Il successo contro la Juventus ha restituito fiducia e serenità, ma guai a lasciarsi condizionare dall'entusiasmo per gli ultimi due risultati positivi consecutivi, soprattutto quello più fresco e prestigioso contro la Juve. Alla vigilia della trasferta contro il Lecce, è un mister De Rossi tutto settato verso il futuro, senza guardarsi alle spalle o considerare una classifica che, nel giro di quattro giorni, ha comunque riportato il suo Genoa a navigare in acque più serene e senza dover alzare la testa per guardare la linea di galleggiamento della salvezza.
Il Grifone ha ritrovato una direzione sul piano delle prestazioni e dell'atmosfera, ma la strada è ancora lunga e, per questo, non sono ammessi cali di tensione. “Sarà una partita difficile ed è uno scontro diretto, anche se manca tantissimo. Ci arriviamo con due risultati opposti, ma l'umore non deve essere uno svantaggio per noi. Abbiamo un pochino rimesso a posto le cose, ripreso una direzione, sia di prestazioni che di atmosfera che di punti, ovviamente un po' più consona. Non è quello che ci farà sentire sazi, ma questi giocatori hanno dimostrato di saper tenere la barra dritta sempre e quindi non ho dubbi da quel punto di vista”, è il punto del tecnico.
Che quindi riconosce il valore, in questo contesto, della sfida del Via del Mare, dove la squadra di Di Francesco ha finora dimostrato una solidità ben più marcata rispetto alle trasferte. Per questo, vietato farsi ingannare dal risultato di ieri di pesante sconfitta in quel di Frosinone. “È una squadra che in casa ha un fortino dal quale tira fuori sempre i punti che le servono per salvarsi - ha commentato De Rossi - Sono tanti anni di seguito che si salva, quindi vuol dire che ha cambiato qualcosa e sta facendo bene. C'è un allenatore che conosco e che stimo molto, giocatori fisici, giovani, molto forti sui calci piazzati, ma anche esterni abili nell'uno contro uno. E un portiere tra i più forti che ci sono in Serie A, secondo me”.
Il messaggio alla squadra è chiaro: niente rilassamenti, ma la stessa determinazione che ci si attende dagli avversari: “Non dobbiamo andare lì rilassati, ma dobbiamo avere il loro stesso senso di, fra virgolette, disperazione e concentrazione e attenzione, perché è una partita molto importante. Tornare molto in basso in classifica è un attimo: come ci abbiamo messo tre partite per tirarci fuori, con tre partite resti in mezzo alla mischia. Anzi, ci siamo ancora: con tre partite sei agli ultimi posti”.
C'è poi un altro aspetto che De Rossi vuole cancellare: lo zero nella casella dei punti conquistati in trasferta: “L'approccio è quello di continuare a fare prestazioni buone. In casa e in trasferta cambia poco: attraverso le prestazioni buone verranno fuori i punti che dobbiamo fare. Abbiamo giocato contro Lazio e Roma, due squadre che stanno andando fortissimo, e c'è il neo di Parma, una partita che, secondo me, se la rigiocassimo nella stessa maniera non perderemmo mai. È uno stimolo in più, una piccola macchietta da cancellare. Zero punti in trasferta non è bello e dà una motivazione in più per la nostra partita”.
Se non altro, l'allenatore del Genoa prende i progressi mostrati nelle ultime sfide. Anzitutto la compattezza ritrovata, in particolare contro i bianconeri anche se gli zero gol subiti sono arrivati anche col Venezia. Seppur in maniera differente. “Mi è piaciuto che per novanta minuti siamo stati squadra, nelle varie fasi che la partita ci ha portato ad affrontare - ha analizzato - Nel primo tempo siamo stati molto intensi nelle pressioni e nell'attacco dello spazio; nel secondo siamo stati molto ordinati nel blocco basso, sacrificandoci ma non limitandoci a difenderci: ogni tanto abbiamo alzato la pressione anche per poter avere un po' più di respiro. Quella è stata la chiave. Forse potevamo sfruttare meglio qualche contropiede, ma sono soddisfattissimo della partita che hanno fatto i ragazzi”.
Passi avanti anche negli uomini recuperati, col Grifone che ora ha dato “la sensazione che fisicamente stavamo benissimo, dopo aver recuperato giocatori importanti, di gamba e che ci permettono anche di mettere qualità dall'inizio”.
Una crescita di condizione che sta offrendo anche nuove strade, a volte alternative tra loro nei vari momenti delle partite, sul piano tattico. “Abbiamo pensato di costruire questa squadra per giocare a tre, ma con degli esterni offensivi - ha precisato De Rossi - Le partite con Juve e Fiorentina dimostrano, soprattutto ai miei ragazzi, che si può giocare bene a tre, si può attaccare forte a tre, si può giocare bene a quattro e si può attaccare forte a quattro, anche con un normale 4-3-3 e gli esterni in ampiezza”.
La differenza, secondo l'allenatore, la fa soprattutto il comportamento collettivo: “È solo l'atteggiamento e poi le soluzioni che troviamo noi in campo a determinare come giochiamo. E soprattutto questa squadra, come pressa, poi gioca. Se pressa bene, se pressa forte, gioca bene”.
Un concetto che De Rossi vuole vedere applicato anche in Salento, dove serviranno attenzione, intensità e personalità per dare continuità al percorso intrapreso e provare finalmente a sbloccare il rendimento lontano dal Ferraris.














