Festeggia finalmente un successo contro una big - anche se per la Juventus vista al "Ferraris" il termine non è propriamente adatto - il Genoa di De Rossi, che supera all'inglese i bianconeri grazie al micidiale uno-due nel primo tempo firmato da Ehizibue e Baldanzi, entrambi al primo centro stagionale. Una serata praticamente perfetta, dalle scelte iniziali del tecnico romano, coraggioso a rivoluzionale l'undici di partenza rispetto alla vittoria di domenica col Venezia, passando per l'atteggiamento spavaldo e aggressivo della squadra, fino all'inevitabile sofferenza nel finale, senza però rischiare praticamente nulla fino alla traversa di Koopmeiners su punizione a tempo ormai scaduto.
"Non so se sia stata la mia miglior partita da quando sono qui - commenta De Rossi ai microfoni - abbiamo fatto sicuramente un'ottima gara, volevo una prestazione di carattere, corsa e attenzione ai dettagli e i ragazzi hanno risposto alla grande. Nel secondo tempo contro il Venezia ci siamo abbassati troppo, questa volta invece siamo riusciti a gestire meglio il vantaggio pur rischiando qualcosa contro una squadra di valore notevole. Ritrovare certi giocatori in condizione è stato importante, penso a Meichtry, Vitinha ed Ehizibue: hanno dato una grossa mano permettendo quelle rotazioni che ho fatto all'inizio e a partita in corso, c'è solo da fare i complimenti a tutti. Menzione speciale per Vitinha, è dal 9 luglio che si allena a mille all'ora e sempre con il sorriso, ha cuore, intelligenza e capacità di vedere gli spazi, la sua è stata una prova incredibile".
Primo centro stagionale per Baldanzi, rispolverato dal primo minuto e nel vivo della gara fin dalle prime battute: "Era in condizioni ottimali in allenamento e la partita è stata preparata intorno a lui: lo considero come un figlio Tommaso, ma sono l'allenatore del Genoa e devo pensare in primis alla squadra. Non ha mai frainteso le mie scelte di formazione accettando tutto senza mai fiatare: a volte si abusa di quell'espressione "c'é bisogno di tutti" , ma stasera si è dimostrato che è davvero così, specie quando si gioca ogni tre giorni".
Un pensiero sulle difficoltà della Juve e sul suo "Maestro" Spalletti: "Per loro non è un momento facile, ma Luciano ha un'esperienza e una qualità incredibile, si tirerà fuori velocemente da questa situazione. In campo avevano un undici forte e di assoluto valore, ma è anche vero che avevano praticamente un'altra squadra indisponibile di livello pazzesco".
Presa di posizione chiara e netta sulle scelte di formazione, rivelatesi poi più che azzeccate nell'economia del match: "Da cosa si intuiva che io pensassi al Lecce? Ho preparato la partita 30% tecnicamente e 70% mentalmente, ho sentito parlare del Lecce, ma il nostro obiettivo era battere la Juve e ci siamo riusciti. Non abbiamo la Champions League e cento partite da giocare, per ogni gara scelgo sempre la formazione che reputo migliore per provare a portare a casa i tre punti, qualunque sia l'avversario. Questo gruppo si è ritrovato dopo un punto in cinque partite, come ho già detto va dato merito alla società per la pazienza che ha avuto: potevano puntare il dito contro l'allenatore come capita spesso, ma tutti quanti ci siamo rimboccati le maniche senza garanzie di ottenere risultati: questo non vuol dire che ora siamo intoccabili, basta un attimo per tornare in mezzo al fango".













