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Attualità | 17 settembre 2026, 14:02

Comune di Genova, due operatori per accompagnare i migranti che scelgono il rimpatrio volontario

L'amministrazione aderisce al progetto F.A.S.T.E.R. e rafforza l’orientamento sui percorsi di Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione: informazione, ascolto e supporto personalizzato in collaborazione con servizi territoriali e Terzo Settore

Comune di Genova, due operatori per accompagnare i migranti che scelgono il rimpatrio volontario

Informazioni chiare, ascolto qualificato e accompagnamento nelle diverse fasi del percorso. Il Comune di Genova rafforza le attività di orientamento rivolte alle persone migranti che scelgono, liberamente, di valutare un rientro nel proprio Paese di origine attraverso i programmi di Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione (RVA&R).

L’iniziativa rientra nel progetto “F.A.S.T.E.R.”, promosso dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni in partenariato con ANCI e CITTALIA e finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI). A Genova saranno attivi due professionisti appositamente formati, con il compito di offrire informazioni e orientamento, seguire le singole situazioni e facilitare il collegamento con i servizi territoriali e con gli enti del Terzo Settore già impegnati nell’accoglienza e nel sostegno alla popolazione migrante.

Il Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione è uno strumento rivolto ai cittadini di Paesi terzi che scelgono di rientrare volontariamente nel Paese di origine attraverso un programma strutturato. Il percorso comprende l’assistenza nella preparazione della documentazione, l’organizzazione del viaggio e un sostegno alla successiva reintegrazione sociale ed economica.

Al centro dell’intervento viene quindi posta la possibilità di scegliere sulla base di informazioni adeguate e di una valutazione consapevole della propria situazione. L’adesione al percorso è infatti libera e il rientro viene accompagnato con l’obiettivo di garantirne sicurezza, dignità e sostenibilità.

"Il Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione è una possibilità alla quale si aderisce esclusivamente per libera scelta e prevede che il rientro nel Paese di origine sia accompagnato con l’obiettivo di garantirne sicurezza, dignità e sostenibilità. Proprio perché si tratta di una decisione importante, è fondamentale che ogni persona possa conoscerne modalità e opportunità e valutarle con piena consapevolezza, senza condizionamenti disponibili - spiega l’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi -. Per questo abbiamo scelto di rafforzare la presenza sul territorio di figure professionali capaci di ascoltare le singole situazioni, fornire informazioni affidabili e mettere in relazione le esigenze individuali con le risorse disponibili. Il nostro compito, come istituzione, è creare le condizioni perché ciascuno possa orientarsi con gli strumenti adeguati, attraverso una collaborazione efficace tra servizi, competenze specialistiche e realtà del Terzo Settore. Particolare attenzione - conclude Lodi - sarà dedicata alle situazioni più complesse e vulnerabili, nelle quali affrontare procedure, esigenze personali e prospettive future può risultare particolarmente difficile. Investire su operatori qualificati significa quindi rafforzare la capacità dei servizi di offrire risposte attente alle persone, rispettando in ogni caso la libertà di scelta".

I due professionisti lavoreranno attraverso colloqui individuali, attività di orientamento e assistenza, accompagnando chi ne farà richiesta nell’accesso alla misura nazionale. Il loro intervento sarà rivolto in particolare alle situazioni caratterizzate da maggiore complessità o vulnerabilità, prevedendo, quando necessario, il coinvolgimento dei servizi sociali, sanitari e territoriali.

L’obiettivo dichiarato dal Comune è rendere più semplice il rapporto tra le persone interessate e le risorse già disponibili sul territorio, rafforzando il raccordo tra istituzioni, servizi e Terzo Settore. Un modello che punta quindi non soltanto all’accesso alle procedure previste dal programma, ma anche a una presa in carico più attenta delle singole situazioni.

Tra le competenze richieste agli operatori figurano la conoscenza del sistema locale e la capacità di lavorare in rete con soggetti istituzionali e realtà del privato sociale. La loro presenza dovrebbe consentire di individuare più rapidamente bisogni e difficoltà, offrendo un punto di riferimento qualificato a chi sta valutando un percorso di rientro nel proprio Paese.

Redazione


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