8 di Genova, sento ancora il peso di quei giorni e delle ferite che hanno lasciato nel nostro Paese. Da Ministro dell’Interno mi sono trovato a gestire una situazione complessa, costruita su decisioni assunte in precedenza e in un contesto internazionale in rapido cambiamento. Ripensando a quei fatti, credo che si sia persa un’importante occasione per aprire una nuova stagione di dialogo e cooperazione tra i grandi Paesi del mondo".

"Nell’intervista che condivido ripercorro, senza sottrarmi alle responsabilità e ai giudizi della storia, la morte di Carlo Giuliani, le violenze, gli errori commessi e le pagine più dolorose di quei giorni. Bolzaneto e la Diaz hanno rappresentato una vergogna per uno Stato di diritto come il nostro. Allo stesso tempo, un insieme di errori e tensioni non può cancellare né criminalizzare il lavoro delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine, che in molti casi subirono aggressioni durissime".

"Ai più giovani voglio lasciare un messaggio semplice: manifestare è un diritto sacrosanto, conquistato dalla nostra democrazia. Difendete sempre le vostre idee, ma diffidate di chi vi spinge verso la violenza. La forza delle convinzioni si misura nella capacità di esprimerle nel rispetto degli altri e delle istituzioni democratiche".


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